Nasce a Venezia nel 1951. I primi forti stimoli dell’infanzia lo inducono a desiderare di plasmare l’argilla, cosa che praticherà per tutta l’adolescenza, facendo riferimento all’ultima bottega di ceramica rimasta a Venezia.
Visita la prima Biennale a 12 anni.
Il rapporto di fascinazione con la sua città, scoperta con intensità quasi onirica, lo porta al confronto con la travolgente forza dell’Arte e a respirare un palpito di grandezza ancora vitale in ogni chiesa e palazzo.
Nei primi anni ’70 frequenta i corsi di scultura con Alberto Viani e la Scuola Libera del Nudo con Luigi Tito, all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Per un anno frequenta assiduamente lo studio dello scultore Francesco Scarpabolla. Inizia così un periodo formativo che porterà alla precoce consapevolezza di una svolta storica, da cui si svilupperà un percorso di maturazione formale che scavalcherà tutte le avanguardie del ’900. In questo senso uno strumento decisivo è fornito da Luigi Tito, sensibile ed acuto tramite di una tradizione e di un retaggio tecnico che affondano le radici nelle botteghe di Tiepolo e Piazzetta. Sono anni formativi in cui le prime esperienze pittoriche si alternano ad una produzione di scultura fittile.
Nel 1975 una crisi lo porta ad una rottura con l’ambiente veneziano e ad abbandonare Venezia per Firenze, alla ricerca delle fonti plastiche e delle radici mediterranee. E’ di questi anni il confronto con l’Arte etrusca ed Italica che, col successivo viaggio in Grecia, lo porterà ad un ulteriore approfondimento delle basi formali.
Col trasferimento a Lucca negli anni ’80, il percorso di alternanza tra pittura e scultura trova una svolta decisiva nel coinvolgimento col paesaggio. Nasce così un legame profondo con il territorio, che si risolverà più avanti con la produzione di paesaggi. A questo punto il coinvolgimento pittorico diventa totale, fino alla produzione serratissima degli anni’90.
Anche il confronto dialettico con la critica ed il mercato si fa più serrato consolidando la sua posizione di dirompente antagonismo con l’ideologia e con la poetica delle correnti moderne, considerate superficiali e ideologiche. Nel 2002 vince il riserbo verso il confronto eclatante con il pubblico, con la prima personale a palazzo Digerini a Pietrasanta.



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