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Musica

La musica della nobiltà lucchese fra Sei e Settecento. Prossimo concerto dell'ensemble Nuova Cappella di Palazzo.

Domenica 7 marzo 2010, alle ore 16,30 nella chiesa di S.Andrea di Compito, l'Ensemble Nuova Cappella di Palazzo, diretto dal M° Jonathan Brandani, offrirà un prezioso appuntamento per riscoprire la musica barocca lucchese. Il concerto “La musica della nobiltà lucchese tra Seicento e Settecento”, organizzato dall'Associazione culturale Nuove Tendenze in collaborazione con il Comune di Capannori, si inserisce nell'ambito della Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia, appuntamento di rilievo nazionale e internazionale, che promuove il fascino del verde della lucchesia e delle splendide camelie ospitate nei giardini delle ville del Compitese, veri e propri tesori nascosti di antica bellezza.

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Presentazione dell'Ensemble Nuova Cappella di Palazzo

L'Ensemble Nuova Cappella di Palazzo è stato creato nel 2009 dal giovane musicista lucchese Jonathan Brandani, diplomato in direzione d'orchestra e composizione ed esperto nella teoria e nella prassi esecutiva della musica antica. L'Ensemble si dedica principalmente all'esecuzione del repertorio vocale e strumentale che spazia dal Barocco all'età classica: una speciale attenzione è però dedicata ai compositori lucchesi e toscani del Sei e Settecento. L'Ensemble, infatti, oltre ad eseguire autori e opere largamente conosciuti, rivolge la propria attenzione verso composizioni ingiustamente dimenticate, con l'obiettivo di realizzarne esecuzioni storicamente informate... leggi »

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FAVOLA DEI CONTRARI - Vita senza morte, giovinezza senza vecchiaia

- Locandina
- Ennio Speranza
- Alessandro Annunziata
- Jonathan Brandani

- Conversazione con Ennio Speranza e Alessandro Annunziata su "LA FAVOLA DEI CONTRARI - vita senza morte, giovinezza senza vecchiaia".
Federica Nardacci ha intervistato Ennio Speranza e Alessandro Annunziata



Ad occhi chiusi - Conversazione con Roberto Caetani - di Federica Nardacci

Nato come chitarrista classico, Roberto Caetani ha poi individuato altrove il suo terreno professionale, percorrendo strade alternative al mondo accademico, pur facendo tesoro di tutto ciò che dal mondo accademico poteva avere appreso. Dopo il diploma di chitarra inizia a studiare musicoterapia, raggiungendo il titolo professionale nel 2004. In questo contesto riscopre la bellezza e il fascino dell’improvvisazione, tanto da avvicinarsi al jazz e al blues. Dopo una lunga attività nel campo nella musicoterapia, che ha peraltro inciso fortemente sulla sua identità di musicista, Caetani ha ripreso la sua attività concertistica con il nuovo repertorio oramai assunto. Finché non si è trovato ad affrontare quella che lui stesso definisce l’ “avventura del cantautore”. Percorso avventuroso, non foss’altro per l’impervia del mondo attuale della discografia, che non apre poi così facilmente le porte ai giovani esordienti. leggi »
Verso sempre nuovi orizzonti musicali. Conversazione con Francesco Libetta - di Federica Nardacci

Parlare per immagini, si sa, aiuta sempre la comprensione e la comunicazione del pensiero. E se Matthew Gurewitsch in un articolo sul New York Times ha voluto usare l'immagine di un "aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale" parlando di Francesco Libetta, avr senz'altro inteso comunicare e sottolineare una delle caratteristiche più evidenti del noto pianista pugliese. L'eleganza e lo stile misurato sembrano, infatti, contraddistinguerlo in modo particolare. Sono qualità che ritroviamo nella sua espressione artistica, come pure nel suo modo di stare in palcoscenico; sempre perfettamente composto davanti alla tastiera, anche quando si scatena in funambolici virtuosismi, peraltro mai esasperati, mai volgari. Ne viene fuori la figura di un artista estremamente raffinato, il cui impegno intellettuale va oltre la semplice interpretazione musicale. Il gusto della ricerca, la cura del dettaglio, il senso della storia, l'apertura a nuove o diverse forme di linguaggio musicale sono i punti forti dell'artista Libetta, che Harold Schonberg definisce addirittura "maestro di ogni periodo o stile, il migliore rappresentante del gusto moderno". ... leggi »



Tango Fugato: il nuovo CD di Francesco Venerucci - di Federica Nardacci

L'immagine del Tango e' indissolubilmente legata all'idea di una prorompente passionalita', alle figure quasi teatrali dei corpi che si annodano e snodano, trascinati dal suono accorato di un bandoneòn; e' l'immagine della penombra fumosa delle balere argentine, che sembrano gridare "La vida es un tango" ... e ancora, e' quella vena malinconica di cui e' intrisa tanta poesia tanghera, che racconta della realta' sociale dei sobborghi di Buenos Aires e delle passioni struggenti degli amanti. Di sicuro e' una musica suggestiva - oggi identificata in maniera totalizzante con il nome di Astor Piazzolla -, legata, certo, al folklore di un popolo, ma che ha ispirato anche tanti compositori di musica "colta" (Stravinskij, Albe'niz per fare qualche nome). E' una musica che a un certo punto della sua storia e' uscita fuori dalle balere e si e' decontestualizzata, pur mantenendo quelle sfumature di tragicita' e passionalita' insieme.
Saggio curato da Natale Romolo sull'opera del compositore Luigi Nono Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz »

Il primo procedimento alla problematica elettronica è rappresentato dalla sonorizzazione globale dell'ambiente, effettuata alla prima esecuzione scenica Intolleranza (1961). Nono pensava in termini marxiani e concepiva quel modo di comporre come realizzazione di una tecnica razionale e funzionale sociale e libera da costrizioni esterne. Le moderne tecnologie del suono permettono di fissare momenti della realtà in modo molto simile a quello della fotografia, e questo è uno degli obiettivi primari della poetica di Nono.
Luigi Nono ha realizzato Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz a partire dalla musica di scena composta per Die Ermittelung di Peter Weiss. Lo spettacolo, che tratta del processo di Francoforte ai nazisti delle S.S. responsabili dei massacri, soprattutto di ebrei, nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia, è stato creato nel 1965 a Berlino e messo in scena da Erwin Piscator... leggi tutto »

Nota biografica di Natale Romolo »


Musica, cultura e ricerca. Conversazione con Giulia Peri - di Oriana Rispoli

Dedita a concerti di musica antica e vivamente apprezzata in programmi dedicati ai compositori del Novecento e contemporanei, Giulia Peri ha intrapreso la sua formazione musicale studiando canto e violino alla Scuola di musica di Fiesole ed ha acquisito fin da giovanissima una vasta esperienza, che spazia dalla musica da camera all'orchestra, dal canto corale al ruolo di solista. Sarebbe impossibile ripercorrere tutto il suo curriculum, ma vogliamo ricordare che per sette anni è stata violinista del Trio Aurora, preparato dai Maestri Antonello e Piero Farulli e vincitore di vari premi nazionali, e che ha suonato come spalla dell'Orchestra Galilei in occasione dei corsi di direzione del M° Carlo Maria Giulini. Tra le prime esperienze teatrali, si è esibita come voce bianca nel 1988 al Festival di Spoleto nell'opera Hansel und Gretel di Humperdinck, ed ha ricoperto il ruolo del piccolo Van Gogh nella prima esecuzione assoluta dell'opera Vincent di M. Reverdy (1991, Laboratorio lirico di Alessandria). Ha cantato come voce solista con alcuni direttori d'orchestra tra i più stimati al mondo: Zubin Mehta, Daniel Oren, Myung-Whun Chung, Roberto Abbado. Giulia Peri ci racconta nel modo più spontaneo e amichevole della sua attività artistica, dei suoi prossimi concerti e dell'universo musicale fiorentino... leggi »



Sophie Pacini, giovane pianista e straordinario talento

Nella mia famiglia non ci sono musicisti. La mia mamma, tedesca, e' medico specialista in Medicina interna e lavora moltissimo, forse troppo. Il mio babbo, italiano, e' stato professore universitario di Letteratura italiana (ora e' in pensione). Non sono musicisti ma amano la musica classica. Ho cominciato a sei anni ad andare a lezione di pianoforte e i miei mi hanno comprato un pianoforte Schimmer nuovo. Nessuno in casa pensava, pero', che dovesse diventare una cosa cosi' seria. All'inizio suonavo poco, ogni due giorni una ventina di minuti, forse. Ma mi dicevano che facevo progressi veloci. Cosi' a otto anni ho suonato a mente il Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore (Hob.XVIII:2) di Haydn. La mia insegnante allora voleva che vendessi il mio pianoforte e comprassi un coda, perche' diceva che era tutta un'altra cosa. Per convincere i miei mi ha fatto esaminare da una professoressa, la Lipatova, direttrice a Kiev di un collegio per bambini prodigio...