Paolo Pisano (Rossi) nasce a Pisa il 24 ottobre 1941; dopo aver conseguito il titolo di Maestro d’Arte ed aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, si diploma in scultura a Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera, nella scuola di Marino Marini. Ha avuto un’esperienza trentennale e come docente della Progettazione grafica, della Comunicazione visiva, della Pittura e Scultura presso Istituti Statali d’Arte.

La materia ovvero i materiali manipolati e impiegati da Paolo Pisano, per tipologia e natura appartengono ad una gamma molto ampia che varia nel tempo e di volta in volta, per assecondare le sue esigenze espressive. Attraverso l’osservazione dell’uso dei materiali è offerto uno strumento utile per ricostruire il suo percorso artistico, da quello formativo a quello attuale.

Assecondando la naturale inclinazione, lontano dalle scuole e dagli insegnamenti, nell’età della fanciullezza alla docilità dell’alabastro Paolo Pisano affida la ricerca di forme plastiche con cui traduce le immagini che colpiscono la sua fantasia di ragazzo, sono bassorilievi o figure a tutto tondo che riproducono soggetti sacri o profani. Seguono laboriose repliche miniaturizzate di violini e violoncelli, in cui la ricerca della forma prestabilita gli consente un primo approccio con le tecniche artistiche dell’ebanisteria, utili a temprare il carattere e la mano ai rigori della tecnica artistica.

Gli studi giovanili, la scuola dello scultore pisano Silvano Pulcinelli e soprattutto quella milanese di Marino Marini gli aprono nuovi orizzonti, culturali e tecnici, ed egli indaga l’impiego dei materiali legato alla creazione artistica. La comprensione dell’importanza della scelta dei materiali, che varia per assecondare le esigenze espressive, gli permette di valorizzare una innata attitudine alla sperimentazione tecnica e artistica. La cera, la creta, il gesso, la gomma, il legno, il bronzo, l’ottone, l’argento, l’oro, il marmo, la pietra, i minerali, i colori, la carta, la tela e tanti altri sono i materiali che di volta in volta assecondano la sua versatilità creativa. Certo è che in alcune fasi della sua produzione artistica ha scelto ora un materiale, ora un altro.

Nella prima fase artistica predilige la scultura in gesso patinato, insieme con quella in legno e in piombo fuso e saldato. Tuttavia, suggestionato dalle ardimentose cere di Medardo Rosso e dalle terse forme delle terrecotte di Arturo Martini, Paolo Pisano produce spesso sculture in gesso alternate a quelle in terracotta; anche il disegno, la stampa e la pittura ad olio accompagnano fin dal suo esordio la sua espressività poetica.

Del resto tutto il percorso artistico di Paolo Pisano si snoda attraverso l’impiego contemporaneo dei materiali e delle tecniche più varie. Infatti, mentre scolpisce, continua a disegnare e a dipingere, mentre manipola la creta, sbalza l’argento o scolpisce il marmo, il legno, o realizza opere fuse e rifinite nel bronzo. Anche l’arte incisoria ad acquaforte, a bulino, a xilografia tornano ciclicamente ad essere di suo uso espressivo e poetico. E’ facile cogliere l’artista intento a schizzare a matita, penna o pennarello segni di forme naturali o fantastiche, bloccate sulla carta talvolta come pro memoria per traduzioni plastiche, incisorie e di ricamo su pezze di lino. E’ facile vedere nelle sue mani come un materiale destinato ad altri usi sia impiegato diversamente. Un tubo di PVC diviene una colonna, un conduttore elettrico diviene una spalliera di sedia e un piano di legno da cantiere edile diviene un singolare mobile della sua abitazione.

Le opere di Paolo Pisano si trovano in collezioni private e in luoghi pubblici:

Museo dei bozzetti di Pietrasanta, ASEM di Livorno, Rotary Club di Milano Sempione, Pieve di Pugnano (PI), Chiesa Primaziale di Pisa, Chiesa di S. Francesco a Pisa, Chiesa-cappella nel Cimitero della Misericordia e Crocione di Pisa, cappella privata nel cimitero di Pontedera (PI), Cappella nella Casa di S. Giuseppe a Quercianella (LI).


Hanno scritto di Paolo Pisano

… “La ricchezza delle matrici e dei depositi linguistici e stilistici individuabili nell’opera di Paolo Pisano, ne attesta la provvedutezza, giacché mi pare che lo scultore sia animato dall’intenzione di recuperare, nella consapevole utilizzazione della sintassi moderna, alcune peculiarità della scultura antica, quali la concezione monumentale, la semplificazione delle partiture plastiche… Le presenze muliebri consentono anche letture simboliche, quali metafore della natura e segni di civiltà, luoghi di convergenza di molteplici aspirazioni e necessità (dell’uomo contemporaneo come degli antenati mitici che credevano nelle virtù apotropaiche dell’immagine): non ultimo il bisogno del sacro, di dare apparenza sensibile e durata al mistero dell’esistenza…”

Da: Nicola Micieli, Scultura a Pisa nel secondo Novecento, S. Giuliano Terme, 1983

… “Si può affermare senza riserve che Paolo Rossi Pisano rappresenta una delle figure più interessanti nel panorama della scultura toscana ed italiana di questo scorcio di secolo…”

Da: Ilario Luperini, Paolo Pisano: la frenetica, imprevedibile gioia di modellare, Pisa, 1990 (relazione presentata in occasione della mostra presso la Sala del Capitolo della Chiesa di S. Francesco di Pisa, 1996).

… “Paolo Pisano… da anni lavora per un intelligente recupero dello spirito di Tino da Camaino, Giovanni Pisano, Masaccio e Donatello. Recuperare l’orizzonte formale di quella tradizione non è fare del conservatorismo allarmato ed allarmante: è l’intuizione di chi, come Marini, Manzù, Bodini ritrova una forma per renderla, come direbbe Focillon, un ‘divenire secolare’…”

Da: Franco Patruno, ‘Materia quantitate signata’: per una scultura sacra oggi, in: “La voce di Ferrara – Comacchio”, 22 gennaio 2000

… “Questo scultore riesce a passare dal figurativo all’astratto fondendo insieme la grande tradizione artistica degli scultori pisani medioevali. Ha voluto chiamarsi Paolo Pisano non per entrare vanitosamente nella discendenza di Giovanni e Nicola Pisano, ma per trarre dalla loro eccezionale maestria una ispirazione profonda ed una riccezza di contenuti inedita…”

Dalla presentazione di Alessandro Plotti, in: Marco Rossi, Scultura sacra oggi. Una mostra di Paolo Pisano per il Giubileo del 2000, Pisa, Museo dell’Opera del Duomo, 2000

… “Paolo Pisano è uno spirito libero, capace di accettare e rielaborare con spontanea naturalezza anche suggestioni archeologiche… La ricchezza di Paolo Pisano risiede nella capacità di cogliere stimoli creativi da qualsiasi cosa colpisca la sua immaginazione. La natura, la vita, la filosofia, la letteratura, la poesia, la storia, le opere d’arte antiche e moderne offrono occasioni alla sua fantasia perché egli non pone limiti alla sua libertà espressiva…”

Da: Marco Rossi, Paolo Pisano. La forma dell’idea, un viaggio attraverso l’opera di Paolo Pisano, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 2000

… “La varietà di opere presenti nella mostra ci induce a riflettere sulla contemporanea continuità tematica e devozionale con il mondo passato, attraverso tuttavia l’impiego di linguaggi attuali. L’arte non può infatti negare ed eliminare le proprie radici: farlo significherebbe giungere ad un azzeramento culturale…”

Da: Cristina Bernazzi, ‘Introduzione’, in Sculture sacre per il Giubileo del 2000. Opere di Paolo Pisano per una mostra a Piombino, a c. di Marco Rossi, Piombino, Circolo Culturale S. Antimo, 2000

… “Nella produzione artistica di Paolo Pisano s’individuano alcuni temi principali, a cui l’Artista dedica opere che segnano il suo percorso creativo. La raffigurazione del bene e del male è fondamentale nella sua poetica. Dalla vita è estrapolata la ricerca dell’assoluto ed è la vita a cui si contrappone la morte. Nell’affannosa ricerca della verità espressione poetica di una perfezione umanamente irraggiungibile, resta allora espresso il tormento dell’uomo, il suo dramma nell’accettazione della sua fragilità, nella sua consapevole ineluttabile lotta contro le forze del male.

Da: Sculture sacre per il Giubileo del 2000. Opere di Paolo Pisano per una mostra a Piombino, a c. di Marco Rossi, Piombino, Circolo Culturale S. Antimo, 2000



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