Franco Mancini, Grumi di silenzio. La meraviglia del quotidiano, con testi di Mario Lunetta, Rubina Giorgi, Zeno Tentella, Roma, La Camera Verde, 2010.

Di Oriana Rispoli.

Franco Mancini, fotografo autenticamente originale, ci rivela con la sua nuova raccolta di immagini sospese tra cielo e terra, tra universale e particolare, tra materia e trasparenza, altre sfaccettature della sua poetica visiva. Alla ricerca di un equilibrio compositivo scovato nell’astrazione delle linee pure del paesaggio, e volendo fare risaltare l’armonia spontanea dei colori in scenari naturali ricchi di contrasti, Mancini si sente anche fortemente attratto da tutti i fenomeni che in natura vedono protagonista l’elemento acqua. Così nascono molteplici inquadrature di paesaggi dominati dall’acqua, che si manifesta come ostinata pioggia battente, ammassata in nebbia, corrente, stagnante, condensata in nuvole bianche e nere, ghiacciata, marina smeraldina…

Delle opere di Franco Mancini è stato scritto, in occasione della mostra Eden segreto/Il paesaggio della memoria (Pollenza, Macerata, 2000): «Un mondo interiore che si riflette nel paesaggio» (S. Ricciardi); per la mostra Il mare assente (Roma 2003): «…la granulosità delle sabbie, resa in modo perfetto dalla impeccabile tecnica fotografica usata, ci fa immediatamente vedere, sentire, la vita di questi arenili, che non sono né terre “sottili” per la siccità, né paludi fangose e compatte, ma somme di miliardi di detriti infinitesimali dove il vento può trovare ancora dei varchi, insinuarsi, creare forme, e la luce può attraversarle determinando giochi di chiaroscuro… » (F. Vitale); e ancora per la mostra Fragori e stillicidi. Il respiro dell’acqua (Roma 2004): «Una sequenza di immagini a colori: non altro che altrettanti volti, ritratti dell’acqua.  E’ il modo di Franco Mancini di “entrare” silenziosamente (ma in profondità) nei paesaggi cogliendone, con il suo inconfondibile scatto classico e attento alle geometrie poetiche del fotogramma, forme che dissolvono le coordinate spazio/temporali dell’oggetto indagato. Questo omaggio all’acqua, alla sua dolcezza e alla sua rabbia impetuosa, svela o rivela nuovamente la sensibilità di questo autore per l’elemento naturale che assume, come in questo caso, grazie ad immagini eleganti, tutta la forza di un regalo prezioso, quanto antico e misterioso. Dono all’uomo che spesso ne usufruisce meccanicamente dimenticandone il valore fondamentale per l’esistenza.» (F. Vitale).

L’attenzione verso le energie naturali è, insomma, ciò che connota maggiormente le immagini di Franco Mancini. In Grumi di silenzio. La meraviglia del quotidiano si compongono sequenze visive colte con il terzo occhio, quello della mente. Mario Lunetta scrive: « Nella consapevolezza della sua profonda maturità, Mancini non dà una raffinata lettura del mondo, o una riproposizione del cosiddetto reale, ma realizza – di questo mondo e di quello reale – un attraversamento che è al tempo stesso narrativo e critico.» (Franco Mancini: lo scatto fotografico come interrogazione filosofica).

Invitiamo dunque i nostri lettori a fare la conoscenza delle “visioni” di Franco Mancini che, come lui stesso ci racconta, nascono da una rivelazione: le cose, anche le più semplici, possiedono una loro vita segreta, che può essere captata soltanto quando lo sguardo sappia muoversi in sintonia con la mente e con il cuore, rendendosi disponibile ad un improvviso stupore.

www.francomancini.it



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