Qualche giorno fa mi trovavo su un aereo partito da Los Angeles e diretto a San Francisco, dove avrei suonato un concerto di musica barocca e di musica popolare dal mondo.

La signora che sedeva al mio fianco, mi ha chiesto di cosa mi occupassi nella vita e la mia risposta è riassunta nelle righe che seguono.

(foto di Sergio Garbari)

Sono nato a Roma nel 1979 da una famiglia di insegnanti con una profonda passione per la musica classica. All’età di quattro anni il mio papà, già cantore nel coro della “Cappella Giulia” in Vaticano – come seconda professione -, mi diede i primi rudimenti del linguaggio musicale ed entrai, quello stesso anno, a far parte dell’Accademia Filarmonica Romana; ero la “mascotte” nel coro di voci bianche, composto da ragazzini di otto anni e più.

E’ buffo, a ripensarci, perché imparai a leggere prima le note musicali e poi le parole scritte…

Dopo due anni passati nel coro, decisi che volevo imparare a suonare uno strumento, sentivo la necessità di esprimermi e in un certo senso sapevo già cosa avrei voluto dalla vita.

Avevo appena compiuto dieci anni quando iniziai a suonare la chitarra classica; dedicavo tutto il mio tempo allo studio della strumento, mi nutrivo di informazioni e ascolti, soprattutto di musica più antica, rinascimentale e barocca.

Un giorno ero a casa di mio zio Ugo – grande appassionato ed esperto di musicologia – e quando gli raccontai che volevo sostenere l’esame d’ammissione in conservatorio mi disse: “Luca, la chitarra classica è meravigliosa… però, vista la tua passione per la musica antica, perché non provi a suonare il liuto? Vedrai che è uno strumento incredibile ed estremamente affascinante”…

Seguii il suo consiglio e pochi mesi dopo ero uno dei soli tre allievi della classe di liuto al conservatorio di Santa Cecilia in Roma.

Erano passati quattro anni dal mio “esordio” con la chitarra, avevo già una buona tecnica e soprattutto conoscevo già i sacrifici per la musica; ma questi non mi erano mai pesati, nonostante fossero tanti, devo riconoscerlo.

Iniziai subito ad esibirmi nei primi concerti e fu breve anche il passo dell’insegnamento; avevo una decina di allievi, per la gran parte di chitarra, sparsi in varie zone di Roma.

In quegli anni frequentavo un istituto tecnico linguistico di mattina e il conservatorio quasi ogni pomeriggio. Era faticoso ma in qualche modo amavo fare quella vita, sempre in movimento e con tante cose da fare.

Mia mamma ha sempre detto che sono un vulcano, irrequieto, con la testa piene di idee, e con la determinazione di un toro, che non a caso è anche il mio segno zodiacale.

Io ho sempre sostenuto che nella vita si può fare davvero di tutto, bisogna sapersi organizzare e mettere energia, sentimento e serietà in ogni cosa.

Nel corso degli anni, nonostante mi sentissi già abbastanza realizzato con la musica, ho deciso di intraprendere altre attività parallele, sempre legate all’arte e allo spettacolo.

Già intorno ai 16 anni incubavo il desiderio di scrivere musica mia originale. Iniziai a farlo per gioco, ma presto mi resi conto che solo per gioco non bastava. Volevo farlo sul serio.

(Spesso la gente identifica la serietà e la determinazione verso ciò che si fa come una qualità, io non me ne sono fatto ancora un’idea chiara, non lo vedo un difetto, nel mio caso mi sa più di tanta voglia di fare, cercando di ottenere il miglior risultato, finché possibile).

A diciannove anni ho iniziato a scrivere musica per varie produzioni, tra cinema e televisione.

Già dai primi lavori avevo capito che mi ero innamorato del linguaggio audio-visivo; lo trovavo divertente, stimolante, e soprattutto mi relazionava a tanta gente nuova, che esulava dall’ambiente musicale che frequentavo, spesso poco entusiasta della vita.

Negli anni a seguire hanno continuato ad arrivare commissioni di colonne sonore; ancora oggi scrivo musica per ogni genere di produzione, dal teatro alla TV.

Il lavoro in Italia, a maggior ragione nel settore della cultura, subisce continue variazioni, impennandosi il più delle volte nel segno negativo. Sarebbe poco onesto se dicessi che in questo paese si lavora bene o facilmente. La difficoltà e il sacrificio sono le prime cose con cui doversi confrontare, ogni giorno.

Ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare al fianco di grandi musicisti ed artisti che mi hanno sempre detto più o meno le stesse cose. “E’ veramente dura per mille motivi, ma cerco di resistere!”

Oggi mi sento di dire che per svolgere queste attività ci vuole, otre a un’innata e smisurata passione, tanto ottimismo e delle persone accanto che ti sostengano, quanto meno in senso morale.

Nel mio caso mi ritengo assolutamente fortunato per aver incontrato finora le persone giuste con cui condividere passioni, oltre che mestieri.

Gli ultimi sei anni li ho trascorsi vivendo tante nuove esperienze, ciascuna carica di emozioni diverse.

Ho conosciuto la persona che mi ha cambiato la vita, che mi ha incoraggiato in ogni nuova “impresa”, facendo sì che ogni giorno fosse un giorno speciale.

Abbiamo avuto insieme una bambina che oggi ha 4 anni e che già mi chiede di poter suonare insieme ai concerti… sarà un segno?

I maggiori impegni di questi anni si dividono in registrazioni di dischi nei vari generi, dalla musica barocca – perlopiù – alla musica contemporanea, talvolta incisa con strumenti come il liuto o la tiorba, e in molteplici concerti per festival in Italia, Svizzera, Austria, Scozia, Germania e Stati Uniti.

A chiudere il cerchio un’altra nuova esperienza, stavolta in qualità di regista: da tempo avevo intenzione di girare un videoclip di musica antica, che avesse però un taglio “pop”, perché spesso la musica antica o classica che sia, viene associata a qualcosa di noioso e a tratti drammatico.

Volevo dimostrare il contrario, e lo scorso anno, con grande convinzione ed entusiasmo, mi sono cimentato in questo nuovo settore, realizzando due videoclip per un eccellente violinista col suo ensemble. E per questo devo un sincero ringraziamento anche a mio fratello, ottimo direttore della fotografia, che mi ha aiutato e sostenuto in corso d’opera.

In questo momento mi trovo in hotel ad Ortigia, Siracusa. Tra due ore suonerò su una chitarra semi-acustica e una chitarra classica, un concerto con una bravissima cantante australiana.

Stasera si fa jazz!

Non so ancora cosa farò da grande, ma qualche idea me la sto facendo…

Luca Marconato

Ortigia, aprile 2011



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