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Constatazione Non c’ero mai stato. M’accorgo che c’ero nato. G. Caproni Leggi il testo di Cristiano Gabrielli > Cristiano Gabrielli è nato nel 1969, vive e lavora a Roma. Dopo essersi diplomato in Scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, è stato consulente artistico per studi di architettura in Italia e Germania, ha lavorato come Designer e Modellista di gioielleria, arrivando (unico tra gli artisti autoprodotti) finalista nel prestigioso Gold Virtuosi International Award.  Dal 1990 [...]

“Ma palese od oscuro che fosse, tutto quel che Marco mostrava    aveva il potere degli emblemi, che una volta visti  non si possono dimenticare né confondere. Nella mente del Kan l’impero si rifletteva in un deserto di dati labili ed intercambiabili come grani di sabbia da cui emergevano per ogni città e provincia le figure evocate dai logogrifi del veneziano. (….) Forse l’impero, pensò Kubilai, non è altro che uno zodiaco di fantasmi della mente.” [...]

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“[...] E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; [...]” G. Leopardi “[...La spiegazione] deve quindi lasciare inesplicata tanto l’intima essenza di una pietra quanto quella dell’uomo” A. Schopenhauer Immagino un paesaggio, sempre più spesso, come un luogo caratterizzato da uno scarso senso della possibilità, edificato su una complessa articolazione [...]

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Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe. Si spostano in silenzio, in balìa dei venti. Niente è possibile contro il vento. Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili Da Gilles Clément, Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo, Roma, Derive Approdi, 2010 “LE MANI VOGLIONO VEDERE” “Le mani vogliono vedere”, carte di Anna Onesti, fotografie di [...]

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Il brano scelto per dialogare con la voce di Massimo Fioravanti è quella di Nazarkhan Sevara, esecutore di un branno tradizionale dell’ Uzbekistan dal titolo ‘ Yol Bolsen Ella fece un lungo viaggio in Asia Centrale, in luoghi appena conquistati dalla nascente U.R.S.S. Viaggiò in treno, sui carretti, in cammello e da un certo punto in poi, dopo Bukhara verso Khiva e verso Nukus, in barca sul fiume Amu Darja, l’antico Oxus. Progettava di tornare [...]

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“Facciamo ora l’ipotesi fantastica che Roma non sia un abitato umano, ma un’entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, un’entità, dunque, in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti…” (Sigmund Freud) Enrico Cocuccioni E’ nato a Roma nel 1956. Pubblicista e critico d’arte, ha pubblicato articoli e saggi sull’uso artistico delle nuove tecnologie. [...]

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Presentazione (…)  La ‘scoperta’ del deserto è stata per me, appunto, unica. Un luogo (o non luogo, si potrebbe anche definire) dove anche il vento era ‘rumore’, non suono. Qualsiasi altro mezzo di attraversamento diverso dai propri piedi o dal cammello/cavallo mi pareva estremamente fuori luogo: jeep, moto o altro che senso hanno? Sono occidente e nel deserto distolgono l’attenzione dal ‘senso’ di questo posto, tra i più profondi che abbia mai visto. Non è [...]

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