di Oriana Rispoli.

In unum ensemble

InUnum ensemble: Lisa Friziero, Ilario Gregoletto, Elena Modena, Claudio Zinutti

Elena Modena

Il Centro Studi Claviere

Visitando il sito del Centro Studi Claviere, non sfugge la pluralità dei contenuti musicali e culturali. A che cosa è dovuta questa caratteristica?

La musica non è solo una forma d’arte, ma è cultura al sommo grado. La dedizione e la passione che comporta possono allargare l’animo di chi la sposa al tanto che essa include: l’intensità dei testi poetici da cui sgorgano i repertori vocali, gli ambienti e l’architettura che la accolgono, l’ingegno strutturale e la bellezza degli strumenti musicali, la condivisione che essa suscita già sul piano umano, e molto altro ancora. Senza uscire inopportunamente dal nostro ambito, poiché il Centro Studi Claviere si è costituito con finalità specificamente musicali, coltiviamo entro le nostre pertinenze le relazioni fra le arti e le aree disciplinari tradizionalmente in dialogo con la musica, con proficuo scambio e reciproco arricchimento. In questo si manifesta la nostra vocazione sociale, poiché spesso con i nostri progetti riusciamo a coinvolgere un’utenza la più differenziata, che trova nella motivazione dell’aggregarsi — si tratti di un concerto o una conferenza, un convegno o un seminario — preziosi stimoli di promozione culturale, nel senso più ampio, degno e gratificante del termine.

 

Quali sono i progetti che, pur avviati alcuni anni fa, godono tuttora di più ampia risonanza?

Fermo restando la rinnovata creatività — fra mostre, incontri a tema, rassegne, concerti — che di anno in anno ha siglato l’attività svolta in particolare, benché non esclusivamente, in area veneta, sono due i progetti che accompagnano il cammino dal nostro costituirci: gli Incontri di vocalità e La via al Santuario. Quest’ultimo, ideato nel 2005 e realizzato come prima edizione nel 2006, valorizza annualmente uno dei luoghi d’arte e spiritualità dei più affascinanti nel nostro Paese, la Basilica–Santuario Ss. Vittore e Corona nei pressi di Feltre (BL). L’impianto romanico del complesso, la vocazione acustica degli ambienti da cui è costituito, dall’aula ecclesiale al chiostro alla cosiddetta Sala Binotto, insieme alla sua ubicazione al di fuori del centro abitato, ne fanno un luogo musicale e culturale d’eccellenza. Più di settanta gli eventi realizzati nelle otto edizioni consecutive, incentrati in particolare, data la struttura architettonica, sull’età medievale; tant’è che il nostro itinerario si può indicare fra le ragioni di aumentato afflusso di visitatori al Santuario, stimolati all’ascolto oltre che alla contemplazione del luogo in sé. Ecco, questo Santuario, e in ciò siamo debitori, ha reso esplicita la nostra vocazione organizzativa, poiché la rassegna ha sempre necessitato di temi pregnanti, di contenuti ad alta valenza spirituale, musicale, culturale, e di un impegno ideativo che, trascendendo la misura stagionale, è divenuto annuale, benché il ciclo si realizzi fra la tarda primavera e il primo autunno.

 

E gli incontri di vocalità? Può spiegare di che cosa si tratta?

Entro le finalità statutarie del Centro Studi Claviere è la ricerca sul suono vocale. L’attività è rivolta specificamente ai soci dell’Associazione, e si svolge nella nostra sede operativa. Oltre che dalla spendibilità di specifiche competenze, maturate in percorsi formativi dedicati e grazie all’esperienza artistico–musicale, il progetto origina da una semplice constatazione: la generale mancanza di attenzione di cui soffre il vocalico. Non si tratta di un percorso di canto in senso accademico, ma di un ciclo esperienziale, la cui durata è a discrezione dell’utente, che mira alla scoperta, al potenziamento e all’educazione della voce per ragioni primarie di benessere psico–fisico, conoscenza di se stessi, armonizzazione relazionale. Gli Incontri di vocalità, che invitano i frequentati a mettersi davvero in gioco rispondendo a stimolazioni creative legate al corpo–strumento e alla voce, ben  rappresentano la nostra vocazione didattica: la materia, infatti, è sempre in movimento, e le condizioni che incontro dopo incontro si vengono a determinare sono infine le più diverse, per grado d’intensità della ricerca, partecipazione e affiatamento, risultati personali e del gruppo di lavoro.

 

L’attenzione agli strumenti di tradizione spiega l’aver chiamato la vostra associazione Claviere, dal latino clavis, tasto, un nome a valenza sintetica.

Nel costituire il Centro Studi Claviere non poteva non emergere parte della nostra formazione, che ha avuto origine dallo strumento a tastiera, il pianoforte. Dal mondo pianistico, il viaggio ha percorso progressivamente tappe all’indietro nel tempo, guardando al fortepiano, al clavicembalo, all’organo. Presto abbiamo capito che gli strumenti antichi potevano fare da maestri: le loro peculiarità meccaniche, la loro sonorità così diversa da un esemplare ad un altro, la cura che richiedono nella manutenzione fanno davvero evolvere il musicista che vi si adoperi. Poi, calandosi vieppiù nei repertori antichi, la dimensione cameristica di moltissimo repertorio, il suo costituire musica d’insieme in varietà numerosissime d’organico, il grado di libertà concesso dall’improvvisazione (si pensi anche solo al basso continuo, alle ripetizioni variate, a quanto può eseguirsi oltre la parte scritta) ha aperto l’ascolto e lo sguardo a strumenti a corde e a fiato compagni d’epoca di quegli strumenti a tastiera, in particolare la viola da gamba, il flauto diritto, le ance doppie. In questo cammino di vocazione artistica, sostenuti da tappe successive del nostro medesimo percorso formativo, ci siamo confrontati con una certa versatilità all’uso di più strumenti, come pure a cantare e insieme accompagnarsi con l’arpa gotica, la viella grande, la viola da gamba; incoraggiati dalla documentazione sulla prassi musicale di tradizione antica — dal tardo Medioevo sino, ancora, all’età barocca — e in costante acceso spirito di ricerca, s’è potuto verificare sul campo quanta vitalità tutt’ora trasmettano a pubblico ed esecutori generi musicali raramente coltivati nei percorsi accademici di studio musicale. Claviere, dunque, da clavis, tasto ma anche chiave; due termini musicalissimi, e di vasta lettura, se si considera che tutti gli strumenti vanno tastati (toccati), sia pur nelle varie modalità dal pizzico, al battere della mano, allo sfregamento, all’azione del dito sulle leve di cui una tastiera, appunto, è costituita; e, infine, tutta la musica scritta necessita di una chiave d’accesso, senza la quale non potremmo leggerla né intenderla.

 

La vostra attività è rappresentata anche da una serie di registrazioni discografiche e alcune pubblicazioni. Non è cosa da poco per una realtà associativa.

Dopo alcuni anni di attività sociale (ci siamo costituiti nel 2003), abbiamo pensato che sarebbe stato meritevole documentare le iniziative di maggior rilievo, in modo da conservarne traccia, anche per chi ne fosse venuto a conoscenza a realizzazione avvenuta. I luoghi che hanno visto nascere e consolidarsi progetti come La via al Santuario, in particolare la Basilica–Santuario Ss. Vittore e Corona e la Chiesa Concattedrale di Feltre e, più di recente, Mistica, Musica e Medicina, si prestavano assai bene a tali operazioni. Disponendo degli spazi e dei contenuti, sostenuti dalla sensibilità di enti istituzionali — Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Diocesi e Città di Vittorio Veneto — e privati — la Fondazione Cariverona —  s’è potuto coronare questo importante intendimento, nei tempi richiesti dai progetti medesimi. Le forze in campo hanno consentito di seguirli dall’interno e per intero, ovvero viverli come esecutori, curatori, autori. Ciò vale tanto per gli Atti del Convegno Ildegarda fra il suo e il nostro tempo quanto per il CD a essi annesso, o per il DVD live Missa sopra la Battaglia; e, naturalmente, per le due monografie dedicate l’una al suono vocale, L’altrOrfeo. Considerazioni analitiche sulla vocalità, l’altra agli strumenti di cui disponiamo, Strumenti Musicali Antichi a raccolta.

I Cantori di San Marco

I Cantori di San Marco: Alice Borciani, Julio Fioravante, Marcin Wyszkowski, Marco Mustaro, Yiannis Vassilakis, Elena Modena, Marco Gemmani (direzione)

 

Tra le formazioni musicali di cui nel sito del Centro Studi Claviere, godono di ampia visibilità e ascolto I Cantori di San Marco; può parlarne in dettaglio?

Il gruppo, di recente formazione, è dedito in particolare alla produzione polifonica sacra fra il Cinque e il Seicento riconducibile alla storia musicale della Basilica di San Marco. Si contraddistingue per una spiccata attenzione al suono in interazione con lo spazio acustico, nel rispetto degli intendimenti degli antichi compositori alla luce della risposta sonora dell’ambiente architettonico cui la loro musica era principalmente destinata. La peculiare modalità vocale condivisa dai componenti fa emergere tutta la bellezza di quei testi eseguiti a parti reali, che di volta in volta trasudano un pathos inquieto tutto umano, una serena contemplazione, l’esultanza della fede. L’organico abituale è di 6 / 8 elementi incluso il direttore, Marco Gemmani, con esecuzione prevalentemente a cappella; e in questa veste il gruppo ha inciso nel 2012 per Tactus il CD Madrigali accomodati per concerti spirituali, di Claudio Monteverdi e di Andrea Gabrieli, con l’adattamento del testo in lingua latina su argomenti sacri per mano di alcuni letterati del tempo. In una particolare occasione celebrativa, i cinquecento anni della ricostruzione della Città di Feltre, I Cantori hanno realizzato in organico grande, con un complesso di ventuno elementi fra voci e strumenti a fiato del tempo, un programma raro già in epoca rinascimentale: la Missa sopra la Battaglia. L’esecuzione è stata documentata tramite la registrazione live di un DVD. Un secondo CD, questa volta interamente dedicato a produzione inedita di Andrea Gabrieli, la Missa Vexilla Regis e una serie di mottetti sacri a sei e a sette voci, è previsto in uscita per la metà del 2014. A monte di tutte le produzioni sinora realizzate, il prezioso lavoro di trascrizione di Marco Gemmani, che in tal modo coniuga la direzione musicale del gruppo con un decennale lavoro di ricerca sulle fonti.

 

Uno sguardo al 2014?

Siamo alle ultime tappe di un anno davvero intenso ed è nostra consuetudine avviare la prima fase della programmazione del nuovo anno sul declinare di quello in corso. Come ad ogni passaggio di calendario, restiamo fedeli ai progetti già consolidati, che ci confermano come Centro Studi Claviere. Per la primavera del 2014 prevediamo la stampa degli Atti del convegno Il Tempo e il Sacro, che andrà ad arricchire la serie di pubblicazioni che ci rappresentano, e che sostanziano il nostro curriculum. Oltre a nuovi programmi da concerto in fase d’elaborazione, in particolare d’epoca rinascimentale e del barocco di mezzo, siamo molto stimolati dalle preziose possibilità che va rivelando uno strumento della nostra raccolta, il fortepiano veneziano originale Luigi Hoffer (1750 ca.): la sua sonorità pressoché unica fa risaltare tutta la bellezza di repertori cameristici del tempo, oggi pressoché sconosciuti, e siamo orientati a farne il protagonista di una registrazione. La nostra vocazione didattica ci sostiene in un nuovo progetto formativo che scaturisce dalla preziosa opportunità organizzativa data dai due convegni nazionali ideati dal Centro Studi: Ildegarda fra il suo e il nostro tempo, 22/23 settembre 2012, incentrato sull’eccezionale figura di Hildegard von Bingen (1098–1179); Il Tempo e il Sacro, due giornate di studio, ascolto ed esperienza, 5/6 ottobre 2013, entrambi inseriti nella pagina Mistica, Musica e Medicina. La sinergia istituzionale che ha sostenuto entrambi i convegni ha confermato le nostre intrinseche possibilità di relazionarci costruttivamente con i vertici provinciali, cittadini e curiali. Per il nuovo progetto formativo, interamente dedicato al sacro, l’ambito di realizzazione vorrebbe essere proprio il nucleo del nostro territorio diocesano, per i luoghi altamente rappresentativi di cui dispone, ovvero spazi la cui spiritualità beneficia dell’essere ai margini del tessuto urbano: sul piano logistico, ciò significa silenzio e qualità dell’ambiente, ovvero la possibilità di vivere senza distrazioni temi non ordinari, e perciò stesso di autentica elevazione.

Ensemble Claviere

Ensemble Claviere: Elena Modena, Ilario Gregoletto, Tiziano Cantoni

(foto di Andrea Schiavon)

© Nuove Tendenze 2013



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