Di Oriana Rispoli.

Foto di Sergio Garbari.

Tommaso De Carlo è un artista e decoratore fiorentino che fa rivivere nelle sue opere le suggestioni di un’antica tradizione artigianale. Le sue mani dànno forma a immagini di archetipica semplicità, cariche di simbolismi e legate ad un patrimonio iconografico che affonda le sue radici nel Rinascimento. La mostra di Tommaso De Carlo in preparazione a Lucca a Palazzo Penitesi, ci offre l’occasione di dialogare con l’artista e di ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera.

Come hai avviato la tua attività di decoratore nelle botteghe artigiane fiorentine?

Ho frequentato l’Istituto d’Arte di Firenze. Durante il periodo scolastico e successivamente al diploma, ho cominciato a frequentare le botteghe artigiane per approfondire direttamente le mie conoscenze teoriche. Mi sono appassionato e ho capito che era la mia strada…

Da quanto tempo ti dedichi alla pittura su tavola, e quali strumenti usi per dipingere?

Ormai è da oltre una ventina di anni che mi dedico a questa attività artistica. Ho appreso la tecnica della pittura su tavola operando nel settore del restauro su legno. La pittura su legno è anche la base utilizzata nel campo della decorazione. Ho simpatia per la tempera – che preparo personalmente utilizzando colle naturali, pigmenti e gessi, per la sua fluidità, immediatezza e freschezza.

Nei tuoi quadri si percepiscono chiaramente l’interesse e il fascino che provi per la botanica e per la Natura: c’è, in questo, anche un richiamo all’arte rinascimentale toscana?

Firenze è il Rinascimento. Vivendo in questa città a stretto contatto con monumenti e musei, mi sembra naturale assorbire questo clima culturale. È il binomio arte-scienza, tipico del Rinascimento, che mi ha attratto. Nella pittura vedo un momento di indagine. La superficie su cui dipingo non è altro che un taccuino nel quale riporto le mie osservazioni, correggendo e confrontando il materiale che via via si accumula. I soggetti naturali si prestano a questa speculazione, e sono particolarmente duttili per essere maneggiati e adattati alle mie esigenze.

Che cosa esponi in occasione della mostra lucchese a Palazzo Penitesi?

Conchiglie. Lucca, per la sua vicinanza al mare, ma soprattutto l’ambiente che ospita la mia mostra, questa grotta con le pareti in pietra nel sottosuolo di Palazzo Penitesi, mi sembrano luoghi particolarmente adatti ad un soggetto come le conchiglie. Create con colori naturali e tendenzialmente monocrome, sono realizzate sia in forma bidimensionale sia a rilievo: in questo caso ho pensato ai fossili, ma anche alle conchiglie presenti nelle grotte dei  giardini rinascimentali.

Che cosa rappresentano simbolicamente per te le conchiglie?

La conchiglia, per quello che ho appena detto, è un elemento che si presta ad essere indagato, da parte di un artista, sotto molteplici punti di vista, a partire naturalmente da quelli iconografico ed estetico, e la ricerca può essere interminabile. Inoltre, per me è simbolo del viaggio, che è ciò che mi auguro quando inizio un nuovo lavoro, un viaggio senza una meta stabilita.

Come proseguirà in futuro il tuo viaggio nell’esplorazione della Natura?

La mia ricerca si sta allargando alle piante, ma si tratta di piante un po’ speciali (anche se non insolite) che generalmente non sono rappresentate.

Vuoi raccontarci la storia della tua bottega nel Conventino, in Oltrarno?

Il Conventino è propriamente un ex convento. Un edificio abitato da attività artistiche e artigianali dall’inizio del XX secolo, posto sotto la collina di Bellosguardo e quasi di fronte alle mura cittadine. Da sempre ha stimolato la creatività, e l’ambiente è ideale per favorire concentrazione e ispirazione. Io vi risiedo dalla fine degli anni Settanta, e sono cresciuto conoscendo via via i vari personaggi, artisti e artigiani, che da quell’epoca si sono avvicendati. Vivere e lavorare in questo luogo mi ha permesso di crescere professionalmente e umanamente grazie alla stretta collaborazione con persone, eredi di un’antica tradizione tramandata di bottega in bottega.

Nota biografica.

Tommaso De Carlo è nato a Firenze nel 1959 e si diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze. Già negli ultimi due anni di studi ha iniziato ad apprendere le tecniche di incisioni e intaglio nelle botteghe dell’Oltrarno per poi lavorare come intagliatore e modellista nell’ambito dell’arredamento e dell’artigianato artistico. Successivamente, la ricerca delle forme plastiche si è arricchita di esperienze decorative legate alla policromia e alla doratura. Dagli anni Ottanta ha una bottega nel Vecchio Conventino a Firenze, dove in un ambiente di artigiani ed artisti, lavora come decoratore. Ha sviluppato continue ricerche nella decorazione d’interni, collaborando con architetti e arredatori che gli hanno permesso di ampliare le tipologie di intervento in ambienti pubblici e privati. Le problematiche professionali emerse dal lavoro di pittore decoratore gli hanno permesso di sperimentare continuamente materie e contenuti, consentendogli di impadronirsi di procedimenti tradizionali e di farli evolvere in esperienze innovative.

Lo stesso guardare al passato che ha riguardato la ricerca delle tecniche è avvenuta nell’ambito pittorico. Nella pittura dei fiori è indirizzato attualmente il maggiore interesse, che vede continue citazioni del passato con uno stile che cerca di unire esperienze tradizionali di pittura su tavola con un’immagine naturalistica decorativa.

www.tommasodecarlo.it

La mostra lucchese di Tommaso De Carlo si svolge a Lucca, in via S. Croce 65 dal 2 al 5 giugno. Per l’occasione sarà possibile visitare l’area archeologica di Palazzo Penitesi, aperta al pubblico grazie alla collaborazione tra Francesca Lodi, titolare del negozio di antiquariato Lodi Bros Antik, e l’associazione culturale Nuove Tendenze.



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