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Mostra personale

Massimiliano Luchetti

“Ombre”

inaugurazione domenica 19 gennaio 2014  dalle ore 18.00

in mostra dal 19 gennaio al 16 febbraio 2014

da mercoledì a venerdì, ore 16.30 – 19.30

sabato e domenica, ore 11 – 13 e 16.30 – 19.30

Galleria 33

via Garibaldi 33 – 52100 Arezzo

info@galleria33.it – t. +39 339 8438565 - www.galleria33.it

Arezzo, 10 gennaio 2014

Ombre. Massimiliano Luchetti

Domenica 19 gennaio 2014 Galleria 33 inaugura “Ombre”, personale dell’artista pietrasantino Massimiliano Luchetti, a cura di Tiziana Tommei. Il vernissage avrà luogo in via Garibaldi 33 ad Arezzo, a partire dalle ore 18.00.

La mostra è patrocinata da Provincia di Arezzo e Comune di Arezzo.

Si ringrazia per il supporto tecnico al cocktail inaugurale il ristorante Le Rotte Ghiotte e l’azienda agricola Carlo Tanganelli.

Massimiliano Luchetti è nato nel 1975 a Pietrasanta. Nel 1992 frequenta un corso artistico presso lo studio d’arte F. Palla e nel 2008 tiene la sua prima personale presso la Galleria Petrarte di Pietrasanta. Una tecnica lenta e riflessiva, fatta di velature successive, stratificazioni sovrapposte, abrasioni e sottrazioni, che rappresenta il medium ideale per il passaggio in una dimensione, quella della pittura, in grado di riflette sulle proprie capacità di mettere in scena verità più forti di quelle comuni.

Cavalieri, relitti, isole, fortificazioni, terre inesplorate, mondi che appartengono ad un passato remoto, indefinito. Soggetti che perdono consistenza, sfumano e appaiono come fantasmiche presenze sospese nel vuoto. Il mondo che Luchetti costruisce e destruttura sulla tela non può avere contorni netti e figure delineate, perché non rappresenta una dimensione onirica in cui quello che si sogna ci appare più vero del reale e quasi tangibile. Egli da forma ad un’elaborazione mentale del sé.

Crea, mediante il suo lavoro, una zona di passaggio, un limbo. Non luoghi ultraterreni, ma realtà palpabili, che possiedono un proprio peso specifico, occupando un’area di sviluppo attraverso la quale invadere lo spazio.  I suoi dipinti sono anime carnali, dotate di vita propria e, allo stesso tempo, di una fisicità concreta, data, visibile. Lo provano il rumore della tela dispiegata sulla superficie del pavimento e l’odore forte della pittura. Ma è maggiormente il non detto, il celato e ciò che muta con il tempo e lo spazio a renderle esseri a sé stanti. Assorbono il riguardante in un vortice di sensazioni da metabolizzare lentamente. Accompagnano in un’esperienza totalizzante – basta osservarle per provare qualcosa di nuovo, unico, non banale, che conduce oltre la pura visione. Il pittore non restituisce ciò che vede e le sue opere non derivano da una sorta di abbandono dei sensi di fronte al reale. Al contrario, esse costituiscono tappe di un iter interiore, squisitamente mentale, cerebrale. Provocano una senso di vertigine, e appaiono come visioni che trascendono l’hic et nunc, trasportando verso l’ignoto. Non danno certezze o punti fermi a cui appellarsi. Mettono in scena ombre di figure e oggetti desunti dal vocabolario figurativo dell’artista, che nei lavori più recenti procedono inesorabili verso l’astrazione, traducendosi in proiezioni di un mondo reale inteso come pura finzione.

A proposito della serie di “Mappe”, la produzione più attuale del suo corpus, M. L. afferma: «Le Mappe assumono le sembianze di “porte”, bisogna varcarle per poi esplorare lo spazio celato dietro di esse e farsi condurre alla sublimazione del viaggio, alla scoperta di un nuovo mondo. Starà al singolo individuo leggere il proprio Io e domandarsi se intraprendere o no il cammino nelle profondità di queste terre ».

La mostra sarà visitabile fino al 16 febbraio 2014, ad ingresso libero e con i seguenti orari: da mercoledì a venerdì h 16.30|19.30; sabato e domenica h 11.00|13.00 e 16.30|19.30.

Inoltre, sabato 8 febbraio alle ore 17.00, presso Galleria33, sarà presentato il libro “Interno domestico. Mostre in appartamento 1972-2013” a cura di Federica Boràgina e Giulia Brivio (Fortino Edition, 2013).

Infine, dal 25 gennaio al 2 febbraio Galleria 33 sarà presente a “Chimera Arte Arezzo” ad Arezzo Fiere e Congressi – Via Spallanzani, 23 – proponendo tre artisti selezionati, a rappresentare passato, presente e futuro della galleria. Oltre a Massimiliano Luchetti, saranno esposte opere di Ilaria Margutti, artista straordinaria che ha tenuto una personale nel luglio 2013 presso la galleria di via Garibaldi, e Guglielmo Alfarone, giovane e promettente pittore nato in Italia, ma attivo a Londra, che sarà in mostra dal 5 aprile 2014 alla 33 .

Sito web dell’artista

www.massimilianoluchetti.it

 

Siti web sponsor tecnici

www.carlotanganelli.it

www.lerotteghiotte.it

Sito web galleria

www.galleria33.it

Massimiliano Luchetti

Ombre”

19.01 | 16.02. 2014

Galleria 33 – via Garibaldi 33 Arezzo

Non c’è nulla di immediato nell’opera di Massimiliano Luchetti. Non c’è stasi o un porto tranquillo dove attraccare. Se ti trovi di fronte ad una sua tela non ti puoi nascondere e capisci subito che scappare non servirebbe a salvarti.

I suoi dipinti sono anime carnali: sono dotate di vita propria e allo stesso tempo di una fisicità concreta, data, visibile. Ma è maggiormente il non detto, il celato e ciò che muta con il tempo e lo spazio che le rende esseri a sé stanti. Ti assorbono in un vortice di sensazioni che metabolizzi lentamente.

Sono un’esperienza totalizzante – basta guardarle per vivere qualcosa di nuovo, unico, non banale. Oltre la pura visione.

Interview

7 gennaio 2014

Tiziana Tommei > Massimiliano Luchetti

Eserciti, cavalieri, fortificazioni, relitti: soggetti apparentemente riconducibili ad un immaginario fantastico, ma che non appartengono all’immaginazione. Sono tramite di altro. Da dove provengono?

M.L.: Ogni soggetto proviene da un’emozione interiore, da una spinta verso la ricerca di un mondo altro – in questo caso l’infinito o l’Aldilà. Una dimensione dove niente è alla nostra portata conoscitiva, se non l’unica e soggettiva percezione spirituale; nel mio caso è un viaggio dannato, misterioso e allo stesso tempo romantico.

Le mappe. Niente di più terreno e al tempo stesso astratto. Astrazione di una realtà riportata entro i confini di una carta, costretta in un formato calcolato ed obbligato. Si cerca la terra per negarla ed evaderla o per sondarla arrivando alle sue viscere?

M.L.: Le mappe assumono le sembianze di “Porte”, bisogna varcarle per poi esplorare lo spazio celato dietro di esse e così le mappe ci conducono alla sublimazione del viaggio, La scoperta di un nuovo mondo, Starà al singolo individuo leggere il proprio Io e domandarsi se intraprendere o no il cammino nelle viscere di queste terre, Sta di fatto che se già  vai a cercarle, non potrai poi negarle…

La sospensione dell’azione, che diventa sospensione di senso. L’instabilità delle forme e la mutevolezza dei colori per effetto della luce. L’indefinito di un non luogo e di un tempo fuori da ogni ordine di misura. C’è un punto fermo a cui ancorarsi?

M.L.: Il proprio essere.

Vita e morte. Anche in questo caso i confini non sono netti. Le opere mettono in scena un continuum, un’esistenza che non conosce stasi, ma che è perenne divenire, germinazione di ombre e di visioni. Nelle tue creazioni la fine coincide con l’inizio?

M.L.: Si.

La verità non è mai semplice o chiara e nei mondi luchettiani lo si evince. Ritieni che essa sia un fine raggiungibile o un’utopia?

M.L.: Forse è solo un’utopia, i sogni dei bambini sono utopici, ma genuini.

I colori sono per te materia, forma o rappresentazioni del non detto? E la luce che parte ha sia nel corso d’opera, quando dipingi che dopo, al momento della percezione visiva dell’opera data?

M.L.: I colori dettano le emozioni, rappresentano l’infinito, il non detto… mutano fino al termine dell’opera che concepisco come se fosse in movimento.

Un’opera che consideri conclusa quale tappa di un iter comunque tutt’ora in svolgimento?

M.L.: I guardiani del 2008, un’opera che simboleggia un passaggio tra la vita e la morte, Tutto viene tradotto in un’atmosfera neutra, dove gli spaventapasseri diventano guardiani della terra e delle sue profondità, osteggiando gli uccelli che volteggiano su di essa pronti a cibarsi dei semi della vita.

I formati si espandono, la figurazione svanisce … cos’altro ci attende?

M.L.: Forse solo uno spazio infinito dove potersi addentrare.

Metaforicamente, le mappe saranno coordinate per gli eserciti verso fortificazioni e luoghi insondati?

M.L.: Certamente.

È un invito al viaggio. La ricerca di un mondo non fantastico, ma reale e interiore. I dipinti di Luchetti sono pesanti, sia fisicamente sia sul piano concettuale. La tecnica pittorica, fatta di sovrapposizioni pittoriche e abrasioni è il medium perfetto per il passaggio in una dimensione – che è quella della pittura – che riflette sulle proprie capacità di mettere in scena verità più forti di quelle comuni.

Tiziana Tommei



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