Spazialità nel tempo.
L’emancipazione del tempo musicale operata da Stockhausen con Guppen (Gruppi), che conduce ad un’esplosione stereofonica dell’orchestra, segna l’inizio della moderna musica spaziale.

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Il titolo Gruppen indica prima di tutto la divisione dell’orchestra in tre gruppi strumentali, rendendo anche conto del principio adottato per questa composizione e chiamato dal compositore la ‘forma dei gruppi’ (Gruppenform).

Questa forma deriva da un nuovo tipo di segmentazione del discorso musicale che non prende più per unità la nota, ma il gruppo di suoni, diversi gruppi che devono essere sufficientemente definiti per essere riconosciuti. Così ciascun gruppo è determinato dalle dimensioni, dalla sua forma, dalla densità e soprattutto dalla qualità sonora che risulta dal trattamento particolare applicato ai diversi parametri dei suoni che lo costituiscono. Questo metodo consente di arricchire considerevolmente la tavolozza orchestrale, poiché un gruppo può essere costituito sia da una brevissima nota isolata, sia formare un complesso sonoro di una tale densità da essere percepito statisticamente.

La effettiva spazializzazione dei procedimenti di scrittura messi in gioco da Gruppen è la conseguenza di una riflessione condotta non già sullo spazio, ma sul parametro tempo. Infatti, guidato dalla preoccupazione di conferire ad ogni parametro sonoro un’importanza eguale a quella delle intonazioni, Stockhausen giunse dunque a considerare la nozione di tempo musicale e, con Gruppen, alla necessità di confrontare tempi diversi all’interno di una stessa composizione. Ora una tale simultaneità era realizzabile sole se i diversi tempi venivano scelti da altrettanti direttori d’orchestra, a ciascuno dei quali doveva venire assegnato un gruppo strumentale diverso.

Le tre orchestre, a sinistra, a destra e davanti al pubblico, composte rispettivamente da 36, 37 e 36 strumenti, si presentano in formazioni molto simili, poiché questa condizione consente di far migrare uno stesso suono da un’orchestra all’altra.

Ma oltre a spostamenti, scambi e effetti di eco, resi possibili in questo modo, questa disposizione consente di percepire ancor meglio le diverse “forme dei gruppi” ossia di giocare sull’opposizione fra note isolate e aggregati sonori. Da questo punto di vista, è particolarmente riuscito un passaggio affidato agli ottoni, ove lo spostamento sonoro si coniuga anche con un impiego delle sordine che creano un’impressione di allontanamento.

Riferimenti storici

Gruppen, composto fra il 1955 e il 1957, venne eseguito per la prima volta il 24 marzo 1958 a Colonia, sotto la direzione congiunta del compositore, di Bruno Maderna e di Pierre Boulez.

di Natale Romolo



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