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Mundi renovatio. La dimensione salvifica del repertorio medievale sacro

Ritorna a Lucca l’InUnum ensemble per il Settembre Lucchese

 CANTIGAS Ribeche-1Dopo il grande successo ottenuto nel marzo 2011, ritornano a Lucca sempre invitati da Nuove Tendenze i musicisti dell’InUnum ensemble con un programma di musica sacra di grande fascino, che spazia dal XII al XV secolo: Mundi renovatio. La dimensione salvifica del repertorio medievale sacro. Il concerto si terrà martedì 10 settembre alle ore 21.00 nello splendido contesto dell’Oratorio di S. Giuseppe in piazza Antelminelli.

«Il creato rinnovato prepara nuove gioie, al risorgere del Signore ogni cosa si rianima»: così prende l’avvio il brano Mundi renovatio di Adamo di San Vittore (1112-1192), canonico regolare della Scuola di San Vittore, vicino a Parigi, il quale divenne celebre al suo tempo per la ricca produzione di poesia musicale liturgica, che arrivò perfino ad influenzare la poesia cortese.

cantiga_6Altra grande musicista e scrittrice di quell’epoca fu Ildegarda di Bingen (1098-1179), ben nota fino all’età contemporanea per le sue straordinarie doti intellettuali e creative e per la sua preparazione nei campi più disparati, dalla medicina alla filosofia, dalle scienze naturali alla musica, dalla poesia alla teologia. Di Ildegarda si ascolteranno i canti O viridissima virga, in cui la religiosa dedica alla Vergine i versi «ave a te, poiché il sole ha distillato in te il suo calore come profumo balsamico», e O quam mirabilis che celebra l’ispirazione divina che ha dato vita al creato: «quando Dio guardò al volto dell’uomo, che aveva plasmato, nella medesima forma umana vide l’intera sua opera.»

Di Alfonso X Il Saggio (1221–1284), che oltre ad essere stato lungamente re di Castiglia e León, è considerato il fondatore della prosa letteraria castigliana, si ascolterà Santa Maria stella del giorno, in cui vengono riconosciute alla Madonna le virtù maggiori: «La tua saggezza più di ogni altra cosa ci può guidare in Paradiso, dove Dio conserva la gioia e il riso per chi ha voluto credere in Lui».

Altri brani saranno tratti da celebri raccolte medievali quali il Codice di Las Huelgas (XIII-XIV sec.) e il Laudario di Cortona (XIV sec.) per arrivare infine a comprendere autori più tardi: Johannes de Lymburgia e Gilles Binchois (XV sec.).

I musicisti dell’ InUnum Ensemble, Elena Modena e Ilario Gregoletto, provenienti da Vittorio Veneto, affermano a proposito del concerto: «La profondità dell’ispirazione, il soffio spirituale che trapela da questi testi fanno dei singoli brani tante tappe di un ascolto destinato a permanere nell’anima. E’ un ascolto che allontana dal tempo ordinario per fare del tempo medesimo un’esperienza interiore». Il canto sarà accompagnato da strumenti musicali quali l’arpa gotica, la viella grande, le percussioni, i flauti diritti, il cialamello: tutti strumenti musicali ricostruiti con rigore filologico dalle immagini e dalle miniature medievali contenute nelle fonti antiche più autorevoli.

Il concerto si svolge in collaborazione con il Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca, è patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Lucca ed è inserito nel calendario ufficiale del Settembre Lucchese.

Biglietti: intero € 10; ridotto € 5 (soci Nuove Tendenze, giovani fino a 26 anni).

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Ilario GregolettoNato a Vittorio Veneto, insegnante e concertista, Ilario Gregoletto si è diplomato in pianoforte e clavicembalo con studi in organo e strumenti antichi a fiato al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Si è presto dedicato all’interpretazione con criteri filologici: punti di riferimento sono stati Kennet Gilbert per il cembalo e Renè Clemencic per gli strumenti a fiato antichi. Ha tenuto circa un migliaio di concerti, anche per prestigiose istituzioni e con eccelsi artisti. Collabora con R. Croce, L. Lupo, E. Contini per il repertorio classico col fortepiano e barocco con il clavicembalo.
Fondamentale la collaborazione con Elena Modena con cui, da alcuni anni, si dedica in particolare al repertorio medievale e rinascimentale con strumenti coevi.
Ha all’attivo pubblicazioni di carattere filologico sulla storia degli strumenti musicali. E’ insegnante di clavicembalo in ruolo da oltre venticinque anni nei Conservatori italiani e dal 1991 stabilmente presso il Conservatorio J. Tomadini di Udine. Nel 2004 e nel 2005 ha insegnato al Conservatorio Buzzolla di Adria ‘Ornamentazione e Improvvisazione degli Abbellimenti’, come docente ospite, per il biennio di specializzazione, e per l’A.A. 2005/2006 e 2006/2007 all’Università Ca’ Foscari di Venezia – Tars – come docente a contratto per l’insegnamento di Elementi di Storia degli Strumenti Musicali; per l’A.A. 2008/2009 all’Università Ca’ Foscari di Venezia – SSIS – come docente a contratto per l’insegnamento di Storia e Didattica degli Strumenti Musicali.
Ha inciso oltre una quindicina di CD per le Case Discografiche Rivoalto, Tactus e Brilliant con strumenti copie e originali, in particolare clavicembali e fortepiani, appartenenti alla propria raccolta personale che conta, con gli strumenti a fiato e gli archi del periodo medievale e rinascimentale, complessivamente oltre 50 pezzi.
In particolare hanno avuto particolare riscontro dalla critica specializzata i CD dedicati all’incisione di 25 Sonate per cembalo solo di Baldassarre Galuppi, e l’incisione integrale, nel 2006, di quattro CD della Brilliant con i Quintetti op. 56 e op. 57 di Luigi Boccherini per fortepiano e quartetto d’archi.

ElenaModenaDiplomata in pianoforte, clavicembalo, organo, composizione, prepolifonia, Elena Modena è laureata in Lettere con il massimo dei voti, lode e menzione di stampa. Nel 2001 si è specializzata in canto funzionale presso il Lichtenberger Insitut für Gesang und Instrumentalspiel (attualmente Lichtenberger Institut für angewandte Stimmphysiologie, Lichtenberg, Darmstadt), conseguendo il diploma d’insegnante di Metodo funzionale della voce, ideato da Gisela Rohmert. Dal 1987 collabora stabilmente come Duo Claviere al clavicembalo, al fortepiano e nel repertorio vocale antico con Ilario Gregoletto, effettuando concerti in Italia, Belgio, Germania, Svizzera, Croazia, Slovenia e Polonia. E’ membro stabile dell’ensemble Claviere (repertorio rinascimentale e barocco) e di In unum ensemble (repertorio medievale) in qualità sia di voce sia di strumentista. Ha inciso per le case discografiche Rivoalto, in particolare con strumenti storici a tastiera (Duo Claviere), e Tactus, con repertorio liturgico medievale (Ensemble Oktoechos). Con l’Ensemble Oktoechos ha partecipato a numerose produzioni in forma sia di concerto sia di drammi liturgici.
Nel 2003 ha fondato a Vittorio Veneto il Centro Studi Claviere (dal 2005 in rapporto di convenzione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia per attività sostitutive di stage); le principali
finalità statutarie sono la conservazione degli strumenti musicali di tradizione, la divulgazione della musica antica con criteri di studio filologici, la valorizzazione del repertorio sacro, la ricerca sul suono vocale. Dal 2006 è direttore artistico de La via al Santuario. Itinerario poetico, musicale e di conoscenza entro i luoghi della spiritualità, e dal 2009 di Luoghi dello Spirito e dell’Arte, iniziative sinora realizzate in area veneta.
Con Ilario Gregoletto si occupa dell’allestimento di esposizioni di strumenti musicali antichi, e ha curato i cataloghi delle mostre effettuate presso le sedi storiche di Casa Cima (2003, 2004 e 2005, Conegliano) e di Gaia da Camino (2007, Portobuffolé).
Dal 2003 è docente a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per gli insegnamenti di Storia degli strumenti musicali (Corso di Laurea triennale in Tecniche Artistiche dello Spettacolo) e di Analisi musicale (Laurea specialistica in Musicologia e Scienze dello Spettacolo).
Fra il 1987 e il 1993 ha pubblicato articoli di analisi musicale sulle riviste Quaderni Patavini di Linguistica, Quaderni di Musica/Realtà, Analisi, Diastema; occupandosi di analisi schenkeriana, ha curato in collaborazione con il Prof. Mario Baroni dell’Università di Bologna la traduzione italiana di Counterpoint in Composition di F. Salzer e C. Schachter (EDT, Torino, 1991).
Per la Casa editrice Aracne ha pubblicato L’altrOrfeo. Considerazioni analitiche sulla vocalità (Roma, 2009) e Strumenti musicali antichi a raccolta (Roma, 2010).


Il Centro Studi Claviere è stato creato nel 2003 dai musicisti e musicologi Elena Modena e Ilario Gregoletto.Gli interessi e gli scopi dell’associazione sono la divulgazione della musica antica e della musica sacra, la conservazione degli strumenti musicali di tradizione, l’indagine sul suono della voce e degli strumenti.

E’ importante conoscere da vicino le modalità con cui vengono svolte dal Centro Studi Claviere queste attività tra loro complementari di ricerca, didattica, conservazione. L’illuminato approccio dei due fondatori consente ai destinatari delle attività formative – ovvero musicisti professionisti e tutti coloro che desiderino avvicinarsi all’esperienza del canto e del fare musica – di entrare a contatto con un universo musicale solidamente (ri)costruito, ricco e sfaccettato; universo che viene approfondito attraverso teoria, metodo e pratica. Un’esperienza aggiuntiva è data dalla possibilità di conoscenza diretta degli strumenti musicali antichi raccolti nella pregevole collezione che Modena e Gregoletto hanno costituito in oltre trent’anni.

All’ampio e articolato programma di attività del Centro Studi Claviere appena (sinteticamente) descritto si aggiungono, da un lato i risultati della ricerca filologica sulle fonti dirette e indirette relative agli strumenti musicali delle origini, dall’altro un approfondimento dello studio della vocalità. Entrambi questi filoni d’indagine hanno portato Elena Modena a sintetizzare i risultati in due pubblicazioni:

- L’altrOrfeo. Considerazioni analitiche sulla vocalità, Roma, Aracne, 2009, 192 pp., € 14

- Strumenti musicali antichi a raccolta, Roma, Aracne, 2010, 265 pp., € 18

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-In particolare nel volume sugli strumenti musicali antichi – corredato da numerose illustrazioni a colori della collezione stessa del Centro Studi Claviere – si trova un prezioso contributo sulla genesi della tradizione strumentale della musica colta occidentale e sul suo processo evolutivo attraverso diverse fasi storiche. L’indagine si estrinseca in un percorso (non necessariamente cronologico) articolato e puntuale, motivato da un autentico desiderio di riscoperta e sostenuto da una visione filologicamente orientata. Più in generale «…gli strumenti d’epoca diventano, relativamente alle fasi storiche che rappresentano, tramiti di conoscenza, riflessione, contestualizzazione del pensiero e del vissuto dell’uomo.»

Consigliamo agli interessati la consultazione del sito www.centrostudiclaviere.it, anche per conoscere il programma del Seminario di musica e spiritualità (canto gregoriano, monodia e polifonia medievale, VII edizione) che si svolgerà dal 16 al 19 agosto 2012 presso la Basilica–Santuario Ss. Vittore e Corona, ad Anzù di Feltre (BL).



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