Antonella Serafini è storica e critica d’arte. Nel 1983 si laurea il Lettere Moderne presso l’Università agli Studi di Pisa con tesi di Laurea su: “Medardo Rosso: problemi e fortuna critica di un artista di fine Ottocento”. Dal 1985 cura mostre di pittura, scultura e fotografia in Italia e all’estero. Ha pubblicato numerosi cataloghi e saggi prevalentemente sull’arte del XX secolo, in particolare relativi alle presenze artistiche in Versilia nel XX secolo sia riferite allo studio del rapporto fra il marmo e la scultura moderna sia in relazione alla pittura di paesaggio.

Dal 2000 al 2008 è stata membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ragghianti di Lucca.

Su committenza del Comune di Viareggio, ha ideato, progettato e realizzato la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) curandone anche il primo ordinamento; pubblicandone poi il resoconto museografico nel 2010 nel volumetto dal titolo “L’invincibile dialogo”.

Nell’agosto del 2012 esordisce come scrittice di libri gialli dando alle stampe “Il tappeto di tigre”.

Monica Marioni

Il libro di A. Serafini è un giallo in cui la protagonista principale è la città.

La città raccontata come un organismo vivente, che accoglie, nasconde, soffre ed è dilaniata.Per il lettore diventa impossibile non partecipare a questo dolore quasi fisico.I personaggi, che si muovono intorno e dentro di essa, sono appena accennati nelle loro caratteristiche, giusto ciò che serve a muovere la storia.
Sono le azioni di questi personaggi che diventano co- protagoniste della città.

Sono i pensieri e le scelte che distruggono la bellezza o cercano di conservarla.
La conservazione e la distruzione sono le forze, esse si trovano in campo in forma antagonista, che creano la tensione emotiva del libro, fino al colpo di scena finale.

La storia è credibile e per niente scontata, affrontata con tanta sensibilità e acuto spirito di osservazione.
La forma è bella, (non è facile trovare chi sa scrivere bene). In alcuni passaggi il racconto diventa lirica e la lettura diviene un godimento. Emerge dal libro una pulizia e una forma di ingenuità disarmanti, che può suscitare commozione. Ho cercato il” difetto”, non sono riuscita a trovarlo, o per lo meno non incide sul risultato.
Che dire….. Brava!

Valentina Fogher

vorrei segnalare l’opera letteraria di Antonella Serafini, Il tappeto di tigre, che ho letto nella sua versione on-line.
Mi auguro vivamente che l’autrice prosegua nelle sue fatiche e ci regali presto un altro romanzo giallo.  “Il tappeto di tigre” mi ha avvinto proprio per la sua quotidiana fluidità, per il suo scorrere degli eventi raccontando delle situazioni di vita, che potrebbero effettivamente essere, se non le nostre, quelle dei nostri conoscenti. Allo stesso modo, la sua scrittura cattura l’attenzione per lo svolgersi inaspettato degli eventi. Ne raccomando sinceramente la lettura e la divulgazione, nonché una sentita segnalazione per questo concorso.

Sandra Bianchi

Il tappeto di tigre: un giallo la cui lettura scorre veloce avvincendo il lettore con una storia ben costruita. Il tema affrontato risulta attuale, incentrandosi appunto sul problema del degrado urbano a fronte di una speculazione sempre più evidente che sancisce lo scempio della città.

I personaggi, dai tratti decisi, catturano il lettore trascinandolo nella loro psicologia e gli permettono di calarsi e immergersi totalmente nella storia. Vivamente consigliato.

Benedetta Bertacca

Il tappeto di tigre mi ha catturato l’attenzione e divertito molto

Vittore Baroni

Un giallo che non ha troppo il sapore di prodotto “di genere”, ben scritto e molto ben congegnato, con preoccupazioni ecologiste di fondo e informati risvolti su vari sistemi di corruzione e violazioni di norme urbanistiche. Si legge molto piacevolmente e il finale non delude, come spesso accade in questi casi, appare anzi congruo e non “telefonato”, ovvero si resta nel dubbio circa la soluzione del delitto al centro della vicenda fino all’ultima pagina. L’autrice, conosciuta come critico d’arte. è qui al suo primo lavoro di fiction.

Elsa Manuela Pilan

Si tratta di un delitto, come in ogni poliziesco che si rispetti. Ben presto però l’orizzonte investigativo si allarga coinvolgendo i personaggi della porta accanto, così simili a quelli incontrati per strada e nei palazzi del potere,piccoli e grandi personaggi che contrappongono verità diverse che solo l’abilità del Maresciallo Fanfani riordina in un crescendo di colpi di scena.

E così si scopre che la vittima non è solo l’architetto Adriano Libe ma che colpita “al cuore,” è la città perduta, i cui contorni si confondono in quelli di una città qualsiasi, la mia, la vostra città ,tanto comune è lo scempio e la violazione urbanistica spacciata per sviluppo,  una città violata in quel tessuto di rapporti e relazioni che si può immaginare solo  nelle foto d ‘archivo del fotografo  Banti, unica reale prova che di delitto si tratta. Seguendo le indagini, il lettore scopre la scomoda consapevolezza che questa volta si corre il rischio di tifare per l’assassino. La lettura è piacevole e coinvolgente, accattivante al punto giusto. Buona lettura!

Luca Valleroni

Mi sono divertito a leggere questo libro, ho imparato cose che non immaginavo sulla corruzione, e alla fine mi sono anche un po’ commosso!

Antonella Serafini, Il tappeto di tigre, pubblicato sul sito lulu.com in formato e.book oppure di carta

Maurizio Trinci

Segnalo come libro primo di giovani artisti Il tappeto di Tigre di Antonella Serafini.

Giovanna Megna

Il Tappeto di tigre di Antonella Serafini, pubblicato sul sito www.lulu.com (formato ebook o cartaceo) non è solo un giallo con le sue tipiche caratteristiche dell’investigazione, del mistero che avvolge il caso, del colpo di scena finale; esso appare come una denuncia sociale, politica, culturale del nostro tempo. E’ un poliziesco denso di umanità; un racconto dove non ci sono eroi, ma vittime l’uno dell’altro in un intreccio di interessi e di consuetudini tipiche del nostro tempo, frutto di un meccanismo consolidato di favoritismi e condiscendenze. I personaggi si muovono in un tessuto sociale che appartiene ad ogni dove: non c’è luogo definito ma ogni luogo è identificato. Vivono all’interno di una società in un intreccio di relazioni fitto e intenso, ma ognuno è solo, chiuso nella sua interiorità: ogni attimo, ogni incontro, ogni dialogo sono il pretesto per un’analisi interiore che è propria dell’uomo del nostro tempo, un uomo che subisce consapevolmente il conflitto tra una realtà opportunistica e un’interiore eticità dei rapporti umani.

Lo stile linguistico è limpido e preciso, ricco di dialoghi che rendono la lettura avvincente e scorrevole. Con pochi tratti, l’autrice riesce a farci “vedere” i personaggi e gli ambienti, a farci vivere le scene perché ce ne fornisce dettagliate descrizioni senza peraltro inibire l’immaginazione del lettore.

Chiara Sacchetti

Vorrei segnalare l’e-book e cartaceo Il Tappeto di Tigre di Antonella Serafini, edito da www.lulu.com,  uscito nel 2012. Prezzo e-book 4.99 euro. Prezzo cartaceo 10 euro. Romanzo  di genere giallo avvincente, che partendo da un omicidio misterioso, affronta il tema dello scempio urbanistico di una città balneare e  delle collusioni tra affari e amministrazione politica, con un’investigazione sottile che riesce a mettere in luce i lati ‘oscuri’ di vari personaggi. Avvincente la descrizione di una passione amorosa nel suo nascere e morire.

Architetto Stefano Carlo Vecoli

Sono un architetto, e dunque la prima riga del romanzo mi ha sconcertato.

“L’architetto venne trovato morto alle cinque del pomeriggio con un pugnale piantato nel cuore.”

Poi mi sono fatto coraggio e ho cominciato a leggere… in due pomeriggi l’ho finito.

Scritto bene, incalzante e terrificante, terrificante non per scene raccapriccianti ma per la verità che veniamo a scoprire sulla città, altra vittima del giallo.

I personaggi ci sfilano davanti, uno dopo l’altro: “buoni”, “cattivi”, “idealisti”, “rapaci” e raccontano due storie intrecciate, quella dell’architetto e quella della sua città. C’è anche una bella storia d’amore nel mezzo. E un finale veramente a sorpresa!

Rosarita Costa

Ho letto Il Tappeto di Tigre di Antonella Serafini (pubblicato sul sito wwww.lulu.com), una storica d’arte viareggina che si è data al “giallo”.  Lettura piacevolissima, la storia tiene, i personaggi hanno dei profili ben definiti e il tutto è ben farcito di senso dell’umorismo e d’ironia – e come poteva mancare essendo la scrittrice toscana!  Desolante il profilo che ne esce dei risvolti sporchi del piano urbanistico-architettonico di una città, ti fa pensare che non ci sia nessun pezzetto d’Italia che si salvi.

Antonino Bove

Pregiato Direttore, aderendo alla vostra proposta di segnalare un autore di maggior gradimento vorrei indicare il romanzo giallo: Il Tappeto di Tigre di Antonella Serafini.

L’opera si caratterizza per una grande fluidità, tensione narrativa, originalità e realismo dei personaggi.

Renata Pucci

Vorrei segnalare il libro di Antonella Serafini Il Tappeto di Tigre

E’ un giallo che attraverso la vita dell’architetto Adriano Libe, trovato morto per una pugnalata al cuore,  racconta il degrado delle nostre città, dove le scelte urbanistiche vengono spesso condizionate da  tangenti e appalti truccati, piuttosto che rispondere ad esigenze della collettività. Su questo tessuto si  muove il maresciallo Fanfani  e, attraverso la sua ricerca della verità, appaiono altri personaggi , tra idealisti, corrotti e corruttori.  Ma su tutte le storie emerge quella dell’amore per la giovane violista Elena  attraverso cui Libe riscatta la mediocrità della sua vita. Bellissimo è il finale a sorpresa.

Il libro è scorrevole, la lettura è facile e appassionante.

Anna Colzi

E’ stato piacevole leggere un giallo senza sangue e senza descrizioni horror. Sono di Viareggio, anche se da molti anni vivo all’estero ho creduto di riconoscere nelle descrizioni il destino della mia città, anche se l’autrice nega ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite. Forse ha ragione, quello che descrive è un destino comune a molte altre città italiane, e sono loro le vere vittime, le assassinate. Questo giallo ci svela con chiarezza, fra gli altri misteri, anche come avvengono scempi e corruzioni”.

Mi auguro che prendiate in seria considerazione questa segnalazione, è davvero un giallo originale e molto attuale.

Isabella Pera

Vorrei segnalare il romanzo Tappeto di Tigre, di Antonella Serafini, Lulu editore 2012. E’ un’opera prima interessante, che accompagna il lettore, attraverso la trama del giallo, nel mondo oscuro degli appalti e della speculazione edilizia di una città di mare, forse un tempo affascinante e luminosa, ma irrimediabilmente compromessa dal cemento e dagli abusi. Il maresciallo Fanfani indaga sulla morte dell’architetto Adriano Libe, colpito da una pugnalata al cuore, riscostruendo i tasselli di un mosaico che lo porterà alla soluzione ma anche all’amara constatazione della decadenza di un ambiente e di una città.

Lucia Bramanti

Volevo segnalare un libro molto gradevole che ho letto recentemente, un romanzo giallo dal titolo “Il tappeto di tigre” di Antonella Serafini. Lettura scorrevole, mi ha reso più lieve il passeggiare per Viareggio, una città imbruttita e involgarita da una urbanizzazione sconsiderata e demente.

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