Di  Antonio Biondi.

Il Didjeridoo è considerato lo strumento più antico per datazione.

Personalmente sto portando avanti delle ricerche e proponendo un percorso legato all’esplorazione dell’universo frequenziale.

In sostanza tutto è frequenza: colori, emozioni, pensieri, sentimenti, oggetti tangibili e non, sono comunque frequenze. L’idea è di far risuonare il Didjeridoo e le sue vibrazioni con quelle del corpo umano. Ho scelto sei Didjeridoo che comprendono la scala aromica che va dal DO al SI. La quinta nota, il SOL, è il  Silenzio che corrisponde al Quinto Chakra, il Chakra della gola e quindi della comunicazione per cui il silenzio meditativo. La scelta dell’assenza di vibrazioni in SOL è dovuta all’esperienza maturata nel corso degli anni.

Ci sono tanti modi per comunicare ma credo che le forme a disposizione siano ormai sature, e per esprimere ciò che siamo abbiamo bisogno di un altro linguaggio, di un nuovo linguaggio: il silenzio interiore è una possibilità.

Il Didjeridoo usa un linguaggio sonoro, vibrazionale, un suono ancestrale, e suonato con disciplina respirando correttamente così come i maestri Zen insegnano, le frequenze che fuoriescono entrano in risonanza con le parti interne e esterne del corpo umano.

I Didjeridoo scelti hanno un suono puro e se il respiro circolare che determina il suono senza interruzione è altrettanto corretto, regolare, a spingere verso il basso, dal diaframma, gli apparati interni dell’organismo, le ossa, il sangue che circola, i meridiani ecc., reagiranno alla vibrazione cercando di ascoltare la risonanza della nota.

Il Didjeridoo suonando passa sopra il corpo disteso supino e rilasciato, senza contatto; sarà la vibrazione, che se risulta più chiusa, significa che c’è un ipofunzionamento della parte sollecitata, o se è troppo forte, vuol dire che la parte svolge una funzione iperattiva. Il suono cerca di alzare o abbassare i livelli portando armonia all’organismo per effetto di questa risonanza. I Didje suonati alternativamente dal Do fino al SI, un percorso sonoro dove viene attivata un’energia che spesso rimane inutilizzata, l’energia della dimensione del sogno, gli Aborigeni lo definiscono Dreamtime o Dreaming.

Anche questo elemento è una parte essenziale del massaggio vibrazionale e sonoro, l’attivazione di questa energia fa un lavoro specifico sulla memoria, il ruolo ancestrale dell’uomo archetipo, risvegliando qualcosa in noi che spesso risulta inconcepibile, inspiegabile, ma con il corso degli incontri si riesce a capire parte delle cause di alcune incomprensioni.

Il lavoro che svolgo è quello di decodificare alcune frequenze che ho avuto modo di conoscere e esplorare in Australia, le quali hanno l’effetto di aprire spazi sacri.

Attraverso il respiro corretto, e attraverso il suonare ciò che si vede in uno stato di assoluto silenzio interiore, si stabilisce una connessione con un universo di energia cosmica.

Lo Zen, il Chado, le esperienze maturate nei frequenti viaggi hanno fatto in modo di offrirmi un linguaggio con il Didjeridoo fatto di suoni, sogni e di essenza pratica.

2. Nelle sette tonalità, ogni nota corrisponde al chackra di appartenenza:

DO primo Chakra: l’elemento associato è la terra, quindi il suono rievoca la stabilità, un contenitore dove tutto è compreso, la madre terra o Pachamama, colore associato rosso.

Ho suonato l’ordine totemico corrispondente all’elemento della terra con gli elementi sensoriali corrispondenti. La terra nella sua accoglienza garantisce un appoggio stabile, solido, quindi i movimenti respiratori del diaframma saranno regolari come se un enorme monolite fosse poggiato sicuro sulla crosta terrestre.

La seconda Traccia è suonata in RE che corrisponde alla fluidità, all’ascolto, quindi l’acqua è l’elemento aggregante associato, il colore Arancio corrispondente al secondo Chakra è il colore nascosto dell’acqua. Il respiro in questo movimento ha la peculiarità di essere anche libero, svincolato dalle routine quotidiane, una ricerca armonica di spirito puro, dolce e rispettoso verso gli altri.

Il suono è una vibrazione dolce, lunga, fluida. costante, come l’acqua che va nell’acqua.

La Terza Traccia è suonata con la nota MI, il Didjeridoo qui diventa responsabile, potente, emette e trasmette un’energia di potere, di fuoco, risveglia  il potere personale, il terzo Chakra. Ritmo deciso, percussivo, il diaframma aggiunge alla stabilità e fluidità, la compattezza del potere delle decisioni. Il Didjeridoo si trasforma ora in percussione, spinta del diaframma che rievoca ritmi e danze ancestrali, il ritorno all’archetipo. Il colore associato è il giallo.

La Quarta Traccia è suonata in FA. La leggerezza è il tema associato a questa vibrazione.

L’aria è l’elemento a cui appartiene. Il Didjeridoo è suonato con legno di Agave scavato artificialmente con l’ausilio del fuoco, mani esperte e consapevoli hanno reso il legno leggero come noi dovremmo esserlo nell’affrontare i problemi della vita quotidiana.

Lo strumento appositamente creato permette l’accesso in una dimensione cosmica dove la parte eterea si mostra tangibile. Il colore è il verde. Il Chakra associato è quello corrispondente al cuore. Le parti emotive coinvolte ora assumono un equilibrio. Una leggera ma decisa, ferma, spinta del diaframma fa emettere un suono regolare, invariabile a ciò che può turbarci dall’esterno. Una vibrazione rigenerante dove l’ipo o iper funzionamento del Chakra emotivo si dissolve per restare in contatto nel centro del proprio essere.

La Quinta Traccia è suonata in LA.  Il risveglio della consapevolezza. Un suono profondo, introspettivo, meditativo. Basse frequenze interagiscono con gli altri chakra. L’archetipo si risveglia, un nuovo stato di consapevolezza dona nuova energia e permette di affrontare la realtà in una diversa dimensione. La comprensione ora è totale. Il suono si trova in frequenze molto ampie. Frequenze regolate dalla spinta del diaframma che in stato emotivo raggiungono la soglia al di sotto di quella percepibile dall’orecchio umano, ora è il corpo che ascolta e trasmette la condivisione attraverso un respiro. Il colore associato è l’indaco.

Un respiro consapevole.

L’ultima Traccia, la Settima, è la composizione di due tracce fuori tono tra di loro ma tenute in armonia dal controllo della spinta esercitata sul diaframma. Le note suonate sono in SI e DO. L’illuminazione è uno stato di caos apparente. Solo alcuni riescono a percepire il momento in cui gli armonici prodotti si incontrano e risultano all’unisono e in perfetta armonia. La settima nota in Si si allinea con il Do della nota successiva, è il passaggio del processo evolutivo. L’energia dell’essere umano che diventa qualcos’altro. Qualcosa che noi vogliamo ciò che sia. l’impercettibile diventa tangibile in uno spazio che potrebbe definirsi di sogno. Il Dreamtime (o tempo di sogno), secondo l’ordine totemico della cultura aborigena è il  tempo da cui tutto nasce e ha origine. Tutto ha origine da un suono, da una vibrazione e il Didjeridoo offre questa opportunità, Il sogno e la realtà si sovrappongono in unica visione, due possibilità vissute simultaneamente.

Il colore associato è il Blu.



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