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La celebrazione del SS. Natale è la festa più importante e sentita nella liturgia cristiana di tutto il mondo durante l’anno, seguita, anche se di poco, come importanza, da quella della Pasqua.

L’affetto che nutrono tutti gli uomini, anche i non credenti, verso di essa si basa su molteplici motivi, fra i quali, non ultimo, che affonda le sue origini nell’alba dell’Umanità, con la sua identificazione col Solstizio d’Inverno che segna il nuovo allungarsi delle giornate e la “speranza” che il sole torni a scaldare coi sui benefici raggi la terra (il “Sol Invictus” dei Romani).

La Chiesa cattolica, creando un importante e dettagliato calendario liturgico intorno a questa festività, ne ha di fatto consacrato e santificato la sua funzione, favorendo con il periodo dell’Avvento e le feste del Capodanno e dell’Epifania, un fertile terreno di apertura spirituale che prepara e accompagna l’arrivo dell’anno nuovo e le incipienti festività primaverili.

Il Natale è dunque in realtà una festa di speranza e di resurrezione che culminerà la mattina della domenica di Pasqua.

Nonostante il secolare sforzo delle autorità ecclesiastiche per evitare gli eccessi di vario tipo e le contaminazioni pagane che hanno sempre accompagnato il Natale (e che forse lo fanno amare ancora di più…), svariate tradizioni continuano a mescolarsi ai precetti propriamente religiosi, fra cui quella della cena della Vigilia che precede la Messa di Mezzanotte, che in certi periodi storici assumeva le proporzioni di una vera e propria “festa nella festa”, con tanto di ricchi banchetti allestiti in palazzi nobiliari e patrizi, in cui ovviamente veniva mostrata, con tutto lo sfarzo possibile, la potenza dei signori ospiti e dei loro illustri invitati; e in queste ostentazioni di ricchezza, chi se lo poteva permettere, non mancava di esibire i suoi musici e cantori.

A questo proposito si tramandano diverse testimonianze, fra cui quella in cui si descrive che nel Natale 1711 lo stesso Papa Clemente XI presenziò a Roma a uno di questi festeggiamenti situati fra i Vespri e la Messa di Mezzanotte.

Non sappiamo se la Cantata di Scarlatti Oh, di Betlemme altera povertà venturosa, composta nel 1695, ebbe l’onore di avere fra i suoi ascoltatori il Pontefice stesso, ma poiché il libretto fu composto dal cardinale Pietro Ottoboni, uno degli uomini più influenti e colti della Roma di allora, non è escluso che possa essere stata eseguita proprio in una di queste occasioni.

Un po’ differente è invece il caso del celeberrimo Messiah di Haendel, originariamente concepito come oratorio pasquale e eseguito per la prima volta il 13 aprile 1742 a Dublino; ben presto si incominciò a eseguirlo in due parti distinte, la prima in occasioni natalizie e la seconda in occasioni pasquali, e di recente sempre più spesso viene eseguito in prossimità del Natale.

Non si conoscono invece né l’anno preciso di composizione dell’Alleluja-Amen HWV 274, né la sua destinazione liturgica o concertistica, sebbene autorevoli ricerche d’archivio lo collochino in un lasso temporale, dal 1735 al 1746, contemporaneo del Messiah; alcuni particolari fanno pensare che potesse essere un “esercizio” ad uso dei cantanti.

Il mottetto Haec est Regina Virginum, composto da Haendel nel 1707, quindi durante il suo periodo di permanenza in Italia, è un’invocazione alla Madonna; l’aria estratta dall’oratorio “Esther”, originariamente un “masque” eseguito per la prima volta a Cannons nel 1718 e trasformato poi, a Londra, nel 1732 in oratorio, celebra la gioia della bellissima moglie ebrea Esther (forse una translitterazione del babilonese “Ishtar”) del Re Assuero (Serse) per lo scampato pericolo incombente sui suoi connazionali, minacciati dal perfido consigliere Aman, e da lei abilmente evitato.

La figura della Madonna era spesso “prefigurata”, secondo il pensiero cristiano, da eroine bibliche che salvavano il loro popolo da orribili destini, e sovente veniva invocata e celebrata proprio durante il periodo dell’Avvento, che preparava la nascita di Colui che avrebbe salvato tutti gli uomini dal Maligno.

In questo contesto natalizio sono stati inseriti dei brani strumentali di autori scelti per la loro intrinseca vicinanza e frequentazione reciproca.

Era prassi corrente far precedere i brani vocali da introduzioni strumentali più o meno estese che fungessero da “preparazione” del brano vocale, cantata o oratorio o messa, e ne “prefigurassero” il clima spirituale, e a questo scopo furono composte numerosissime raccolte di musica strumentale.

I Concerti Op. 2 (1698) del lucchese Giovanni Lorenzo Gregori, recanti la dicitura “…con i ripieni, se piace”, sono concepiti sia per un organico grande, con le parti “raddoppiate” da esecutori di rinforzo, “di ripieno”, sia per un organico piccolo “a parti reali”, e, data la loro concisione e brevità, sono ideali come introduzioni a brani vocali più estesi.

Gli altri compositori, famosissimi, che integrano il concerto, Corelli, Geminiani e Barsanti, sono tutti intimamente connessi fra di loro e con gli altri inseriti nel programma: Geminiani era sicuramente allievo del grande Arcangelo Corelli, vero nume tutelare dei compositori successivi, e assai probabilmente di Alessandro Scarlatti; inoltre fu concittadino, maestro, amico e compagno all’estero, in Inghilterra, di Francesco Barsanti; si racconta poi che quando gli fu richiesto, come uno dei maggiori virtuosi di violino dei suoi tempi, di suonare davanti al Re Giorgio I, volle in tutti i modi essere accompagnato dal grande Haendel al clavicembalo.

Haendel, durante il suo soggiorno italiano (1706-1709), conobbe e frequentò sia Scarlatti sia Corelli; con quest’ultimo in veste di primo violino, e autore fra l’altro del celeberrimo Concerto Grosso Op. VI n° 8 “per la Notte di Natale” (1714), diresse il proprio oratorio “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno” a Roma nel 1707 e pare che fosse proprio Corelli, messo in difficoltà dallo stile focoso dell’introduzione strumentale del giovane compositore, a coniare quello che divenne poi il soprannome di Haendel, gentilmente esclamando: “Ma caro Sassone! Questa sinfonia è composta nello stylo francese di cui io non m’intendo…”.

Un’altra curiosità: Geminiani fu un grande araldo del gusto e dello stile italiani in Inghilterra, e soprattutto di quello del suo maestro Corelli, arrivando persino a “trasformare” in concerti grossi, negli anni venti del Settecento, le 12 Sonate della celeberrima Opera Quinta (1700); stesso procedimento utilizzato da Barsanti per l’Opera 1 (1716) di Geminiani, che trascrisse invece sei delle dodici sonate, originariamente per violino e basso continuo, per l’organico cameristico della triosonata; analogo procedimento ho adottato io stesso per ri-trascrivere una sonata dell’Op. V di Corelli dall’organico originale per “violino e violone, o cimbalo” in una triosonata, utilizzando anche il materiale di Geminiani.

Come ebbe a dire Bernardo di Chartres (XII sec.): “Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo guardare più in alto di loro e più lontano”.

Buon Natale Barocco

Luigi Cozzolino

Sabato 15 dicembre alle ore 21.00 si svolgerà, nella Sala Ademollo di Palazzo Ducale a Lucca, il concerto Their sound is gone out into all lands – Natale barocco tra Lucca e l’Europa, con la partecipazione del Semperconsort, noto ensemble fiorentino di musica antica. L’evento, patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Lucca, si pone in continuità con i concerti che dal 2009 in poi sono stati offerti alla nostra città dall’associazione culturale Nuove Tendenze, che ha orientato l’attenzione verso la riscoperta e la valorizzazione dei grandi compositori lucchesi del Seicento e del Settecento. In programma musiche dei lucchesi Giovanni Lorenzo Gregori, Francesco Barsanti e Francesco Geminiani, e poi di Georg Friedrich Haendel, Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti. La scelta di questi nomi per il concerto del 15 dicembre è dettata anche dal fatto che tra tutti questi compositori ci furono numerosi scambi e contatti, rapporti di amicizia e di discepolato intessuti tra l’Italia e l’Europa. Francesco Geminiani era stato sicuramente allievo del grande Arcangelo Corelli, vero nume tutelare dei compositori successivi, e assai probabilmente di Alessandro Scarlatti; inoltre fu concittadino, maestro, amico e compagno all’estero, in Inghilterra, di Francesco Barsanti; si racconta poi che quando gli fu richiesto, in qualità di maggiore virtuoso di violino dei suoi tempi, di suonare per il re Giorgio I, egli volle in tutti i modi essere accompagnato dal grande Georg Friedrich Haendel al clavicembalo. Haendel, durante il suo soggiorno italiano (1706-1709), conobbe e frequentò sia Scarlatti sia Corelli; con quest’ultimo in veste di primo violino, diresse il suo oratorio Il Trionfo del Tempo e del Disinganno a Roma nel 1707. Nel programma del concerto non possono mancare alcuni brani di argomento natalizio: la Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore di Alessandro Scarlatti, composta nel 1695 e il cui libretto fu elaborato dal cardinale Pietro Ottoboni; due arie dal Messiah di Haendel, il celeberrimo oratorio che fu eseguito per la prima volta nel 1742 a Dublino; e ancora il mottetto Haec est Regina Virginum, composto da Haendel nel 1707, quindi durante il suo periodo di permanenza in Italia: si tratta di una toccante invocazione alla Madonna.

Il Semperconsort è costituito dalla soprano fiorentina Giulia Peri, che canta come solista in contesti di grande rilievo internazionale ed è già ben conosciuta a Lucca, e da un ensemble strumentale di altissimo livello (con membri del Maggio Musicale Fiorentino) formato, per l’occasione, da Luigi Cozzolino e Anna Noferini (violini), Sebastiano Severi (violoncello) e Umberto Cerini (spinetta traversa).

Il concerto prevede l’ingresso a offerta libera fino a esaurimento posti.  Info: Associazione culturale Nuove Tendenze, www.nuovetendenze.org, cell. 3386995438; email: posta@nuovetendenze.org.

Giovanni Lorenzo Gregori (Lucca 1663-1745)

Concerto Op. 2 n. 1 in Do maggiore (Lucca 1698)

Georg Friedrich Händel (Halle 1685-Londra 1759)

Haec est regina virginum, antifona in Sol maggiore HWV 235 (1707)

Francesco Geminiani (Lucca 1687-Dublino 1762) – Francesco Barsanti (Lucca 1690-Londra ante 1776)

Sonata Op. 1 n. 5 in La minore (1716)

Alessandro Scarlatti (Palermo 1660-Napoli 1725)

O di Betlemme altera povertà venturosa. Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore

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Giovanni Lorenzo Gregori

Concerto Op. 2 n. 6 in La minore (Lucca 1698)

Georg Friedrich Händel

Alleluia-Amen HWV 274 in La minore per soprano e basso continuo (1738/41)

Georg Friedrich Händel

aria I know than my Redeemer liveth dall’oratorio Messiah HWV 56 (1742)

Arcangelo Corelli (Fusignano, Ravenna, 1653- Roma 1713) – Francesco Geminiani Luigi Cozzolino

Triosonata Op. V n. 3 in Do maggiore (1700)

Georg Friedrich Händel

aria How beautiful are the feet dall’oratorio Messiah HWV 56

Georg Friedrich Händel

recitativo O King of Kings e aria Alleluia dall’oratorio Esther HWV 50 (1718)



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