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Letteratura

Il canzoniere mancato. Riflessioni sull'esperienza poetica di Cesare Pavese
di Guido Sarpero »


La produzione poetica di Pavese si realizza nelle due raccolte Lavorare stanca (1° ed. 1936, Firenze, Solaria, 45 testi; 2° ed. ampliata Torino, Einaudi 1943, 70 testi) e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (postuma 1951, 10 testi, che comprende anche i 9 testi de La terra e la morte, 1945).
Nell'ormai classica antologia di Mengaldo (Poeti italiani del Novecento) che adotta, come criterio di compilazione, la successione cronologica non degli autori, ma delle opere prime, ovvero dall'apparizione a stampa della prima raccolta, Pavese (classe 1908) si colloca, curiosamente (ma date e dati - cioè la realtà concreta - raramente sono casuali) tra Luzi (classe 1914, esordio poetico 1935) e Caproni (classe 1912, esordio poetico 1936, come il Nostro), vale a dire fra due tra i maggiori (se non i maggiori in toto) poeti del secondo Novecento. Hanno già esordito Bertolucci, Quasimodo, Betocchi, Gatto, Noventa, lo faranno tra breve Penna (già noto, peraltro) e Sereni ...
Anna Laura Longo, Plasma. Sottomultipli del tema “Ricordo”, Roma, Fermenti, 2004, 62 pp. - Prefazione di Mario Lunetta
La prima raccolta poetica di Anna Laura Longo, artista romana la cui creatività si esplica sotto molte forme (musica, poesia, arti visive…), è stata pubblicata nel 2004, ma rimane a tutt’oggi un’opera ancora molto letta, apprezzata e recensita.

In occasione della pubblicazione, l’autorevole critico Mario Lunetta ha scritto una prefazione che senza dubbio coglie pienamente l’essenza della ricerca dell’autrice. Eccone alcune parti...

Bollani e il suo doppio - di Oriana Rispoli
All’interno dell’attività creativa di Stefano Bollani è possibile distinguere due sfere. La prima è quella della produzione musicale, in cui l’intuizione creativa si esplica pienamente, presentando, sia live sia in studio, il ventaglio più ampio di invenzioni in un contesto sempre vitalissimo, giocoso e lontano da qualsiasi superficialità. Le doti musicali del pianista, che lo collocano ormai da parecchio tempo tra i più originali e attraenti jazzisti contemporanei (profonda e personalissima la sua recente incisione per la ECM, ma passeranno alla storia anche I Visionari e altre straordinarie performances con varie formazioni, in oltre dieci anni di vivacissima attività artistica), consentono a Bollani di raccontare storie sostenute da uno spirito lieve, unito ad un gusto alternatamente arguto, posato, ironico, elegantemente frizzante o intimistico, e sempre sorprendente...

Verso Stonehenge, racconto da un minuto - di Oriana Rispoli
... e' la storia di un gigante minaccioso, che tuttavia non riusciva ad avvicinarsi alla roccaforte costruita dagli uomini; vi girava intorno ma senza essere in grado di annientarla come avrebbe desiderato...

Microscritture di Francesca Vitale - recensione di Oriana Rispoli
Le microscritture di questa raccolta di poesie, nascono nell'afa, si consumano nella pioggia e si cristallizzano nel freddo. Scritte tra il giugno 2006 e il febbraio 2007, formano un trittico di stagioni tormentate ed ironiche, aforistiche e disilluse; ci regalano una sintesi dell'intimo sentimento del vivere di Francesca Vitale...

I JAZZISTI (irritante omaggio a Thomas Bernhard) - di Ennio Speranza
Generalmente i jazzisti non mi sono simpatici. Anche quelli bravi. Generalmente i jazzisti considerano gli altri generi musicali con sufficienza, ed è per questo che non mi sono molto simpatici, generalmente. Amo il jazz, lo ascolto volentieri, mi piace, ma troppo spesso mi sono trovato a discutere con jazzisti idioti, finendo per litigare con loro. La colpa è mia, è mia sicuramente, dovrei e potrei troncare le discussioni dandogli ragione, non dovrei mai dare inizio a diatribe musicali con dei jazzisti, tanto alla fine finisco per litigarci. Ma sono un ingenuo, sono un ingenuo e quando mi trovo a parlare con un jazzista che non conosco, o conosco poco, penso che forse questo è diverso dagli altri, forse è di vedute più ampie, forse possiederà forse una cultura dei suoni maggiore, mi dico, e invece, se la discussione si infittisce, ricado inevitabilmente in un baratro di polemiche e malintesi, malintesi e polemiche. Non voglio essere frainteso: ogni tanto è anche possibile scovare qualche jazzista simpatico e aperto, alcuni di loro sono simpatici e talvolta aperti, ma nella maggior parte dei casi mi sono trovato di fronte a emeriti idioti, che magari suonano divinamente. Molti idioti suonano divinamente...