La Mostra Internazionale del Cinema Libero e la Cineteca di Bologna vi aspettano a Bologna, da sabato 25 giugno a sabato 2 luglio 2011, per la 25ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato. Dopo le già annunciate rassegne dedicate a Howard Hawks e Conrad Veidt, vi proponiamo altri temi del prossimo festival. Naturalmente i lavori proseguono e, con le prossime newsletter, vi terremo al corrente della costruzione del programma: altre sezioni, ospiti, sorprese…

Nel cuore del Novecento: il Socialismo, tra paura e utopia

Non senza ragione, il Novecento può essere chiamato il secolo del socialismo: parola che ha tenuto insieme le più grandi speranze, illusioni, paure e sconfitte. Il socialismo ha prodotto anche una sorta di ‘campo magnetico’ nel cinema, nel quale si staglia un pugno di film immortali che nel socialismo hanno espresso una fede quasi selvaggia: film che oggi non è facile vedere, da Kuhle Wampe di Slatan Dudow a La Vie est à nous di Renoir a Native Land di Hurvitz, film che hanno saputo incidere in immagini musiche e parole lo spirito dei loro tempi. Ancor meno noti altri titoli: Hunger in Waldenburg di Piel Jutzi, i sovietici La révolte des pécheurs, unica regia cinematografica di Erwin Piscator, e Kämpfer di Gustav von Wangenheim, Främmande hamn dallo svedese Hampe Faustman e Song of the people dall’Inghilterra. In questa stessa era dell’utopia socialista, il cinema ha prodotto anche contro-immagini altrettanto potenti: il cupo GPU di Karl Ritter e Hitlerjunge Quex di Hans Steinhoff, Vecchia guardia di Alessandro Blasetti e il dittico anticomunista Noi vivi-Addio Kira di Goffredo Alessandrini. Presenteremo infine The President Vanishes di William Wellman e Gabriel over the White House di Gregory La Cava, film dove ideologia socialista e populismo similfascista si incrociano in modi provocatori quanto affascinanti.

a cura di Peter von Bagh

Alice Guy: omaggio a una pioniera del cinema

in collaborazione con Gaumont Pathé Archives

Quella di Alice Guy Blaché è una storia unica: una donna, una pioniera, una cineasta in prima linea nelle trasformazioni tecnologiche, industriali e culturali che, all’inizio del secolo scorso, hanno fatto del cinema la nuova forma popolare di intrattenimento di massa. Dagli esordi alla Gaumont, dove mise a punto il sistema di sincronizzazione Chronofone, all’avventura americana con le produzioni Solax (1910-1914), la distribuzione The U.S. Amusement Corporation (1916), la realizzazione di lungometraggi come The Ocean Waif (1916), Alice Guy ha partecipato da protagonista all’evoluzione del linguaggio, della produzione e della diffusione del cinema. Celebre soprattutto per essere stata la prima donna regista della storia, ha significato in realtà molto di più: ha aperto alle donne porte fino allora inimmaginabili in campo professionale, contribuendo a trasformarle in potenti agenti di trasformazione economica e sociale. Il programma presenta i primi film che Alice Guy diresse per la Gaumont, una selezione di film Solax e un lungometraggio frutto della sua attività di ‘indipendente’ nell’industria americana.

(Foto: Alice Guy gira la phonoscène Roméo et Juliette, Production Gaumont 1906 – Collection Musée Gaumont)

a cura di Kim Tomadjoglou

Boris Barnet, visioni poetiche del quotidiano

Un ampio omaggio dedicato a Boris Barnet ci farà attraversare il cinema sovietico dai suoi albori fino agli anni Sessanta. Barnet esordì come attore nel leggendario Mister Vest di Kulešov per poi avviarsi verso un percorso registico personale e avulso da ogni schematizzazione di genere. Pressoché ignorata dall’ufficialità e accompagnata da una discontinua fortuna critica, la carriera di questo artista si è persa a lungo sullo sfondo dei grandi cineasti “rivoluzionari”. Riscoperto, oggi Barnet è considerato uno degli esponenti più interessanti e innovativi del panorama classico sovietico per la sua immediatezza narrativa capace di conciliare lirismo, ironia, leggerezza e drammaticità in un continuo dialogo tra gioco e realtà. Uno sguardo sul mondo e sull’essere umano, che scopriremo seguendo l’eroe ‘barnetiano’ dalle quotidiane avventure dei muti degli anni Venti fino alle opere intimiste e conclusive Alenka (1961) e La piccola stazione (Polustanok,1965), passando per capolavori come Okraina (Sobborghi, 1933), sulla Grande Guerra alle soglie della Rivoluzione, e il surreale U samogo sinego morja (Proprio presso il mare blu, 1934). Tra le altre opere segnaliamo Staryj naezdnik (Il vecchio fantino), commedia particolarmente cara al regista, girata nel 1940 ma bloccata dalla censura fino al 1959, i film del periodo bellico realizzati tra il 1941 e il 1944, Podvig razvedcika (L’impresa di un agente segreto, 1947) dove Barnet è di nuovo attore nella mirabile interpretazione di un ufficiale tedesco.

a cura di Eugenia Gaglianone

continua…

… con le classiche rassegne , vere e proprie ‘cifre’ del festival

Ritrovati e restaurati, Il colore nel cinema, Cent’anni fa – I film del 1911

Cinestore

È operativo dal 1° febbraio sul sito web Cinestore, un sistema di consultazione e vendita on-line che renderà accessibile una selezione significativa di fotografie e film che la Cineteca è autorizzata a distribuire e commercializzare. Ci rivolgiamo quindi a chi mette al centro del proprio lavoro (creativo, produttivo, editoriale) il documento d’archivio. I film più rari e preziosi, a lungo invisibili, attraversano il web e raggiungono direttamente lo schermo del pc o la centralina di montaggio. Le fotografie acquisiscono in nuovi contesti (mostre, pubblicazioni, installazioni) una nuova vita. Stampe cartacee e copie digitali dei documenti potranno essere acquistate online. I file saranno scaricabili nel formato e nella risoluzione richieste. Acquistabili su Cinestore, spesso con interessanti promozioni, anche tutti i titoli (libri e Dvd) delle Edizioni Cineteca di Bologna.

http://cinestore.cinetecadibologna.it/

Cineteca del Comune di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero

Via Riva di Reno 72 – 40122 Bologna – Fax: 051 219 48 21

Direttore artistico del festival: Peter von Bagh

Direttore della Cineteca: Gian Luca Farinelli

Tel.: 051 219 48 26 – cinetecadirezione@comune.bologna.it

Ufficio ospitalità e informazioni

Tel.: 051 219 48 14 – ilcinemaritrovato@comune.bologna.it

Coordinatore del festival: Guy Borlée

Tel.: 051 219 48 13 – guy.borlee@comune.bologna.it

Ufficio stampa: Patrizia Minghetti e Andrea Ravagnan

Tel.: 051 219 48 31/33 – cinetecaufficiostampa@comune.bologna.it

www.cinetecadibologna.it

Cara amica, caro amico,

la Mostra Internazionale del Cinema Libero e la Cineteca di Bologna vi aspettano a Bologna, da sabato 25 giugno a sabato 2 luglio 2011, per la 25ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato. Dopo le già annunciate rassegne dedicate a Howard Hawks e Conrad Veidt, vi proponiamo altri temi del prossimo festival. Naturalmente i lavori proseguono e, con le prossime newsletter, vi terremo al corrente della costruzione del programma: altre sezioni, ospiti, sorprese…
A fine marzo saremo inoltre in grado di inviarvi informazioni precise sulle offerte alberghiere e sulle nuove modalità di accesso al festival. Per informazioni sempre aggiornate, vi rimandiamo alle pagine dedicate del nostro sito.

Nel cuore del Novecento: il Socialismo, tra paura e utopia
Non senza ragione, il Novecento può essere chiamato il secolo del socialismo: parola che ha tenuto insieme le più grandi speranze, illusioni, paure e sconfitte. Il socialismo ha prodotto anche una sorta di ‘campo magnetico’ nel cinema, nel quale si staglia un pugno di film immortali che nel socialismo hanno espresso una fede quasi selvaggia: film che oggi non è facile vedere, da Kuhle Wampe di Slatan Dudow a La Vie est à nous di Renoir a Native Land di Hurvitz, film che hanno saputo incidere in immagini musiche e parole lo spirito dei loro tempi. Ancor meno noti altri titoli: Hunger in Waldenburg di Piel Jutzi, i sovietici La révolte des pécheurs, unica regia cinematografica di Erwin Piscator, e Kämpfer di Gustav von Wangenheim, Främmande hamn dallo svedese Hampe Faustman e Song of the people dall’Inghilterra. In questa stessa era dell’utopia socialista, il cinema ha prodotto anche contro-immagini altrettanto potenti: il cupo GPU di Karl Ritter e Hitlerjunge Quex di Hans Steinhoff, Vecchia guardia di Alessandro Blasetti e il dittico anticomunista Noi vivi-Addio Kira di Goffredo Alessandrini. Presenteremo infine The President Vanishes di William Wellman e Gabriel over the White House di Gregory La Cava, film dove ideologia socialista e populismo similfascista si incrociano in modi provocatori quanto affascinanti.
a cura di Peter von Bagh


Alice Guy: omaggio a una pioniera del cinema
in collaborazione con Gaumont Pathé Archives

Quella di Alice Guy Blaché è una storia unica: una donna, una pioniera, una cineasta in prima linea nelle trasformazioni tecnologiche, industriali e culturali che, all’inizio del secolo scorso, hanno fatto del cinema la nuova forma popolare di intrattenimento di massa. Dagli esordi alla Gaumont, dove mise a punto il sistema di sincronizzazione Chronofone, all’avventura americana con le produzioni Solax (1910-1914), la distribuzione The U.S. Amusement Corporation (1916), la realizzazione di lungometraggi come The Ocean Waif (1916), Alice Guy ha partecipato da protagonista all’evoluzione del linguaggio, della produzione e della diffusione del cinema. Celebre soprattutto per essere stata la prima donna regista della storia, ha significato in realtà molto di più: ha aperto alle donne porte fino allora inimmaginabili in campo professionale, contribuendo a trasformarle in potenti agenti di trasformazione economica e sociale. Il programma presenta i primi film che Alice Guy diresse per la Gaumont, una selezione di film Solax e un lungometraggio frutto della sua attività di ‘indipendente’ nell’industria americana.
(Foto: Alice Guy gira la phonoscène Roméo et Juliette, Production Gaumont 1906 – Collection Musée Gaumont)
a cura di  Kim Tomadjoglou
Boris Barnet, visioni poetiche del quotidiano
Un ampio omaggio dedicato a Boris Barnet ci farà attraversare il cinema sovietico dai suoi albori fino agli anni Sessanta. Barnet esordì come attore nel leggendario Mister Vest di Kulešov per poi avviarsi verso un percorso registico personale e avulso da ogni schematizzazione di genere. Pressoché ignorata dall’ufficialità e accompagnata da una discontinua fortuna critica, la carriera di questo artista si è persa a lungo sullo sfondo dei grandi cineasti “rivoluzionari”. Riscoperto, oggi Barnet è considerato uno degli esponenti più interessanti e innovativi del panorama classico sovietico per la sua immediatezza narrativa capace di conciliare lirismo, ironia, leggerezza e drammaticità in un continuo dialogo tra gioco e realtà. Uno sguardo sul mondo e sull’essere umano, che scopriremo seguendo l’eroe ‘barnetiano’ dalle quotidiane avventure dei muti degli anni Venti fino alle opere intimiste e conclusive Alenka (1961) e La piccola stazione (Polustanok,1965), passando per capolavori come Okraina (Sobborghi, 1933), sulla Grande Guerra alle soglie della Rivoluzione, e il surreale U samogo sinego morja (Proprio presso il mare blu, 1934). Tra le altre opere segnaliamo Staryj naezdnik (Il vecchio fantino), commedia particolarmente cara al regista, girata nel 1940 ma bloccata dalla censura fino al 1959, i film del periodo bellico realizzati tra il 1941 e il 1944, Podvig razvedčika (L’impresa di un agente segreto, 1947) dove Barnet è di nuovo attore nella mirabile interpretazione di un ufficiale tedesco.
a cura di Eugenia Gaglianone

continua…

… con le classiche rassegne , vere e proprie ‘cifre’ del festival
Ritrovati e restaurati, Il colore nel cinema, Cent’anni fa – I film del 1911

Cinestore
È operativo dal 1° febbraio sul nostro sito web Cinestore, un sistema di consultazione e vendita on-line che renderà accessibile una selezione significativa di fotografie e film che la Cineteca è autorizzata a distribuire e commercializzare. Ci rivolgiamo quindi a chi mette al centro del proprio lavoro (creativo, produttivo, editoriale) il documento d’archivio. I film più rari e preziosi, a lungo invisibili, attraversano il web e raggiungono direttamente lo schermo del pc o la centralina di montaggio. Le fotografie acquisiscono in nuovi contesti (mostre, pubblicazioni, installazioni) una nuova vita. Stampe cartacee e copie digitali dei documenti potranno essere acquistate online. I file saranno scaricabili nel formato e nella risoluzione richieste. Acquistabili su Cinestore, spesso con interessanti promozioni, anche tutti i titoli (libri e Dvd) delle Edizioni Cineteca di Bologna.
http://cinestore.cinetecadibologna.it/

Cineteca del Comune di Bologna e Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno 72 – 40122 Bologna – Fax: 051 219 48 21
Direttore artistico del festival: Peter von Bagh
Direttore della Cineteca: Gian Luca Farinelli
Tel.: 051 219 48 26 – cinetecadirezione@comune.bologna.it
Ufficio ospitalità e informazioni
Tel.: 051 219 48 14 – ilcinemaritrovato@comune.bologna.it
Coordinatore del festival: Guy Borlée
Tel.: 051 219 48 13 – guy.borlee@comune.bologna.it
Ufficio stampa: Patrizia Minghetti e Andrea Ravagnan
Tel.: 051 219 48 31/33 – cinetecaufficiostampa@comune.bologna.it

www.cinetecadibologna.it


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