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Rispetto al tradizionale Duo violino-pianoforte, il Duo violino-chitarra è caratterizzato da una sonorità più delicata e particolare, e forse proprio la sua ‘preziosità’ timbrica ha stimolato numerosi compositori a scrivere per questa formazione, che conta oggi un vasto repertorio.

Le musiche proposte nella prima parte del concerto, tutte appartenenti al periodo classico (fine ‘700-inizio ‘800), sono accomunate dalla definizione di ‘Sonata’, a cui va attribuito però un senso sostanzialmente diverso per i brani di Paganini rispetto a quello di Gragnani.

Nella sonata di Niccolò Paganini (tratta dalle 18 del Centone, raccolta composta a partire dal 1828) il termine va inteso in senso letterale, e si può considerare derivato dal significato pre-classico: brani ‘da suonare’, cioè brani strumentali, in cui la successione degli episodi non segue una logica formale predeterminata. Sono composizioni in cui Paganini sviluppa al massimo quella cantabilità tipicamente italiana, operistica (si potrebbe dire ancor più specificatamente ‘rossiniana’) che lo caratterizza, e che nelle sonate per violino e chitarra è forse più evidente che in altre sue opere, in qualche modo più ‘condizionate’ dalla sua straordinaria esplorazione del virtuosismo strumentale. E’ opportuno ricordare, tra l’altro, che la vasta e importante produzione paganiniana per violino e chitarra è da ricollegarsi al fatto che il grande violinista suonava perfettamente la chitarra, anche se la considerò sempre strumento ‘privato’, senza proporla in esecuzioni pubbliche.

La Sonata in Do maggiore di Filippo Gragnani presenta invece tutte le caratteristiche formali della ‘Sonata’ ottocentesca: un primo movimento basato sulla elaborazione di due temi (il primo esposto dal violino, il secondo dalla chitarra), un adagio di intensa cantabilità e, infine, un terzo movimento in forma di Rondò. Gragnani si colloca, con piena dignità, nella cerchia dei più rappresentativi chitarristi-compositori della sua epoca. Livornese di origine, allievo di Ferdinando Carulli, raggiunse i risultati più significativi proprio nel campo della musica da camera: degne di nota le tre Sonate per violino e chitarra, tre Sonate per due chitarre, un gradevolissimo Trio per flauto, violino e chitarra, ed un Quartetto per violino, clarinetto e due chitarre.

I brani successivi appartengono tutti al repertorio del Novecento.

Jorge Liderman, nato nel 1957 a Buenos Aires da una famiglia ebrea immigrata dall’Europa e tragicamente scomparso nel 2008, è stato uno dei compositori latino-americani più significativi della sua generazione. Formatosi alla “Rubin Academy of Music” di Gerusalemme, è stato docente al “Chicago American Conservatory of Music” e presso l’Università di Berkeley, in California.Le sue opere sono state eseguite da numerose orchestre e formazioni cameristiche in tutto il mondo.

Il ciclo Aires de Sefarad di Jorge Liderman comprende 46 Canzoni senza parole elaborate a partire da melodie tratte dall’antologia Chants Judeo-Espagnols di Isaac Levy, appartenenti alla tradizione degli ebrei Sefarditi, cioè gli ebrei residenti in Andalusia fino dal XIV secolo e costretti poi dall’Inquisizione, dopo il 1492, a convertirsi o ad emigrare. Liderman compose questo ciclo nel 2003, a seguito delle suggestioni ricevute durante una visita al quartiere ebraico di Cordova. Queste le parole da lui stesso espresse a commento di Aires De Sefarad: “Quest’opera rispecchia le mie impressioni sul passato e sul presente della Spagna, con la sua vasta e multiforme cultura”.

La Suite Spagnola di Joaquin Nin y Castellanos, compositore di origine cubana ma di formazione e cultura sostanzialmente europee, risente in modo evidente dell’influsso di Manuel De Falla, di cui Nin fu allievo. Ognuno dei quattro episodi, originariamente scritti per violino e pianoforte e trascritti per violino e chitarra da Armin Schmidt nel 1983, prende spunto da un “tema popolare” (esplicitamente indicato in partitura) che viene poi elaborato con stile raffinato e accattivante.

Il breve ma brillante Ent’Acte di Ibert, scritto nella forma del rondò, è una delle sue più celebri composizioni e costituisce il risultato della passione del compositore francese per la letteratura e la musica spagnole. Nel 1935 Ibert scrisse occasionalmente per una produzione francese dell’opera di Pedro Calderón de la Barca El médico de su honra. L’intermezzo di quella musica fu pubblicato in quello stesso anno per flauto e chitarra, ma da allora è stato trascritto per diversi altri strumenti. Il brano si apre con una danza vorticosa e mozzafiato e con un accompagnamento incalzante, ispirato dalla musica per chitarra della tradizione flamenca. Il tema, ripetuto dopo una brevissima pausa, fa subito affiorare alla mente di chi lo ascolta, animati passi di danza. Segue un episodio per chitarra sola simile ad una serenata, che sfocia in una cadenza in cui sono di nuovo coinvolti entrambi gli strumenti. Nel finale viene sinteticamente ripetuto il tema di apertura.

programma

Miriam Sadun (Violino)

Fiorentina, ha iniziato lo studio del violino con V. Papini e ha conseguito il diploma col massimo dei voti presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, sotto la guida di L Gamberini; si è formata cameristicamente con F. Rossi. Ha studiato con S. Vegh, S. Materassi e si è perfezionata a Ginevra con C. Romano. Ha vinto il concorso di “Esecuzione Musicale” per Duo (violino e pianoforte) a Pescara, del Cilea per Duo, del “concertino dei secondi violini” al Regio di Parma e di “violino di fila” al Maggio Musicale Fiorentino. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero come solista e come primo violino, in complessi ed in varie formazioni cameristiche. È stato Concertino dei primi violini dell’O.R.T. dal I980 al 1983 e dei “Solisti Fiorentini”; ha collaborato con il “Nuovo Ensemble Maderna” in qualità di primo violino solista, con l’Orchestra del Conservatorio “L Cherubini” e con l’“Ensemble Kammerkonzert” come solista, concertino e 1° violino. Suona in duo con il chitarrista S. Mazzoni con un repertorio che spazia dal ‘700 al ‘900. Ha effettuato registrazioni per la RAI e per emittenti private. Ha tenuto corsi presso la Scuola di Musica di Fiesole. Dal 1979 insegna al “Cherubini” dì Firenze dove tiene anche i Corsi di Alta Formazione e Erasmus. I suoi allievi sono apprezzati in masterclass tenute da artisti di rilievo quali: R. Ricci, P. Vernikov, C. Romano, D. Bogdanovic ecc., e si inseriscono brillantemente in campo professionale. Nel 1988 ha ricevuto il “Diploma d’Onore” al concorso “Città di Chieti”. Ha tenuto masterclass all’Università di Lexington (Kentucky-USA) e nel febbraio 2013 presso il Conservatorio Orozco di Cordoba (Spagna). Collabora con la casa discografica “EMA Records” con cui ha inciso alcuni CD.

Silvano Mazzoni (Chitarra)

Silvano MazzoniFiorentino, ha studiato con Alfonso Borghese e Alvaro Company, diplomandosi presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. Ha frequentato i corsi di perfezionamento di Alvaro Company presso l’Accademia Musicale Pescarese e di Julian Bream presso il “Cantiere Internazionale d’arte” di Montepulciano, ed ha conseguito inoltre, con votazione di merito, i diplomi di Teoria Musicale e di Chitarra dell’“Associated Board of the Royal Schools of Music” di Londra.

Interessatosi, oltre che alla chitarra classica, anche alla chitarra flamenca, ne ha approfondito stile e tecnica seguendo i corsi di Manuel Granados e Juan Lorenzo.

Svolge attività concertistica sia in Italia sia all’estero come solista di chitarra classica e flamenca, oltre che in formazioni di musica da camera, settore a cui si è dedicato costantemente fin dall’inizio della carriera, eseguendo gran parte delle principali opere comprendenti la chitarra.

Ha collaborato con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e con la “Guitar Symphonietta”, del quale è stato uno dei fondatori.

E’ insegnante di Chitarra Classica presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Istituto Musicale “T. Mabellini” di Pistoia.



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