Una delicata asciuttezza è presente nel pensiero-gesto di Valentina Parmiggiani, fluidamente intriso di un sapore più che conciso, che si fa – a tratti – sottilmente curvilineo. Compaiono movimenti come segni grafici iper-definiti ed estrinsecati con gentilezza pulita e con bontà di respiro interpretativo grazie alla performer  Elisabetta Bonfà. Il contesto in cui si inserisce la performance che porta il titolo Senza è il Festival Nutrimenti 2011_siamo fatti per questi tempi, che già da qualche anno dinamizza i flussi culturali della città  di Terni ( nella fattispecie dal 16 al 18 dicembre presso il Centro  di Palmetta).

I diversi segmenti corporei, di volta in volta attivati, prontamente disvelano porzioni e blocchi di spazio attigui: dentro quelle porzioni di spazio trova posto e si innesta un gesto che consta spesso di accurata ripetitività. Può notarsi inoltre una sorta di elegante “rivalità” tra la motilità del corpo, per l’appunto suddiviso nei suoi settori distinti e circoscritti e la staticità del volto – apparentemente disabitato – mentre invece quel volto si rivela peculiare in quanto contenitore di uno sguardo, che è deprivato.

Trattasi di privazione senza crudezza, che diviene persino risorsa.

“La donna è non vedente, eppure procede calma e sicura, quasi sospesa nel sentire lo spazio che il suo corpo andrà ad occupare. La scena è ovattata, surreale, ma il suo andare rivela una umana fragilità.

Un viaggio in un mondo sconosciuto, mancante di qualcosa eppure ricco di qualcos’altro, è un’investigazione  sulla disabilità di una donna e del suo universo intimo e sensoriale, che ci conduce alla scoperta di un nuovo equilibrio”.

Otto minuti circa di lucida allure e vivezza.

Anna Laura Longo



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