Mercoledì 16 marzo 2011, ore 18.30, Villa Bardini, Firenze concerto del duo Giulia Peri (soprano) – Luca Marconato (tiorba e chitarra barocca), nell’ambito della mostra “Novecento sedotto” (www.museoannigoni.it), e in occasione della “Notte tricolore” per il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia.

Il concerto è gratuito per i possessori del biglietto della mostra. Ingresso ridotto 4 euro.

Il concerto sarà preceduto da una visita guidata dedicata ai partecipanti. Appuntamento alla biglietteria di Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, alle ore 17:30.

Fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni e prenotazioni: te. 055 – 20066206, email mg.geri@bardinipeyron.it

Ritratti. Un secolo di musica italiana.

Il programma proposto copre all’incirca un secolo di musica profana italiana, tra la metà del XVI e la metà del XVII. Ai due estremi Orazio Vecchi, modenese, nato nel 1550, e Giacomo Carissimi, nato a Marino (Roma) nel 1605, anno in cui Vecchi moriva.

Sono decenni fra i più densi di cambiamenti nel linguaggio musicale. Il madrigale giunge al suo apice e gradualmente declina; l’affermazione del basso continuo e della monodia induce un potenziamento delle capacità patetiche e drammatiche della musica vocale e apre le porte allo sviluppo del melodramma; la musica strumentale si emancipa da quella vocale e va costruendo un suo peculiare repertorio.

Fino alla seconda metà del Cinquecento il panorama della musica colta è dominato dalla polifonia. Ma, sebbene ne rimangano poche tracce scritte, il canto a voce sola con accompagnamento strumentale era diffusamente praticato, e non solo in contesti popolari. Era usuale ascoltare – nelle sale dei palazzi, ma anche nelle chiese – brani polifonici eseguiti da un solo cantore insieme a uno strumento (una tastiera, oppure liuto, tiorba e simili), che riassumeva le voci mancanti. Anche in questa forma sarà stata spesso eseguita So ben mi c’ha bon tempo, fortunatissima villanella a quattro voci di Orazio Vecchi.

Le nuove musiche del fiorentino Giulio Caccini (due raccolte, pubblicate nel 1602 e nel 1614) rappresentano un nodo essenziale dello sviluppo del nuovo stile vocale. Ne sono tratti i brani in programma: arie strofiche accompagnate da una semplice linea di basso, concepite perché l’intelligenza delle parole (alcune sono di poeti celebri, come Rinuccini e Guarini) non fosse soffocata né dall’intrecciarsi di voci in contrappunto né dalle immoderate fioriture dei cantori virtuosi, ma arrivasse limpida all’ascoltatore. Alla stessa idea del cantare come in armonia favellare si riconducono le composizioni di Claudio Monteverdi in programma. Patetica la prima (Si dolce è ’l tormento), più frizzante l’altra, assieme ai brani di Caccini danno il senso della grande varietà espressiva raggiunta dalla musica vocale del primo Seicento, che sa essere aulica oppure leggera, patetica oppure scherzosa, e ancora sentimentale, serena, sensuale, malinconica.

Il tema assolutamente dominante della musica vocale è quello amoroso, indagato dalla poesia e dalla musica in ogni sua piega. Non fanno eccezione il celebre Folle è ben di Tarquinio Merula, cremonese come Monteverdi e di lui più giovane di una generazione, e i brani di Girolamo Frescobaldi, nel primo dei quali questo motivo si inserisce in un’altrettanto tipica ambientazione primaverile e pastorale, paesaggio naturale e sentimentale insieme. E ad Amore in persona ci si rivolge nel brano proposto – breve aria col ritornello dal carattere vivace – di Giacomo Carissimi, autore celebrato in tutta Europa per i suoi oratori, ma che anche al genere tipicamente barocco della cantata profana diede un fondamentale contributo.

Tutt’altro, invece, il tema dell’anonima Passacaglia della vita, da alcuni attribuita a Stefano Landi, un memento (‘bisogna morire’) tra l’amaro e il goliardico su basso di passacaglia ostinata.

Composizioni vocali su bassi ostinati erano frequenti, ma questa è una tecnica molto sfruttata soprattutto in ambito strumentale. Ne sono esempio le variazioni su tema di ciaccona di Alessandro Piccinini, maestro bolognese della tecnica e della composizione liutistica. Pure virtuoso del liuto e della tiorba fu Johannes Hieronymus Kapsberger, detto il Tedesco della tiorba, che visse a Venezia e a Roma: di lui il programma propone una toccata, composizione tipicamente strumentale di carattere improvvisatorio. Tanto la sequenza di variazioni quanto la toccata sono forme tipiche della produzione strumentale del tardo Rinascimento. Di carattere fantasioso e spesso virtuosistico, indagano ed esibiscono le caratteristiche sonore proprie dello strumento e risentono fortemente della nuova sensibilità armonico-accordale.

Giulia Peri

Luca Marconato

Ritratti. Un secolo di musica italiana

So ben mi c’ha bon tempo (O. Vecchi)

Dalla porta d’oriente (G. Caccini)

Si dolce è’l tormento (C. Monteverdi)

Matona mia cara (O. di Lasso)

Se l’aura spira (G. Frescobaldi)

Ciaccona in partite variate (A. Piccinini)*

Tu ch’hai le penne amore (G. Caccini)

Amor ch’attendi (G. Caccini)

Toccata Arpeggiata (G. Kapsberger)*

Amarilli (G. Caccini)

Che dici, che dici amore (G. Carissimi)

Tourdion (anonimo)

Voi partite mio sole (G. Frescobaldi)

Folle è ben che si crede (T. Merula)

Passacaglia della vita (Anonimo)

Giulia Peri, soprano

Giulia PeriLaureata con lode in Letteratura latina alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è autrice del volume «Discorso diretto e discorso indiretto nel Satyricon di Petronio. Due regimi a contrasto», Pisa 2007.

Formatasi alla Scuola di musica di Fiesole come violinista sotto la guida di Joan Yakkey e Alberto Bologni, ha suonato nel Trio Aurora, preparato da Antonello Farulli e Piero Farulli e vincitore di vari premi nazionali. È stata spalla dell’Orchestra Galilei in occasione dei corsi di direzione del M° Carlo Maria Giulini.

Ha studiato canto con Stephen Woodbury e approfondito il repertorio barocco sotto la guida di Jill Feldman e Gloria Banditelli, quello liederistico con Leonardo De Lisi e l’interpretazione della polifonia rinascimentale con Peter Phillips. Ha conseguito il Diploma specialistico in Musica vocale da camera con 110 e lode.

Ha cantato come solista sotto la direzione di Zubin Mehta, Myung-Whun Chung, Daniel Oren, Roberto Abbado, Simone Young, Piero Bellugi, Andrew Lawrence-King. Ha tenuto concerti in importanti stagioni internazionali, tra cui Maggio musicale fiorentino, Festival di Ravenna, Festival internazionale di Santander, European Christmas Festival di Riga, Festival dei due Mondi di Spoleto, Amici della musica di Firenze, oltre che in Austria, Germania, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Slovacchia e Cipro.

Musicista assai versatile, si dedica al repertorio solistico con orchestra sinfonica (Schumann, Grieg, Mahler, Bernstein) come all’opera mozartiana, al barocco – sacro e operistico – come alla musica contemporanea.

Canta come solista ne La Venexiana (dir. Claudio Cavina), nell’Ensemble Musica ricercata (dir. Michael Stüve), nell’Insieme L’Homme armé (dir. Fabio Lombardo) ed è il soprano dell’Ensemble Nuova Cappella di Palazzo, diretto da Jonathan Brandani, principalmente dedito alla riscoperta ed esecuzione, su strumenti originali, del patrimonio barocco lucchese e toscano. Ha debuttato nell’opera barocca con il ruolo di Evanco nel Rodrigo di Haendel alla Pergola di Firenze ed è attualmente impegnata con La Venexiana in una serie di produzioni di opere monteverdiane nei più importanti teatri europei.

Nell’ambito della musica antica coltiva, oltre al repertorio barocco, la musica medievale, l’Ars nova, la polifonia rinascimentale. Con l’Ensemble San Felice ha inciso i Vespri di Santa Cecilia di Francesco Maria Stiava e un Cd con musiche di Hildegard von Bingen. Molto apprezzata come esecutrice di canto gregoriano, è membro solista del coro Mediae aetatis sodalicium.

Si dedica con passione alla musica del Novecento e contemporanea. Il suo repertorio va da Apparition (Elegiac Songs and Vocalises for Soprano and Amplified Piano) di George Crumb ai Lieder di Ligeti, dal Song-Book di Gershwin all’Aria per voce sola di John Cage a composizioni cameristiche di Ivan Fedele. Ha collaborato con Fabrice Pierre in un programma dedicato a Britten. Fa parte del FLAMEnsemble (FlorenceArtMusicEnsemble), con cui realizza annualmente uno dei più interessanti festival di musica contemporanea del panorama italiano con la collaborazione, fra gli altri, di Klaus Huber e Salvatore Sciarrino. Collabora inoltre con ICAMus (The International Center for American Music) all’esecuzione di opere rare della musica americana.

In duo con il pianista Gregorio Nardi esegue un programma di autori ebrei del Novecento, in memoria di Primo Levi, da lei ideato. Con la collaborazione della musicologa Aloma Bardi e di Gregorio Nardi, sta inoltre preparando l’esecuzione di un ciclo di liriche di James Simon – autore ebreo scomparso ad Auschwitz – riportate in luce dopo l’oblio causato dalla catastrofe nazista. Interessata alla riscoperta di autori poco noti, ha recentemente riproposto, in duo con Marta Poggesi, l’integrale delle liriche per voce e pianoforte di Mario Pilati (1903-1938).


Luca Marconato, tiorba e chitarra barocca

Luca MarconatoDopo essersi diplomato in liuto presso il Conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma, si è perfezionato frequentando masterclass tenuti da Paul O’Dette e Jakob Lindberg.

Collabora come solista e continuista con ensemble di musica antica quali Arte-Musica, Modo Antiquo, Quartetto Bernini, Mare Nostrum, Tuscan Chamber Orchestra, Musica Antiqua Latina, Concerto Romano, Orchestra Regionale di Roma e del Lazio, Concerto de’ Cavalieri.

Ha fatto parte dell’Orchestra barocca dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia nel corso della mostra I colori della musica a Palazzo Barberini.

E’ direttore dell’Ensemble La Fantasia, gruppo di musica barocca su strumenti originali.
Ha al suo attivo un’intensa carriera concertistica che lo ha portato ad esibirsi nelle maggiori rassegne musicali italiane ed estere, tra cui: Wien KonzertHaus (Austria), Festival de Saint Germain – Genève (Svizzera), Festival di Herne (Germania), Festival dei due Mondi (Spoleto), Festival barocco di Roma, Le Feste di Apollo (Parma), Festival Barocco di Viterbo, Festival Musica Ischia, Les Fleurs Bleues (GNAM-Roma), Oratorio del Gonfalone (Roma), Festival di mezz’estate (Tagliacozzo), Galleria Nazionale di Palazzo Venezia (Roma), Musei in Musica (Roma), Novelle in giardino (Siena).

Nel febbraio 2008, in veste di tiorbista e direttore del proprio ensemble, ha eseguito due concerti presso la National Gallery di Edimburgo e la Town House di Inverness (Scozia).

Pochi mesi dopo è stato nuovamente invitato a suonare in una tournée che ha toccato Glasgow, Edimburgo (Queen’s Gallery-Holyroodhouse Palace, Danish Institute) e le Isole Orcadi (Kirkwall-St Magnus Festival).

Con l’ensemble Arte-Musica (dir. F. Cera) ha inciso il CD Ghirlanda Sacra (Tactus). Ha registrato l’integrale dell’opera Atenaide di A.Vivaldi con l’ensemble Modo Antiquo (dir. Federico M. Sardelli) per l’etichetta Naïve (Opus 111). Ha preso parte in qualità di tiorbista all’incisione dei Mottetti Sacri di A.Scarlatti (ed. CPO) e delle Sonate per violino e b.c. dall’Op. II di A. Vivaldi (Ed. Tactus).

Ha inciso l’integrale delle Sonate per traversiere, viola da gamba e basso continuo di G. Ph. Telemann (Ed. Domani Musica). Ha registrato in prima assoluta un doppio CD di Intermezzi Napoletani di N. Jommelli e G. Sigismondo prodotto da Arcophon – RivoAlto – Pirelli Re.

Per le Edizioni Bongiovanni70 ha preso parte all’incisione audio-video del DVD Il Pastor di Corinto di A. Scarlatti. Da anni presente come compositore e arrangiatore in ambiente televisivo e cinematografico, ha inoltre composto ed inciso un brano per tiorba sola per la produzione del CD Il cielo (Ed. Diapason), ed effettuato numerose registrazioni per canali televisivi e radiofonici, tra cui RAI2-Tg2 Dossier, Radio Vaticana, e il Dipartimento di Musicologia dell’Università “La Sapienza” (Roma).



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