Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Questa terza madeleine presenta un lavoro dell’artista  Valerio de Filippis e prosegue il nostro ciclo dedicato a poetiche fotografiche legate in modo evidente ad una riflessione sul ricordo personale. In questo caso frammenti di fotografie d’infanzia si fondono, in un processo di tecnica mista, con segni pittorici che ne ‘disturbano’ la visione e  contemporaneamente donano, al frammento stesso, un tempo che è fuori, rispetto a quello implicitamente contenuto nella classica immagine fotografica. Ma già solo l’utilizzo di porzioni di foto, e quindi la rottura dei confini del fotogramma, sposta la lettura dell’immagine d’infanzia oltre i suoi normali codici, in uno spazio che non appartiene in fondo a nessuna arte, ma al territorio vago della ‘sublimazione’ del proprio vissuto attraverso l’utilizzo spurio di più mezzi d’espressione.

Valerio De Filippis
Nato a Pozzuoli nel 1960, inizia la sua ricerca artistica a Bari nel 1980. Compie numerosi viaggi all’estero stabilendosi per due anni a Bruxelles. Dal 1994 vive e lavora a Roma dove nel 2003 fonda lo studio E.M.P. (Experimental Meeting Point), luogo di incontro-confronto culturale e tecnico-sperimentale tra artisti poeti e intellettuali. Vincitore di numerosi premi, è stato invitato a molte rassegne internazionali. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. Il suo ultimo catalogo si intitola V(rovesciamento della lettera A) pubblicato presso le edizioni La Camera Verde di Roma nel giugno 2006.

Arne Nordheim
Nato nel 1931 è considerato il pioniere della musica elettronica norvegese. Compositore e critico musicale, ha studiato al conservatorio di Oslo (1948-52) e nel 1955 a Copenhagen con V. Holmboe. Critico musicale del Morgenpost di Oslo (1959-62) e del Dagbladet (fino al 1968), nel 1974 è stato eletto presidente dell’Associazione Compositori Norvegesi. Specialmente dagli anni ’60 ha introdotto nelle sue composizioni tecniche e strumenti d’avanguardia; in tale prospettiva si collocano, fra l’altro, il balletto Katharsis (1962), Epitaffio per nastro e orchestra (1963), Eco per voce, coro e orchestra (1967), Poly-Poly per strumento elettronico (1970), Wirklicher Wald per soprano, coro e orchestra (1983), Tractatus per flauto e altri strumenti (1986), Monolith per orchestra (1990), Cada Canción per coro e orchestra (1994); inoltre musiche di scena e per la radio. Nel 1998, Biosphere, al secolo Geir Jenssen, tra i primi ad operare nella sintesi tra ritmi house e techno e atmosfere rarefatte della musica ambient, gli ha reso omaggio con Nordheim Trasformed, remixando una composizione del compositore norvegese del 1974.

Luigi Toni
Nato a Napoli nel 1972. Dal 2000 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato articoli su La Scrittura, Lo Straniero, Alternative, Kainòs, Avvenimenti, La Camera Verde, Shqiptari i Italisë (L’Albanese d’Italia). Nel 2004 ha pubblicato presso le edizioni La Camera Verde il libro Guy Debord: il movimento di uno stratega.



Condividi
Copyright ©  2011-2017  Nuove Tendenze
Codice Fiscale 97361110584 - P.IVA 09009871006

Logo realizzato da Franco Avitabile