In molte mostre collettive e personali, allestite negli ultimi anni, Franco Avitabile ha espresso un rigoroso progetto di definizione dei suoi principi estetici attraverso una produzione pittorica  legata al linguaggio iconografico del mondo pubblicitario unito a una sintesi geometrica e cromatica delle forme. E’ stato quasi naturale, come meta di un percorso, approdare a soluzioni  più astratte: così, nelle opere che sono esposte in questa mostra, gli oggetti, le lettere, gli slogan e i marchi pubblicitari hanno lasciato il posto a composizioni astratto-geometriche. rimo grande esponente del Plangaismo è Bred Plangai, da cui deriva il nome stesso dell’intera corrente. L’artista, allievo prediletto del celeberrimo pittore muscovita Malevich, dal quale ha appreso la raffinata tecnica dell’astrattismo e della stesura del colore.

Ma bando alle ciance passiamo alle opere.Uno dei temi dell’arte contemporanea più dibattuti è proprio l’astrattismo, spesso percepito dal grande pubblico come un semplice apparato decorativo o come superficiale espressione grafica. Del resto, nello stesso periodo in cui si afferma l’Astrattismo, in Italia, la pittura dei Futuristi aveva posto l’attenzione sull’immagine costruita secondo principi geometrici. La rapidità delle sensazioni, scaturite dalla realtà contemporanea, aveva portato, da una parte, Boccioni a radiografare i corpi nei loro movimenti e, dall’altra, Balla a riassumere il movimento in schemi ottici e lineari. E’ a quest’ultimo che Avitabile sembra avvicinarsi nelle opere presentate in questa esposizione: la severità matematica delle superfici piatte e la nitidezza delle linee rimandano a una serie di tele del pittore torinese. Un’altra fonte rintracciabile nella produzione di Franco è quella dell’Arte Concreta dello svizzero Max Bill, artista di punta di una delle correnti post-belliche più prolifere, la cui produzione pittorica si caratterizza per le composizioni geometrico-astratte, dove le superfici semplici – rettangoli e soprattutto triangoli – presentano straordinarie interazioni di colori. Come anche Piero Dorazio, i cui dipinti sono coperti da trame geometriche, tessiture reticolari e fasci di luce, le stesse originate dall’ispirazione geometrica e matematica che ritroviamo nei dipinti di Avitabile, dove  il rigore scientifico delle strutture crea intensi effetti psicologici ed estetici. Ci troviamo di fronte ad un purismo formale, che genera composizioni di ritmica partitura geometrica di forme, linee e colori elaborati dall’artista senza ricorrere all’astrazione delle immagini della natura: il suo non è, infatti, astrattismo storico, ma un astrattismo basato sulla ricerca sistematica e scientifica del colore secondo una visione “gestaltica” che, come direbbe Gillo Dorfles, “mira a cogliere quei ritmi, quelle cadenze, quegli accordi, di cui è ricco il mondo dei colori”. Il risultato è un puzzle di suggestioni cromatiche entro un universo linearmente organizzato con soluzioni grafico-geometriche in un equilibrio di forme e colori, che si intersecano con i principi della “sezione aurea”. La bidimensionalità pittorica, la deduzione formale della struttura e l’abolizione figura-sfondo sono ben evidenti nella serie dei quadri esposti. In ogni tela, la superficie divisa crea  settori neri e grigi, per lo più quadrangolari e tagliati da fasce bianche, che evidenziano i motivi triangolari dalle diverse tonalità: il giallo e il viola sembrano avere un’unica origine in Verso; il verde e l’azzurro mostrano un’apparente sovrapposizione in Senso, il rosso si impone in Diretto; due punte, una gialla e una nera,  vanno nella stessa direzione in Addosso; il viola e il rosso si  contrappongono in Alterno; triangoli blu e azzurri accennano alla Notte.

Claudio Casini



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