Mi chiamo Stefania Zappalà; palermitana di 41 anni. Oltre ad avere da sempre una profonda e radicata passione per la cucina, sono stata un’attrice di teatro per vent’anni. Qualche anno fa mi sono occupata di due laboratori teatrali per bambini sul tema dell’alimentazione: “Tutti a tavola-Amare il cibo sano” e “Notte di zucchero. Festa di morti, pupi e grattugie-La gastronomia nei riti religiosi”. Hanno segnato il mio addio alle scene. Ho deciso di essere solo una cuoca.

Sono una cuoca perché cucino da quando ho il dono della memoria, con sapienza e amore.

Ovvero per eredità famigliare.

Non sarei una cuoca se non ci fossero state tante domeniche e tante festività e tante estati.

Ma soprattutto non lo sarei se non fosse per la nonna e la mamma, per la la bisnonna e per le zie.

Eccomi, accanto a queste donne probabilmente per sempre inarrivabili.

Quattro generazioni un amore, vissuto con cura e devozione: la cucina; un’arte e un luogo.

E naturalmente la cucina come atto del mangiare; anzi, del nutrirsi.

Tutto questo avviene anche per merito della mia terra, ricca di materie prime straordinarie e prolifica, come poche altre, di una varietà di pietanze salate e dolci che certo la rendono un vero regno della buona cucina: la Sicilia.

Così mi sono lasciata trasportare nel viaggio più bello che abbia mai affrontato. Curiosissima di definire meglio le mie conoscenze, di dare un nome specifico alle cose, di affinare le mie certezze e il mio istinto, mi sono ritrovata a studiare chimica e fisica in cucina, storia dell’alimentazione, tecniche di alberghiera. Sempre rimanendo fedele alla mia essenza: quella di cuoca per formazione e credo.

Sono la cuoca di una cucina di casa, dove si ritrovano antichi riti, e forti radici e valori; dove ciò che è buono e anche bello perché non può prescindere dall’amore, e quindi dalla qualità; dove i sapori di casa si sprigionano in un percorso che a partire già dall’olfatto ci ricorda cosa è essenza e cosa è apparenza.

In questo percorso la cucina antica è stata una meta e una continua riscoperta: ricostruire le ricette della mia infanzia di cui non ricordavo il procedimento e svolgere vere e proprie ricerche storiche, prima nel mio ambito famigliare e poi in giro per il territorio, hanno segnato la strada che ho intrapreso.

 

IL MIO LAVORO

Dal 2013 insieme a Dorotea Giordano ho dato vita ad un’attività di cuoche a domicilio, per la promozione dei sapori di casa: Nuzza&Ddia: www.facebook.com/NuzzaeDdia

Così ho assunto il nome di Donna Nuzza.    

Donna Nuzza e Donna Ddia sono cuoche-artigiane esperte che si dedicano al recupero della cucina tradizionale e casereccia siciliana, quella delle nonne, riscoprendone gli antichi segreti di preparazione e seguendo rigorosamente la stagionalità degli ingredienti.

Organizzano gustosi pranzi e cene in famiglia (per i palermitani, così come per turisti italiani e stranieri). I loro committenti tuttavia le scelgono soprattutto per i piccoli eventi in casa (comunioni, battesimi, lauree, compleanni, cocktail di lavoro ecc.), per la preparazione di piatti salati e di finger food, per realizzare ricchi e fantasiosi buffet di dolci al cucchiaio, semifreddi, biscotti, crostate e torte soprattutto di antica tradizione siciliana (che costituiscono una delle loro principali specialità); e infine, in parallelo, per lezioni monografiche di cucina.

Nuzza&Ddia a Palermo collaborano anche con B&B, Case Vacanze e Agenzie di Viaggio, con la Bottega d’Arte Antonino Piscitello Ceramiche e con Ecologica la spesa intelligente.

Nuzza&Ddia si fanno conoscere da un vasto pubblico collaborando, nella sezione ricette, con la rivista online SicilyMag: www.sicilymag.it

 

LE MIE SPECIALITÀ IN CUCINA

Sono quelle della cucina tradizionale siciliana; i dolci, soprattutto siciliani; molte pietanze della tradizione italiana; alcune pietanze di cucina etnica mediterranea.

La mia cucina si inscrive in un percorso slow fatto di amore, attenzione e rispetto: per la storia e per la tradizione, per le materie prime e per il loro processo produttivo. Scelgo esclusivamente i prodotti di stagione e prediligo la coltivazione biologica a km 0; non impiego semilavorati né aggiungo additivi puri; utilizzo soltanto olio extravergine d’oliva e olio di semi di arachidi, e, laddove è indispensabile, burro e modiche quantità di strutto.

In particolare: i miei impasti sono fatti a mano e le pietanze della tradizione sono cucinate nell’ottica di una lavorazione non rivisitata per compiacere mode e mercato, bensì semplicemente rinnovata dalle odierne conoscenze, al fine di tutelare le qualità organolettiche degli alimenti, mantenendo al contempo i valori identitari di ogni ricetta e le pratiche culinarie originali.



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