|
Conversazioni - Recensioni - Segnalazioni
Ore 5 di Campolunghi - Venerucci
Ore 5
Dietro me - strapiomba
l’Eternità
davanti a Me -
l’Immortalità
Io – la loro
frontiera
(E. Dickinson)
La fotografia dell’orologio decostruito di Maristella Campolunghi, fa parte di una sua riflessione sul tempo, una sequenza di immagini di cui questa, che ‘congela’ un’ora precisa del quadrante e mostra in primo piano le lancette staccate e sfocate, sembra avvertirci sull’inafferrabilità del tempo. Per fermarlo non basta più lo scatto in sé, ci dice l’immagine di Maristella, e neanche quello che ritrae un orologio fermo. Ore 5 non è solo quindi una bella immagine, bella esteticamente, ma anche significativa della ‘crisi’, o forse meglio della consapevolezza raggiunta dalla fotografia contemporanea che, a due secoli dalla sua nascita, ha scoperto che il tempo in realtà non si può ‘arrestare’, se non come atto puramente simbolico e virtuale. Questo è lo scatto: un’azione unicamente virtuale. Vacilla l’utopia bressoniana dell’istante significativo, anche se l’impegno di chi scatta rimane quello di cercare di raccoglierlo. Quasi tutti i fotografi, qualunque sia stato il loro percorso, sembrano arrivare quasi sempre, naturalmente, a scoprire la necessità, l’impellenza di riflettere sul tempo, problema fondamentale, interno alla fotografia, perchè connesso con l’ontologia stessa dell’immagine, che nasce appunto come ‘contenitore’, box temporale. Maristella sembra ‘arrendersi’ al tempo, oppure omaggiarlo come impulso vitale, primordiale, della foto. Di sicuro è consapevole del suo fluire e della necessità, se non di cercare di capirne/carpirne il senso, di visualizzare il suo scorrere, il meccanismo che lo anima. E’ possibile questo fotografando un orologio détruit? Il fotografo, come il poeta con le parole, è forse una frontiera tra l’Eternità e l’Immortalità, ma il suo tempo, quello del presente, quello della caducità, quello che si vorrebbe ’congelare’, sfugge e si può solo esperire. (f.v.)
MARISTELLA CAMPOLUNGHI
E' nata a Roma dove vive e si occupa di fotografia professionale dal 1989. Nel settore commerciale ha realizzato fotografie per campagne pubblicitarie, d’arte, teatro e collaborato a diverse testate giornalistiche. Ha realizzato numerosi cataloghi, tra i quali le piace ricordare quello per il “Magico Teatro, i fantocci di Maria Signorelli”. In questi ultimi anni, presso alcune case editrici, cura il settore fotografico realizzando sia le ricerche iconografiche sia la documentazione dei vari testi da esse pubblicati. L’attività di promotore culturale la vede sia in veste di autrice sia come organizzatrice. La sua formazione si è svolta presso la galleria fotografica romana “Il Fotogramma”, direttore Giovanni Semerano, dove ha la possibilità di partecipare ed organizzare numerose mostre e rassegne. Negli anni 1992-1996 ha partecipato con varie mansioni alla rassegna fotografica “Photogrammatica, il mese della fotografia a Roma.” Nel 2002-2004 con l’Istituzione Biblioteche di Roma, in qualità di curatrice, ha collaborato alle mostre documentarie e fotografiche delle scrittrici E. Hillesum, M.Yourcenar, E. Dickinson. Il 2007 la vede curatrice, nell’ambito del Festival della Fotografia a Roma VI edizione, tra le altre, di una di 9 ragazze-i dai 10 ai 13 anni (Foto-alchimia) con i quali ha percorso le varie tappe dell’invenzione della fotografia e di sua mostra presso l’Accademia di Romania.
Sue fotografie sono conservate in collezioni private e pubbliche italiane e straniere: MIDA (Scontrone, AQ), Mala Galeria (Varsavia), Ist. De Cultura Brazil-Italia (Recifle), Women Photographers’Net (Bologna) e Mifav (Roma). Fonda l’associazione Officina delle Immagini.net, con l’intento di contribuire ad attirare l’attenzione sull’Arte fotografica promuovendo iniziative ed incontri. - www.officinadelleimmagini.net
FRANCESCO VENERUCCI
Pianista, compositore, arrangiatore e didatta vanta una rigorosa formazione accademica coltivata tra Roma e Parigi. Diplomatosi in pianoforte, composizione e orchestrazione, al contempo ha sempre coltivato un profondo interesse nei confronti del Jazz, del Tango e delle tecniche di esecuzione e di improvvisazione più varie. Vincitore di vari concorsi internazionali quali Barga Jazz 2005, primo premio per Folk Dance n.1, “Dimitri Mitropoulos” di Atene, terzo premio per l’opera Sogno di una notte di mezza estate, e ancora Adrian L. premiata da Rai-Radio3. Le sue opere sono state eseguite in numerose manifestazioni internazionali promosse dall’IRCAM di Parigi, dal Roma Europa Festival etc., e trasmesse da radio e televisione. La sua poliedrica attività lo ha portato a lavorare con artisti ed ensemble di tutto il mondo.
Tra le sue realizzazioni discografiche: Note di Passaggio (Duo cantabile), Goldberg Variations, Astor Piazzolla-Tango con il Danish Saxophone Quartet, El silencio e Una cosa diferente con il Quinteto Tango Extremo. Dal suo primo CD, relizzato nel 2002, Primo libro di improludi per pianoforte, abbiamo tratto il brano Fruhling Gesang che dialoga con le parole di Maristella Campolunghi. Per chi volesse saperne di più sul suo lavoro vi rimandiamo al suo sito: www.francescovenerucci.com Potete inoltre leggere l'intervesta a Francesco Venerucci a cura di Federica Nardacci »