Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe. Si spostano in silenzio, in balìa dei venti. Niente è possibile contro il vento. Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili

Da Gilles Clément, Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo, Roma, Derive Approdi, 2010

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“LE MANI VOGLIONO VEDERE”

Le mani vogliono vedere”, carte di Anna Onesti, fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, musiche di Davide Severi e testi di Paolo Di Paolo.

Il progetto coinvolge il lavoro di artisti che con linguaggi diversi hanno lavorato sul concetto di “cielo”, spazio in cui l’uomo ha da sempre riversato una serie infinita di significati: sede del divino, segno dell’alto rispetto al basso, meccanismo del tempo, simbolo eccelso della natura, paradigma della piccolezza dell’umano.

La mostra composta da carte orientali, immagini-video, musica e testi, fonde linguaggi artistici diversi, tendendo ad uno scambio sinestesico, l’aspirazione di ogni senso a scambiare i propri poteri. Essa prende il titolo dalla quinta delle Elegie Romane di Goethe in cui “le mani vogliono vedere, gli occhi desiderano toccare”: ovvero la vista e l’udito, oltre la  prerogativa della percezione immediata, acquisiscono la capacità di ancorare in maniera quasi tattile quanto a questi sensi generalmente sfugge.

Anna Onesti lavora con la carta, che tinge con colori vegetali e procedimenti presi da tradizionali tecniche giapponesi di tintura. Le sue opere che ripropongono con sensibilità contemporanea antichissime tecniche, ancorate al soffitto fluttuano nello spazio.

L’allestimento prevede che, sulle carte, venga proiettato il video tratto dal lavoro di Fabio Massimo Fioravanti “Vedevo le nuvole passare”, serie di immagini che il fotografo realizza in quell’ora magica e misteriosa, tra il finire del giorno ed il sopraggiungere della notte, in cui la luce e il buio convivono.

La musica originale, scritta da Davide Severi, sintetizzando differenti culture e concezioni musicali, ricomposte grazie ad un approccio compositivo che utilizza sintetizzatori e campionatori, costruisce  una narrazione musicale fatta di motivi geometrici che specularmente si susseguono.

I testi di Paolo Di Paolo ripropongono alcune delle più belle pagine della letteratura novecentesca che hanno come fonte di ispirazione il cielo nel suo enigmatico interagire, attraverso le variazioni atmosferiche, sulla psiche umana.

Le leggere carte orientali che scendono dall’alto sono materia viva, pulsante, i cieli proiettati su di esse creano giochi di luce e ombra, fuggevoli alchimie che si compongono e scompongono, in un rinnovarsi di segni, che la musica e la pagina scritta contribuiscono ad ampliare.

Una ricerca, quella dei quattro artisti, in cui l’arte cerca di incontrare la spiritualità più profonda dell’animo umano, creando un evento espositivo forte e originale nella convinzione del proficuo scambio che si può creare tra artisti di diversa estrazione e generazione.


Anna Onesti

Nata a Rocca di Papa vicino Roma nel 1956, si è formata frequentando le Accademie delle Belle Arti di Roma, Urbino e Torino, diplomandosi in Scenografia ed in Decorazione. Ha studiato in Giappone approfondendo le conoscenze relative sia alle tecniche di fabbricazione della carta giapponese tradizionale, sia alle antiche pratiche decorative legate alla tintura dei tessuti. Le sue opere si compongono di cose essenziali come la carta orientale di produzione artigianale, che tinge sfruttando le cangianti possibilità dei colori vegetali. Le opere contengono forme realizzate attraverso procedimenti indiretti come: l’impronta, il ricalco, il frottage, tecniche mutuate dalle esperienze della sua formazione giovanile sotto la guida di Toti Scialoja. Nel 2005 l’artista realizza con le carte orientali gli aquiloni, le sue nuvole di carta, basandone la costruzione anche su tipologie derivate da forme tradizionali giapponesi. La costruzione degli aquiloni indirizza il suo lavoro  sempre più verso la ricerca della leggerezza e del movimento. La prima mostra personale dell’artista è nel 1984 a Torino nell’ambito della rassegna: “Arti Visive Proposte”, inizia così un’attività espositiva che la porta a presentare i suoi lavori in Italia e all’estero. Ha esposto in Estonia, Germania, Giappone, Iran, India, Thailandia in un percorso che privilegia l’Oriente ripercorrendo le antiche strade che hanno portato la carta in Europa.

Massimo Fioravanti è nato a Roma nel 1955. Dopo la laurea in Lettere Moderne inizia l’attività di fotografo nei settori della fotografia d’arte e dell’editoria. Nel 1989 cura la mostra “Antichi Costumi del teatro Noh – La collezione della famiglia Kongoh.” Nel 1990 collabora alla mostra “Da Sendai a Roma – Una ambasceria giapponese a Paolo V”. Risiede a lungo in Giappone realizzando reportage sulla cultura tradizionale “Ziuganji la vita dei monaci Zen”, Museo Nazionale d’arte Orientale, Roma, Museo Chiassone, Genova.

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma, dove si è laureato in Lettere. Ha vinto il ”Grinzanescrittura” (2000). Ha pubblicato il libro di racconti  “Nuovi cieli, nuove carte” (Empiria) ed i romanzi “Come un’isola – Viaggio con Lalla Romano”, “Raccontami la notte in cui sono nato” (Perrone). Ha scritto con Dacia Maraini “Ho sognato una stazione”, Laterza, e con Antonio Debenedetti, “Un piccolo grande Novecento”, Manni. Ha lavorato per la televisione (“Gargantua”, Raitre).Collabora con “Il Riformista “, “l’Unità” e “Nuovi Argomenti”.

Davide Severi è nato a Roma nel 1978. Musicista polistrumentista, dall’apprendimento delle basi classiche passa presto alla musica elettronica. Si immerge nello studio di culture musicali orientali, approfondendo soprattutto quella indiana, sotto la guida di importanti Maestri dell’India del Nord. Studia pianoforte Jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio, dove segue anche i corsi di percussioni arabe ed africane, e corsi di fonia e Midi. Si dedica attivamente alla composizione ed alla produzione di musica elettronica.



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