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ROSA FUMETTO: IL CORPO, LA DANZA, L'EROTISMO - intervista a cura di Vittoria Maniglio
Ho incontrato Rosa Fumetto per parlare di erotismo e di corpi erotici, e chi meglio di lei, danzatrice per dieci anni al
mitico Crazy Horse di Parigi, icona sexy, fenomeno del costume italiano, protagonista di un'epoca ormai irrimediabilmente
perduta, degli anni della contestazione giovanile, della rivoluzione dei costumi, della moda, e soprattutto del pensiero.
'Quando ho cominciato il Crazy Horse non ero per nulla consapevole del mio erotismo. Era il 1968, all'epoca c'era una
grande rivoluzione di costume, c'era molto erotismo nell'aria, senza bisogno di cercarlo: l'arrivo delle minigonne,
dei Beatles e della nuova musica, gli uomini che cominciavano a vestirsi da donna, le droghe di cui non si conoscevano
ancora gli effetti, ma che si vivevano e basta. C'era un aumento delle possibilita' di ricevere: era uno sballo tutti i
giorni, sembrava tutto dilatato'. E fu in questa atmosfera che Alain Bernardin fondo' il Crazy Horse, che doveva essere
un "tempio del corpo nudo e del corpo erotico", niente a che vedere con lo strip-tease inteso come spettacolo commerciale.
E qui nasce il discrimine tra pornografia ed erotismo, laddove la pornografia fa parte del mercato, prevede una
'super esposizione, uno sbandamento delle emozioni e dei sentimenti, e usa gli elementi piu' importanti dell'erotismo,
rendendoli squallidi perche'commerciabili, mentre l'erotismo e' un lusso al quale chiunque ha diritto, in quanto
ognuno ha il suo proprio erotismo e una propria modalita' di viverlo, cercarlo e manifestarlo. In questo senso parlare
di erotismo vuol dire entrare in un campo molto politico, dove il corpo, costituzionalmente democratico, e atto politico in se'
affermando la propria unicita' e differenza attraverso la sensualita', afferma anche la sua non omologazione
e puo' diventare uno strumento di resistenza contro una piattezza dei sentimenti e del gusto, che e' anche piattezza di linguaggio.
Pero' non tutti nasciamo fortunati tutti nasciamo con un cervello, ma non tutti con un buon indirizzo marxista!.
L'erotismo, dunque, come linguaggio di cui il corpo e' un segno indirizzato a esprimere sensualita' ed energia,
e la danza come luogo dedicato a esso, in quanto corpo puro ed esaltazione dell'erotismo.
In generale tutte le ballerine sono molto erotiche proprio perche'hanno una disciplina, il dovere di conoscere
molto bene il corpo; per cui il risultato e' automaticamente di qualcuno che ha coscienza e non ha paura del nudo,
perche'la maggiore liberta' e' nella nudita'. Quindi e' la consapevolezza di ogni poro della pelle che vibra e che
respira che permette di essere altamente erotici, di entrare in quel luogo in cui il piacere e' una forma senza
peccato, e che e' proprio o di un paese particolarmente puro, cioe' a livello primitivo, o di un paese particolarmente evoluto.
Tornando al Crazy Horse, a quel periodo magico che lo ha visto nascere, durante il quale spettatori assidui erano Man Ray
e Duchamp, Bernardin non cercava uno spettacolo erotico, ma manipolava il corpo nudo, che di per se' gia' erotico.
Lavorava molto con le luci, con la musica, e ci metteva in scena con elementi vampireschi che soggiogavano l'attenzione,
per cui l'erotismo si esprimeva naturalmente nell'esibizione. Per noi ballerine del Crazy Horse, la componente erotica
era gia' autonomamente nella nostra forma mentis, non ci pensavamo quando entravamo in scena.
L'erotismo si sprigionava percio' nel rapporto con il pubblico, che e' uno scambio di energia, nel quale rientrano
anche la paura, il mistero e la consapevolezza che sei dentro a una musica alla quale non ti puoi sottrarre;
non puoi tornare indietro e non puoi mancare un secondo, perche'sei dentro a un equilibrio, e se ti fermi, cadi.
Per quanto riguarda il numero che Rosa Fumetto ha portato in scena per quasi 10 anni al Crazy Horse, tutte le sere,
era un numero scherzo, che doveva avere un effetto destabilizzante. Bernardin infatti era un tipo molto faceto,
molto dada, surreale, demenziale, e all'epoca si andava pazzi per questo. Per il mio numero Bernardin non pensava all'erotismo.
Inizialmente non ballavo, ma recitavo, dovevo raccontare la storia di una specie di Jane perduta nella giungla,
che doveva ritrovare il suo Tarzan, e avevo una liana che attraversava la scena. Poi con il tempo, pur essendo
il numero identico, sono passata da destabilizzante a potentemente erotica, perche'avevo preso fiducia e confidenza
con il mio corpo, riuscivo a manipolarlo come volevo, a prendere delle pose impreviste, a modulare volumi di pelle con la luce.
Avevo raggiunto una tale potenza nella muscolatura che riuscivo a salire e scendere dalla liana al rallentatore;
e la grandezza e velocita' dei movimenti, accompagnati a un sottolineamento della parte musicale, hanno fatto si' che
il numero da indolente diventasse particolarmente felino, passando dall'ultimo numero del Crazy Horse al primo'.
L'erotismo si sprigiona allora sia nella 'liberazione di energia, che potenzia e da' forza' sia nel territorio dell'imprevisto,
della 'sorpresa, dove non c'e' imposizione, ma rimane la possibilita' di essere rapiti'; nel luogo dello 'strano'
('la parola 'strano', per esempio, e' una parola erotica'), del viaggio, 'nei corpi sofferti dei santi, perch'l'erotismo
e' legato all'energia ma anche a una certa sofferenza'.
'Oggi, nonostante viviamo all'interno di una cultura predisposta al piacere, siamo in un periodo con molto poco erotismo'
perch'si perseguono piaceri facili, si rifugge la fatica e soprattutto 'quella dose di dolore che richiede la conoscenza'.
Per questo motivo l'erotismo puo' diventare veramente uno strumento con il quale esprimere il proprio dissenso nei confronti
della massificazione dei corpi e delle menti, con il quale manifestare, attraverso la consapevolezza e la conoscenza
profonda del corpo, autonomia di linguaggio, di gusto, di espressione, di pensiero.
Perche' 'l'erotismo bisogna meritarselo e bisogna darsi del tempo per lasciar vivere il corpo', per lasciarsi andare
oltre i confini del corpo.