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Musica
Jonathan Brandani e l'Ensemble Nuova Cappella di Palazzo
L'Ensemble Nuova Cappella di Palazzo è stato creato nel 2009 dal giovane musicista lucchese Jonathan Brandani, diplomato in direzione d'orchestra e composizione ed esperto nella teoria e nella prassi esecutiva della musica antica. L'Ensemble si dedica principalmente all'esecuzione del repertorio vocale e strumentale che spazia dal Barocco all'età classica: una speciale attenzione è però dedicata ai compositori lucchesi e toscani del Sei e Settecento. L'Ensemble, infatti, oltre ad eseguire autori e opere largamente conosciuti, rivolge la propria attenzione verso composizioni ingiustamente dimenticate, con l'obiettivo di realizzarne esecuzioni storicamente informate... leggi » - english version » - premio del presidente della Repubblica austriaca Heinz Fischer » - intervista a Jonathan Brandani » - brochure » |
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| Karlheinz Stockhausen - 'Gruppen' per 3 orchestre, 1958 di Natale Romolo Spazialità nel tempo. L'emancipazione del tempo musicale operata da Stockhausen con Guppen (Gruppi), che conduce ad un'esplosione stereofonica dell'orchestra, segna l'inizio della moderna musica spaziale. Il titolo Gruppen indica prima di tutto la divisione dell'orchestra in tre gruppi strumentali, rendendo anche conto del principio adottato per questa composizione e chiamato dal compositore la 'forma dei gruppi' (Gruppenform)... leggi » |
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La missione del musicista tra arte e società - Conversazione con Simone Soldati di Oriana Rispoli La maturità di un musicista consiste non tanto e non solo nel grado di raffinatezza
di ciò che esegue, quanto, più in generale, nella sua capacità di restituire il bene che riceve attraverso la musica. Simone Soldati,
stimato e affermato pianista lucchese, si misura continuamente con questo concetto per coglierne tutte le potenzialità sul piano culturale e sociale.
Ammira il sistema di istruzione musicale fondato da Antonio Abreu in Venezuela al quale Claudio Abbado dà un forte sostegno; collaborerà
con Alessio Allegrini che ha portato in Italia il movimento della "Human Rights Orchestra"; tiene presenti le iniziative dei "Donatori di Musica" nei reparti
di oncologia di alcuni ospedali italiani ed è impegnato con l'Associazione Musicale Lucchese.
Oltre a tutto questo, Simone Soldati è un musicista molto attento alla storia musicale della sua città e le ha dedicato attenzione durante tutto lo sviluppo della sua carriera. Ci soffermiamo su questi punti come perno della conversazione con il Maestro, incontrato nella sua dimora posta sul limitare tra campagna e bosco, nei pressi di Lucca... leggi» |
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Presentazione della restauratrice Alessandra Rispoli »
Vi presentiamo il profilo della restauratrice e le immagini relative al restauro, da lei compiuto nel suo laboratorio, di un pianoforte a coda austriaco, lastronato in legno di palissandro, risalente all'ultimo quarto del XIX secolo... leggi» |
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Ad occhi chiusi - Conversazione con Roberto Caetani - di Federica Nardacci
Nato come chitarrista classico, Roberto Caetani ha poi individuato altrove il suo terreno professionale, percorrendo strade alternative al mondo accademico, pur facendo tesoro di tutto ciò che dal mondo accademico poteva avere appreso. Dopo il diploma di chitarra inizia a studiare musicoterapia, raggiungendo il titolo professionale nel 2004. In questo contesto riscopre la bellezza e il fascino dell’improvvisazione, tanto da avvicinarsi al jazz e al blues. Dopo una lunga attività nel campo nella musicoterapia, che ha peraltro inciso fortemente sulla sua identità di musicista, Caetani ha ripreso la sua attività concertistica con il nuovo repertorio oramai assunto. Finché non si è trovato ad affrontare quella che lui stesso definisce l’ “avventura del cantautore”. Percorso avventuroso, non foss’altro per l’impervia del mondo attuale della discografia, che non apre poi così facilmente le porte ai giovani esordienti. leggi » |
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Verso sempre nuovi orizzonti musicali. Conversazione con Francesco Libetta
- di Federica Nardacci
Parlare per immagini, si sa, aiuta sempre la comprensione e la comunicazione del pensiero. E se Matthew Gurewitsch in un articolo sul New York Times ha voluto usare l'immagine di un "aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale" parlando di Francesco Libetta, avr senz'altro inteso comunicare e sottolineare una delle caratteristiche più evidenti del noto pianista pugliese. L'eleganza e lo stile misurato sembrano, infatti, contraddistinguerlo in modo particolare. Sono qualità che ritroviamo nella sua espressione artistica, come pure nel suo modo di stare in palcoscenico; sempre perfettamente composto davanti alla tastiera, anche quando si scatena in funambolici virtuosismi, peraltro mai esasperati, mai volgari. Ne viene fuori la figura di un artista estremamente raffinato, il cui impegno intellettuale va oltre la semplice interpretazione musicale. Il gusto della ricerca, la cura del dettaglio, il senso della storia, l'apertura a nuove o diverse forme di linguaggio musicale sono i punti forti dell'artista Libetta, che Harold Schonberg definisce addirittura "maestro di ogni periodo o stile, il migliore rappresentante del gusto moderno". ... leggi » |
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Tango Fugato: il nuovo CD di Francesco Venerucci - di Federica Nardacci
L'immagine del Tango e' indissolubilmente legata all'idea di una prorompente passionalita', alle figure quasi teatrali dei corpi che si annodano e snodano, trascinati dal suono accorato di un bandoneòn; e' l'immagine della penombra fumosa delle balere argentine, che sembrano gridare "La vida es un tango" ... e ancora, e' quella vena malinconica di cui e' intrisa tanta poesia tanghera, che racconta della realta' sociale dei sobborghi di Buenos Aires e delle passioni struggenti degli amanti. Di sicuro e' una musica suggestiva - oggi identificata in maniera totalizzante con il nome di Astor Piazzolla -, legata, certo, al folklore di un popolo, ma che ha ispirato anche tanti compositori di musica "colta" (Stravinskij, Albe'niz per fare qualche nome). E' una musica che a un certo punto della sua storia e' uscita fuori dalle balere e si e' decontestualizzata, pur mantenendo quelle sfumature di tragicita' e passionalita' insieme. |
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Saggio curato da Natale Romolo sull'opera del compositore Luigi Nono Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz »
Il primo procedimento alla problematica elettronica è rappresentato dalla sonorizzazione globale dell'ambiente, effettuata alla prima esecuzione scenica Intolleranza (1961). Nono pensava in termini marxiani e concepiva quel modo di comporre come realizzazione di una tecnica razionale e funzionale sociale e libera da costrizioni esterne. Le moderne tecnologie del suono permettono di fissare momenti della realtà in modo molto simile a quello della fotografia, e questo è uno degli obiettivi primari della poetica di Nono. Nota biografica di Natale Romolo » | |
Musica, cultura e ricerca. Conversazione con Giulia Peri - di Oriana Rispoli
Dedita a concerti di musica antica e vivamente apprezzata in programmi dedicati ai compositori del Novecento e contemporanei, Giulia Peri ha intrapreso la sua formazione musicale studiando canto e violino alla Scuola di musica di Fiesole ed ha acquisito fin da giovanissima una vasta esperienza, che spazia dalla musica da camera all'orchestra, dal canto corale al ruolo di solista. Sarebbe impossibile ripercorrere tutto il suo curriculum, ma vogliamo ricordare che per sette anni è stata violinista del Trio Aurora, preparato dai Maestri Antonello e Piero Farulli e vincitore di vari premi nazionali, e che ha suonato come spalla dell'Orchestra Galilei in occasione dei corsi di direzione del M° Carlo Maria Giulini. Tra le prime esperienze teatrali, si è esibita come voce bianca nel 1988 al Festival di Spoleto nell'opera Hansel und Gretel di Humperdinck, ed ha ricoperto il ruolo del piccolo Van Gogh nella prima esecuzione assoluta dell'opera Vincent di M. Reverdy (1991, Laboratorio lirico di Alessandria). Ha cantato come voce solista con alcuni direttori d'orchestra tra i più stimati al mondo: Zubin Mehta, Daniel Oren, Myung-Whun Chung, Roberto Abbado. Giulia Peri ci racconta nel modo più spontaneo e amichevole della sua attività artistica, dei suoi prossimi concerti e dell'universo musicale fiorentino... leggi » |
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Sophie Pacini, giovane pianista e straordinario talento
Nella mia famiglia non ci sono musicisti. La mia mamma, tedesca, e' medico specialista in Medicina interna e lavora moltissimo, forse troppo. Il mio babbo, italiano, e' stato professore universitario di Letteratura italiana (ora e' in pensione). Non sono musicisti ma amano la musica classica. Ho cominciato a sei anni ad andare a lezione di pianoforte e i miei mi hanno comprato un pianoforte Schimmer nuovo. Nessuno in casa pensava, pero', che dovesse diventare una cosa cosi' seria. All'inizio suonavo poco, ogni due giorni una ventina di minuti, forse. Ma mi dicevano che facevo progressi veloci. Cosi' a otto anni ho suonato a mente il Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore (Hob.XVIII:2) di Haydn. La mia insegnante allora voleva che vendessi il mio pianoforte e comprassi un coda, perche' diceva che era tutta un'altra cosa. Per convincere i miei mi ha fatto esaminare da una professoressa, la Lipatova, direttrice a Kiev di un collegio per bambini prodigio... |
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