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Il fotografo Gianni Cortellessa ci descrive Memo, trittico formato da una composizione palinsesta di immagini bi e tridimensionali, che riflettono la profondità dei ricordi stratificati nella memoria dell’autore…

Gianni Cortellessa

E’ fotografo d’arte presso la Soprintendenza speciale per il Polo Museale Romano. Attivo negli anni ottanta, è tornato ad esporre a Roma in questo ultimo periodo proprio con il lavoro che qui presentiamo, Memo. Memo nasce nell’estate nel 2003 con un primo nucleo di tre immagini, un trittico, cui si sono aggiunte altre diciannove fotografie a formare un’esposizione che è stata presentata nello spazio del Centro Culturale La Camera Verde di Roma nell’autunno del 2003. In quell’occasione Alessandra Lanzoni, nel suo testo critico, annota a proposito delle immagini di Memo che “gli oggetti della cantina”, il luogo in cui è stato realizzato il lavoro, “sono le madeleines dell’artista, funzionali a creare quella situazione di atemporalità catturata dallo scatto fotografico”.

Henri Pousseur

E’ nato a Malmèdy nel 1929. Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Liegi e Bruxelles dal 1947 al 1953 (ma si considera in gran parte autodidatta, vale a dire allievo di tutte le musiche di cui è venuto a conoscenza). Dal 1950 si integra nel movimento dell’avanguardia musicale internazionale (musica dodecafonica, seriale, elettronica, aleatoria…) a fianco di Boulez, Stockhausen, Berio e altri. A partire dal 1960 assume una posizione personale indipendente “rifiutando il rifiuto” delle esperienze del passato (quello che alcuni hanno chiamato la “tabula rasa”) e sforzandosi di oltrepassare la dicotomia tra antico e moderno, “colto” e popolare. La composizione Scambi è del 1957.



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