La curiosità che si può sviluppare verso uno scrittore esordiente è ancora maggiore di quella che può essere suscitata da una nuova opera di uno scrittore già affermato, che ormai padroneggia perfettamente gli strumenti del mestiere e non teme il foglio bianco.
Come affronta una narrazione chi non si è ancora cimentato con la scrittura letteraria? Se consideriamo che sono “opere prime” capolavori come Se questo è un uomo o Il Gattopardo, possiamo arrivare alla conclusione che ciò che esce dalla penna di un esordiente potrebbe contenere già nell’immediato un carattere di perfezione.
Ma oltre a queste considerazioni, ciò che più ci ha stimolati nel realizzare l’iniziativa Segnala il tuo scrittore esordiente preferito – iniziativa che ha suscitato ampia attenzione e portato alla selezione di alcuni titoli significativi nel panorama letterario italiano contemporaneo – è stato l’interesse verso la stretta relazione che si instaura tra scrittore e lettore. Ed è per questo che abbiamo invitato i nostri soci e simpatizzanti a partecipare attivamente e a indicarci le opere prime da loro maggiormente apprezzate: desideravamo innanzitutto osservare e comprendere l’interazione che scaturisce tra il lettore e l’autore prescelto.
Nel Novecento questo rapporto è stato largamente indagato, specie per quanto riguarda le opere delle avanguardie letterarie e la loro incidenza sul pubblico, ma la riflessione sulle dinamiche che possono svilupparsi tra i due poli – indispensabili l’uno all’altro – non si è certo ancora esaurita.
Molto recentemente è intervenuto su questa tematica lo scrittore americano Michael Cunningham, presente in Italia nella rassegna “Leggendo metropolitano” a Cagliari. Il quotidiano La Repubblica ha riportato (nella traduzione di Anna Bissanti) il pensiero di questo autore che noi consideriamo estremamente interessante per la nostra indagine. Ecco alcuni passi dell’articolo citato.
«Mi ha sempre meravigliato quanto spesso parliamo di scrittori e dei loro libri e quanto raramente di scrittori e dei loro lettori. Senza un lettore, un libro non esiste. E’ superfluo farmelo notare. Tuttavia, talvolta avverto io stesso il bisogno di ricordarmi che un libro è un’esperienza – nel migliore dei casi un’esperienza commovente, divertente, eccitante, tragica, brillante, misteriosa e soprendente – che scrittore e lettore condividono, un’esperienza che differisce dalla maggior parte degli scambi che si possono avere per il solo fatto che i due che vi partecipano sono slegati nel tempo e nello spazio.»
Questa è la considerazione che ci ha spinti, a seguito del lancio dell’iniziativa Segnala il tuo scrittore esordiente preferito attraverso il sito web di Nuove Tendenze, a promuovere in una fase successiva gli incontri con gli scrittori selezionati dai lettori. Le nostre intenzioni erano di ricucire almeno in parte quello “strappo” di cui parla Cunningham, cioè della distanza temporale e spaziale tra il momento della stesura dell’opera da parte dell’autore e il momento della fruizione da parte del lettore. Con gli scrittori contemporanei questo gap si può in certa misura colmare: abbiamo desiderato dunque coinvolgere alcuni di essi, anche per sottolineare ulteriormente l’attualità della loro narrazione.
Prosegue Cunningham: «Questa è la bellezza del rapporto tra gli scrittori e i loro lettori. Lo scrittore inventa il libro. Poi il lettore lo reinventa. In un certo senso il lettore, qualsiasi lettore, scrive il suo libro, utilizzando il libro vero e proprio come punto di partenza. Potremmo quasi dire che un libro è un sogno che lo scrittore e il lettore fanno insieme. Il romanziere dà inizio al sogno e il lettore (che deve sempre trovare irresistibile il sogno) immagina in seguito una versione simile ma tutta sua, utilizzando le proprie immagini, i propri ricordi, le proprie associazioni, i propri archetipi. Non riesco a pensare a un’altra forma d’arte che implichi un rapporto altrettanto vivo, intimo e fecondo.»

Oriana Rispoli

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ILARIA MAVILLA, autrice di Miradar (Feltrinelli) sarà presente sabato 13 luglio a Lucca alle ore 18.30 presso la libreria Ubik (via Fillungo 137), e il sabato successivo alla stessa ora arriverà da Roma SANDRO BONVISSUTO, che ha firmato i tre racconti raccolti sotto il titolo Dentro (Einaudi). Ad intervistarli saranno presenti Oriana Rispoli, Omero Nardini e Antonio Carnevale.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

13 Mavilla

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Ilaria Mavilla scrive di sé: “Dopo la laurea in filosofia mi sono dedicata alla drammaturgia e alla danza, le mie due passioni, cercando di trasformarle in mestieri.

Ho viaggiato facendo la ballerina e rubando storie qua e là. Mi sono perfezionata in sceneggiatura alla Rai  e oggi tengo corsi di scrittura e di tip tap.

Ho i piedi in Toscana e gli occhi sul Mediterraneo. Due passioni, due culture, due lingue che mi attraversano.”

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Ilenia Vecchio

in relazione al concorso indetto indico come scrittrice esordiente Ilaria Mavilla col romanzo Miradar.

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20 Bonvissuto

Sandro Bonvissuto scrive di sé: “Sono nato il 1 giugno del 1970 a Roma; qui vivo, leggo e scrivo. Mi sono laureato in filosofia alla Sapienza e da anni lavoro nella trattoria “La Sagra del Vino”.

www.sandrobonvissuto.it

Silvia Pastorelli

Interessante, ironico e anche divertente, questo romanzo racconta esperienze di vita con profondità, innescando nel lettore nuovi spunti di riflessione e suggerendo suggestivi punti di vista. Un racconto che non è solo una storia di eventi, ma soprattutto la “singolar tenzone” di ogni singolo individuo con se stesso e con ciò che accade. Lo spirito con cui Bonvissuto elabora la sua creatività è ben riassunto in un passo del libro: “scrivere e vivere sono i due estremi della stessa corda. Due risposte differenti ma egualmente buone alla stessa domanda. E perciò devi scegliere di usarne solo una per volta, non le puoi usare insieme. Però puoi usarne una per amministrare l’altra e muoverti nel trascorso scomposto e lacerato”.

Roberta Grimaldi

Ho letto la vostra iniziataiva e vorrei segnalare il libro DENTRO  di SANDRO BONVISSUTO edito nella collana super coralli di Einaudi a maggio del 2012.

Credo sia uno dei libri più belli scritti nell’ultimo periodo, quando lo chiudi lui continua a trascinarti dentro, ti rimane dentro … (mai titolo poteva essere più azzeccato).

Trovo la scrittura di Bonvissuto, folgorante, il suo stile asciutto ma ricco di dettagli ti trascina dentro ad ognuno dei tre racconti a tal punto da rendere il lettore parte integrante dei racconti stessi.

Per me questo libro è un capolavoro e mi auguro di leggere presto altre righe di questo splendido autore.
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