locandina MAY

Intro

Quattro fotografe, altrettanti progetti. Nessun tema comune o formato dato, ma assoluta libertà di espressione.

Costanza Gianquinto, Melania de Leyva, Anna Morosini e Guen Fiore non hanno nulla che le accomuna, eccetto il fatto che saranno insieme in mostra presso Galleria 33 dal 9 al 31 maggio 2014.

Ciascuna di loro propone un personale progetto, rappresentativo del proprio percorso formativo e professionale fotografico. Fotografia analogica, polaroid, scatti in digitale: sul piano tecnico i lavori presentati sono estremamente eterogenei. I soggetti non sono da meno, spaziando dal ritratto, al paesaggio, fino a set fotografici ideati e creati per mettere in scena realtà parallele.

Ancora una volta, dopo “Bang! Nuove generazioni fotografiche”, Galleria 33 mette in scena l’eterogeneità di giovani talenti che hanno scelto la fotografia come mezzo di lettura, interpretazione e resa del sé.

La parola alle artiste, protagoniste di MAY photography.

Tiziana Tommei

 


COSTANZA GIANQUINTO

Hiver

Fotografia analogica

2013/ in corso

 

Costanza Gianquinto_HIVER« Hiver è un percorso personale che lega me stessa all’intero mondo naturale.

E’ chiudere gli occhi e percepire malinconia e appagamento fondersi l’uno con l’altro. Un processo impalpabile e silenzioso, messo in moto da quella energia suprema e forza miracolosa, che altro non è che la Vita.

Hiver è nato nel mese di novembre in una giornata di Bora a Venezia. L’inizio dell’inverno, se non ricordo male, è cominciato proprio quel giorno. Ricordo di essermi svegliata, di aver guardato fuori dalla finestra e di aver visto il cielo grigio, cupo ed arrabbiato. Le giornate così o le ami o le odi. Io quel giorno sentivo un’energia strana. Dovevo andare verso la spiaggia e affrontarla.

In quei momenti tutto è confuso, la pioggia e il vento ti schiaffeggiano quasi per mandarti via, ma la forza della natura t’incanta. Quell’esperienza mi ha segnata e da quel giorno ho cominciato ad osservare ciò che mi circonda con un occhio diverso.

Le ramificazioni degli alberi, di giorno e di notte, i fiori, le piante, la luce e il mare. E il mare è il soggetto che preferisco. Osservandolo mi pervade una sensazione di quiete interiore e il fatto curioso di tutta questa storia è che io odio l’acqua.

 

Silenzioso è il fondo
del mio mare:

Chi può dire quali bizzarri mostri
vi si nascondano?

Immensa è la mia profondità.
Ma essa risplende
di misteri e di risa
a fior d’onda.

Nietzsche

 

*I luoghi in cui sono stati fatti gli scatti sono: Venezia, Lido di Venezia e Londra».

 

Scritto da Costanza Gianquinto Photographer – costanzagianquinto.com

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MELANIA DE LEYVA

Stars & Stripes

Fotografia digitale

2013

Melania de Leyva Cowgirl«Quando un progetto, ideato e realizzato nel corso di mesi di lavoro, giunge al suo compimento, la sensazione di aver ottenuto il risultato sperato è impagabile.

In Stars & Stripes i soggetti fotografati sono persone comuni, seppur speciali nella loro individualità. La mia è una generazione cresciuta guardando con curiosità a tutto ciò che accadeva oltreoceano, ansiosa di amare e sognare gli USA come fossero la famosa “isola che non c’è”. Da qui l’idea di ritrarre quel Paese che, nel tempo, ha dimostrato di essere Grande, ma non privo di lati oscuri. Mc Donald’s, con i suoi gustosissimi hamburgers, è stato il luogo ideale dove mangiare e sentirsi un po’ americani anche qui in Italia. La Statua della Libertà ha sempre rappresentato, non solo per le dimensioni, l’emblema di un mondo che prometteva infinite possibilità di successo e garanzie di libertà in ogni sua forma.

Ma dall’ 11 settembre 2001, molte cose sono cambiate e le guerre pro-democrazia hanno svelato numerosi arcani. Le multinazionali hanno dimostrato di essere il fulcro di un sistema fine a se stesso, un circo di dubbia qualità morale. Ecco allora che il monumento simbolo della libertà diventa, nei miei scatti, un ometto magrolino che a stento sorregge quella torcia quasi spenta. Gli hamburgers del Pagliaccio non sono più così appetibili, poiché se ne sono scoperti innumerevoli effetti collaterali.

Eppure il “sogno americano” sopravvive ed io vedo ancora la speranza negli occhi di una bambina cubana e la forza in una vecchia signora che pazientemente si accinge a ricucire una bandiera che vuole tornare a sventolare. C’è ancora chi ha voglia di combattere per i giusti valori, come farebbe un vero pugile sul ring. E c’è ancora la bellezza: quella di una cheerleader che telefona spensierata al suo amato, felice. Restate sintonizzati su questo canale, perché la vita, alla fine, fa ridere anche più di un cartone animato!».

 

Scritto da Melania de Leyva Photographer – melaniadeleyva.com

 

 

ANNA MOROSINI

A-part

Polaroid Analogica

2010 / 12

“A-part” rappresenta un excursus del mio lavoro, basato sullo studio del formato polaroid in connessione con il ritratto e della sua capacità intrinseca di straniare dal contesto il soggetto ritratto.

La serie è una selezione di stampe inkjet, da scansioni fedeli in HD di polaroid (pellicole Fade to black e pellicole Artistic tz prima generazione, scattate con polaroid sx70), su carta Fine art Ferrania kk.

Buona parte delle fotografie presentate sono state scattate nel 2010 in Scandinavia durante Fourlines – progetto fotografico (supportato tra gli altri da Fabrica di Oliviero Toscani e Impossible Project) presentato in una mostra d’apertura presso Fabrica Features nell’ottobre 2010 e poi, fino al 2012, in diversi centri espositivi europei, ricevendo recensioni e riconoscimenti all’interno di numerose riviste del settore. Tra le altre, è inoltre proposta la foto icona e manifesto della mia prima personale “Be a girl”, scattata a Roma nel 2011 e parte di un progetto ampio e complesso, strettamente personale, basato su ritratti “quotidiani” che per il fatto stesso di essere fotografati in un frame quadrato divengono avulsi da spazio e tempo determinati.

Qualsiasi cosa (o persona) io fotografi non posso fare a meno di trattarla come qualcosa a cui appartengo e che mi appartiene, che va protetta nel suo svelamento, nobilitata nelle sua semplicità. Ciò che mi stimola sono le possibilità che la fotografia come mezzo espressivo concede nel dare forma alle idee che le varie suggestioni – musica, moda, viaggi, quotidianità – portano alla mente (e al cuore). E’ ciò che più mi viene naturale quando qualcosa mi colpisce e ciò che più mi affascina tradurre in fotografia è il limite tra l’immaginario e l’immagine reale».

 

Scritto da Anna Morosini Photographer – annamorosini.wix.com/annamorosini

 

 

GUEN FIORE

Souls

Fotografia digitale

2011 /14

Guen Fiore, Souls«Alcune storie non hanno bisogno di parole per essere raccontate, ma solo di un fuggente frammento di tempo per rivelare il loro segreto, dispiegare in un attimo il tempo e lo spazio che le avvolge. E quella malinconia che invade l’immagine, come una sottile patina di polvere su di una vecchia foto…quella è la bellezza.

Non lasciarti turbare dalla struggente angoscia, o dall’abbagliante meraviglia, dall’innocenza perduta o dalla delicatezza, dalla sconcertante solitudine o dalla leggerezza, perché qualsiasi cosa, anche se fragile e sfuggente può diventare una storia.

Le mie storie parlano di libertà inebriante, quella meno sofisticata e più vera. Le mie storie parlano di spiriti affini, amore ingenuo, scivolano in un tempo dove ambizioni arroganti e pretese si dissolvono, un tempo in cui volere meno significava provare qualcosa di più. Quella franchezza, quelle emozioni adagiate lì nude e senza difese, quelle sono le mie parole.

Il mio ultimo progetto è Se un giorno d’inverno un’Euridice: la percezione sensoriale rappresenta la magia del nostro essere e il corpo è lo strumento che ci racconta, nel pieno dei suoi dettagli e delle sue forme. Siamo nuda poesia, e non lo sappiamo…»

 

Scritto da Guen Fiore Photographer – guenfiore.com



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