Intervista di Oriana Rispoli

La maturità di un musicista consiste non tanto e non solo nel grado di raffinatezza di ciò che esegue, quanto, più in generale, nella sua capacità di restituire il bene che riceve attraverso la musica. Simone Soldati, stimato e affermato pianista lucchese, si misura continuamente con questo concetto per coglierne tutte le potenzialità sul piano culturale e sociale. Ammira il sistema di istruzione musicale fondato da Antonio Abreu in Venezuela al quale Claudio Abbado dà un forte sostegno; collaborerà con Alessio Allegrini che ha portato in Italia il movimento della “Human Rights Orchestra”; tiene presenti le iniziative dei “Donatori di Musica” nei reparti di oncologia di alcuni ospedali italiani ed è impegnato con l’Associazione Musicale Lucchese. Oltre a tutto questo, Simone Soldati è un musicista molto attento alla storia musicale della sua città e le ha dedicato attenzione durante tutto lo sviluppo della sua carriera. Ci soffermiamo su questi punti come perno della conversazione con il Maestro, incontrato nella sua dimora posta sul limitare tra campagna e bosco, nei pressi di Lucca.

– Vedi nella musica e in generale nell’esperienza artistica uno strumento di crescita e coesione sociale…

Dare vita a progetti che, nelle varie forme espressive, si rivolgono alle potenzialità creative dell’essere umano facendo percepire l’utilità e la bellezza di abbracciare una disciplina, è uno dei punti fondanti della piramide formativa al quale una società evoluta deve guardare. Per questo è prezioso il lavoro svolto dall’associazionismo, dalle scuole di musica, di teatro, di danza, dai cori, dalle bande… e sicuramente dimentico altre realtà. Si tratta di un’attività preziosa, senza grande clamore, che partendo dalla radice si rende capace di contribuire a strutturare la persona rendendola protagonista del proprio pensare e delle proprie emozioni. Aggiungo poi, specificatamente al mondo musicale, l’importanza di iniziative in grado di favorire l’incontro dei bambini ed anche degli adulti con la dimensione del concerto.

– Nel 2009 sei stato insignito del premio “Lions Club Le Mura” di Lucca e hai tenuto un concerto in Piazza del Campidoglio a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano e del Segretario di Stato del Vaticano. Senti che questi riconoscimenti sono legati ad un momento particolare del tuo percorso artistico?

Il premio del Lions Club Le Mura è stata una gradita sorpresa. Lo considero come un riconoscimento importante e lo vivo come un impegno, nei confronti di chi mi ha manifestato fiducia ed apprezzamento, a cercare di svolgere al meglio la mia attività rendendomi poi disponibile a fornire un contributo alla vita culturale e sociale della mia città. Il concerto di Roma è stata un’esperienza importante prima di tutto da un punto di vista musicale. E’ stato davvero gratificante suonare di fronte a tante autorità e in un luogo così suggestivo come Piazza del Campidoglio. Sono due momenti molto significativi del 2009. Faccio tesoro dell’entusiasmo che mi hanno regalato per affrontare il presente cercando di lavorare nel modo migliore.

– Nella tua ampia discografia l’attenzione verso i compositori lucchesi è manifesta, e non trascura l’opera contemporanea di Gaetano Giani Luporini. Nell’approfondire la conoscenza di questi musicisti, che scoperte hai fatto?

Vivere a Lucca ed essere musicista porta quasi automaticamente a curiosare nella fantastica storia (non solo artistica) di questa città. Ho registrato musica di Boccherini (compositore che merita di essere sempre più scoperto), Domenico Puccini, Gaetano Luporini (musicista di grande eleganza); le pagine per pianoforte di Giacomo Puccini e di Catalani (che scriveva molto bene per questo strumento), di Sebastiano Caltabiano (del quale ho apprezzato l’attenzione rivolta alla forma). Poi, grazie anche a Gaetano Giani Luporini mi sono avvicinato al repertorio contemporaneo. Apprezzo tantissimo la musica del Maestro perché riscontro nelle sue composizioni un profondo potere evocativo.

– Nel 2008 hai ideato un bel progetto musicale che ha portato alla realizzazione del CD Musica al tempo di Pompeo Batoni, in concomitanza con la grande mostra sul pittore lucchese settecentesco. Quali sono i criteri che ti hanno guidato nella scelta del programma?

Sono appassionato di arti visive e mi interessa dar vita a progetti in cui varie forme di espressione vengono a contatto. Questo lavoro intende mettere in evidenza alcune interessanti interrelazioni tra la vicenda di Batoni ed alcuni compositori suoi contemporanei di area lucchese e non. Ad esempio si possono ascoltare le Variazioni su “Salve Tu Domine” di Mozart, brano che vide la luce nel famoso concerto che Mozart tenne al Burgtheater a Vienna (lo stesso teatro dove anni prima suonava Boccherini – illustre effigiato di Batoni…). A questo concerto era presente l’Imperatore Giuseppe II del quale ci rimane oggi un pregevole ritratto realizzato dal Batoni e conservato al Kunsthistoriches Museum di Vienna.

– Come è nata la collaborazione con l’Ensemble Nuovo Contrappunto e cosa ha portato nella tua attività?

Suono con Nuovo Contrappunto da quasi 10 anni grazie alla fiducia di Mario Ancillotti che è l’anima e il direttore dell’Ensemble. Certamente è una delle esperienze più importanti, perché mi consente di stare in rapporto con tanti musicisti che stimo e di affrontare un repertorio bellissimo.

– La tua esperienza artistica sembra caratterizzata da un atteggiamento di continua ricerca…

E’ un’occasione per confrontarmi con gli altri, per mettermi in dubbio, imparare e crescere. Alla fine, se lo si accetta, uno dei lati più affascinanti dell’esperienza artistica così come di qualsiasi altra attività in cui l’essere umano si mette in gioco, è proprio il mantenere aperto un fronte di curiosità, di gusto per il nuovo e mettere con coraggio continuamente le proprie idee al vaglio dell’esperienza. Amedeo Baldovino, violoncellista del grande Trio di Trieste definiva il suo strumento “il mio educatore di umiltà”… Per umiltà intendo in questo caso, il tendere ad avere quanto più possibile coscienza dei propri limiti così come delle proprie virtù e lavorare con intensità. Anche per dare un segno di tutto ciò attraverso quel grande serbatoio di metafore, di idee, di stimoli che i grandi compositori ci hanno lasciato.

– Come nasce la prossima collaborazione con Lorenza Borrani e Alessio Allegrini?

Nasce nell’ambito del programma della prossima edizione del Festival di Musica da Camera della Versilia che si tiene ogni anno a Pieve a Elici ed ha come caratteristica anche quella di favorire nuovi incontri tra musicisti. Sono felice di suonare con loro (il meraviglioso Trio op. 40 di Brahms) perché oltre ad essere bravissimi, sono persone che sento particolarmente vicine per il modo di vivere la musica.

Questa intervista è stata pubblicata nel mensile Living Tuscany del marzo 2010.



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