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Letteratura
La razionalità nascosta delle cose nella poesia di Anna Laura Longo Presentiamo, motivati da un forte interesse, il volume Nuove rapide scosse retiniche che Anna Laura Longo dopo l'esordio con "Plasma" (2004) ha recentemente pubblicato. La lettura porta a continue scoperte e invenzioni, infatti in questo caso più che mai il lettore è parte sostanziale del gioco creativo cui il poeta, scrivendo, ha dato l'avvio. Nonostante l'apparente "atonalità" del linguaggio (i versi potrebbero prestarsi ad un paragone con uno specifico approccio di ricerca nella musica colta del Novecento), ogni nucleo di versi contiene legami interni che ricostruiscono e strutturano la materia linguistica e semantica, in maniera inequivocabilmente nuova. E il lettore non può che godere di questa continua sollecitazione intellettuale e anche emotiva, di questo invito a ripulirsi radicalmente da tutti gli schemi triti e ritriti della lingua (spesso anche letteraria), per tuffarsi in un immaginario impensato e inesauribile: "Dove il palato è denso / trema forse un inseguimento, tardivamente ambrato". Non possiamo che essere grati ad Anna Laura Longo, poeta dalle mille voci, che con i suoi versi offre in dono al lettore una chiave per reinventarsi. |
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Liberi, sì, ma di fare cosa? - racconto di Daniele Lazzeri
"Giovanni…" |
Spiegazioni date al vento - racconto di Daniele Lazzeri
"Come hai fatto, Carlo, a farmi quello che mi hai fatto?" |
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Nemici amici - racconto di
Daniele Lazzeri
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Una telefonata inaspettata - racconto di
Daniele Lazzeri
"Pronto! Chi è?"
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Pioggia in tribunale - racconto di M. Teresa Stoduto Mi sento come se a colazione avessi ingoiato il sole questa mattina, guardo fuori dalla finestra, ne brilla un altro spavaldo in un cielo che sembra di cobalto, in barba alle previsioni! Scippo la ventiquattrore dal suo angolo tra la porta e la libreria, un attimo di perplessità accanto al portaombrelli. No, non pioverà! L'ascensore è occupato, intanto mi infilo la giacca, sono in ritardo! Volo giù per le scale. Arraffo con una mano tutto quel tintinnio nella tasca destra, le chiavi della macchina si sono agganciate a quelle di casa e a un orecchino: impossibile separarle mentre scendo i gradini, metto l'altro orecchino. Sono fuori! Ah!... Non ho acceso i cellulari! Prima quello in tasca, poi l'altro, infilando la mano nella borsa senza rompere il ritmo di questa maratona. Intanto ripongo la mia anima in una morbida custodia, ormai ho imparato. La giornata è cominciata! leggi » |
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Il canzoniere mancato. Riflessioni sull'esperienza poetica di Cesare Pavese di Guido Sarpero » La produzione poetica di Pavese si realizza nelle due raccolte Lavorare stanca (1° ed. 1936, Firenze, Solaria, 45 testi; 2° ed. ampliata Torino, Einaudi 1943, 70 testi) e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (postuma 1951, 10 testi, che comprende anche i 9 testi de La terra e la morte, 1945). Nell'ormai classica antologia di Mengaldo (Poeti italiani del Novecento) che adotta, come criterio di compilazione, la successione cronologica non degli autori, ma delle opere prime, ovvero dall'apparizione a stampa della prima raccolta, Pavese (classe 1908) si colloca, curiosamente (ma date e dati - cioè la realtà concreta - raramente sono casuali) tra Luzi (classe 1914, esordio poetico 1935) e Caproni (classe 1912, esordio poetico 1936, come il Nostro), vale a dire fra due tra i maggiori (se non i maggiori in toto) poeti del secondo Novecento. Hanno già esordito Bertolucci, Quasimodo, Betocchi, Gatto, Noventa, lo faranno tra breve Penna (già noto, peraltro) e Sereni ... |
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Bollani e il suo doppio - di Oriana Rispoli All'interno dell'attività creativa di Stefano Bollani è possibile distinguere due sfere. La prima è quella della produzione musicale, in cui l'intuizione creativa si esplica pienamente, presentando, sia live sia in studio, il ventaglio più ampio di invenzioni in un contesto sempre vitalissimo, giocoso e lontano da qualsiasi superficialità. Le doti musicali del pianista, che lo collocano ormai da parecchio tempo tra i più originali e attraenti jazzisti contemporanei (profonda e personalissima la sua recente incisione per la ECM, ma passeranno alla storia anche I Visionari e altre straordinarie performances con varie formazioni, in oltre dieci anni di vivacissima attività artistica), consentono a Bollani di raccontare storie sostenute da uno spirito lieve, unito ad un gusto alternatamente arguto, posato, ironico, elegantemente frizzante o intimistico, e sempre sorprendente... |
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Verso Stonehenge, racconto da un minuto - di Oriana Rispoli ... e' la storia di un gigante minaccioso, che tuttavia non riusciva ad avvicinarsi alla roccaforte costruita dagli uomini; vi girava intorno ma senza essere in grado di annientarla come avrebbe desiderato... |
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Microscritture di Francesca Vitale - recensione di Oriana Rispoli Le microscritture di questa raccolta di poesie, nascono nell'afa, si consumano nella pioggia e si cristallizzano nel freddo. Scritte tra il giugno 2006 e il febbraio 2007, formano un trittico di stagioni tormentate ed ironiche, aforistiche e disilluse; ci regalano una sintesi dell'intimo sentimento del vivere di Francesca Vitale... |
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I JAZZISTI (irritante omaggio a Thomas Bernhard) - di Ennio Speranza Generalmente i jazzisti non mi sono simpatici. Anche quelli bravi. Generalmente i jazzisti considerano gli altri generi musicali con sufficienza, ed è per questo che non mi sono molto simpatici, generalmente. Amo il jazz, lo ascolto volentieri, mi piace, ma troppo spesso mi sono trovato a discutere con jazzisti idioti, finendo per litigare con loro. La colpa è mia, è mia sicuramente, dovrei e potrei troncare le discussioni dandogli ragione, non dovrei mai dare inizio a diatribe musicali con dei jazzisti, tanto alla fine finisco per litigarci. Ma sono un ingenuo, sono un ingenuo e quando mi trovo a parlare con un jazzista che non conosco, o conosco poco, penso che forse questo è diverso dagli altri, forse è di vedute più ampie, forse possiederà forse una cultura dei suoni maggiore, mi dico, e invece, se la discussione si infittisce, ricado inevitabilmente in un baratro di polemiche e malintesi, malintesi e polemiche. Non voglio essere frainteso: ogni tanto è anche possibile scovare qualche jazzista simpatico e aperto, alcuni di loro sono simpatici e talvolta aperti, ma nella maggior parte dei casi mi sono trovato di fronte a emeriti idioti, che magari suonano divinamente. Molti idioti suonano divinamente... |
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