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Teatro
Presentazione del Compagnia Teatrale Associazione Culturale CASSIOPE
Cassiopèa fu mutata in astro da Zeus. Se fossero queste le punizioni che il destino ci riserva!
Forse sperammo, nel febbraio del 1999, che il fato ciò avesse in serbo per noi…forse più semplicemente, la luce e la forma di Cassiopèa ci colpirono mentre attendevamo una buona idea, un nome con il quale distinguerci nella nostra arte. Ma siamo artisti?
E’ la domanda che ci accompagna ogni volta che agiamo la scena, che mettiamo alla prova il cosiddetto talento, mostrando le nostre idee al pubblico, scarnificando il mondo davanti ai suoi occhi. Certo "giochiamo a far teatro".
Un gioco iniziato una ventina di anni or sono, quando theâstai era la sola azione teatrale di cui eravamo capaci. Spettatori del miracolo della vita, della più incantevole delle magie.
Col tempo il gioco è diventato serio. Prima la scuola del Teatro Biondo Stabile di Palermo; poi il salto, l’indipendenza.
Sentiamo la necessità di esprimere l’essenza delle cose che osserviamo, che viviamo. In un’epoca in cui la comunicazione raggiunge livelli di elevata raffinatezza tecnologica, l’uomo scopre un terribile paradosso: non sa più ascoltarsi né ascoltare. Non sa più comunicare. Questo è il disagio che raccontiamo nella speranza di superarlo. Lo abbiamo raccontato partendo da Karl Valentin, attraversando Goethe, arrivando a Silvano Ambrogi. Senza tralasciare Palermo e la sua storia, i suoi miti; conoscendone gli autori contemporanei. Vogliamo raccontarlo ancora con Ionesco, con Beckett… Raccontiamo un mondo che spesso non ci piace, alla ricerca di una condizione migliore. Stiamo bene in palco, più che nella vita.
Non respiriamo il successo. E’ difficile, se non impossibile, respirare successo fermandoci a Palermo. Eppure è stata una scelta precisa, ragionata. Siamo fatti di terra sicula, qui tanto il bello quanto il brutto ti folgorano: sono maestosi allo stesso modo. Terra d’incanti, nel bene e nel male. Nella sua contraddittorietà la Sicilia è la perfetta rappresentazione dell’umano sentire e agire.
I suoi luoghi, la sua gente?! Niente di più teatrale.
E’ eterogenea, istrionica. E’ un mattatore questa terra, stimolante, abbondante fonte.
L’abbiamo scelta come punto di partenza, camminiamo con lei e in lei per stradine tortuose e sferrate. Desideriamo confrontarci col mondo teatrale fuori da questa regione, ma non è facile richiamare l’attenzione, incuriosire, trovare i soldi necessari allo scopo. E alla fine del viaggio vorremmo che la Sicilia fosse la meta di cui essere fieri.
Oggi abbiamo costruito un piccolo spazio nella memoria di coloro che hanno avuto il desiderio di conoscerci, e poi la scoperta di stimarci. Più gente comune che addetti ai lavori. Spettatori che hanno il piacere e il coraggio di sorridere amaro. Riflettono i nostri spettatori (senza annoiarsi!). Raro privilegio.
Sono poche le produzioni che CASSIÒPE ha allestito. Perché come chiunque altro abbia esigenza di fare teatro d’espressione, e non di “cassetta”, amiamo far crescere i nostri spettacoli, di mese in mese di anno in anno. Vogliamo ascoltarli nelle loro più profonde evoluzioni.
Uno spettacolo ci assorbe, ci svuota, e poi ci spingiamo oltre e ricominciamo.
Intanto traiamo linfa vitale dai giovanissimi. Non è un luogo comune. E’ uno scambio unico e insostituibile. L’ideazione e la creazione di laboratori teatrali all’interno delle scuole è parte integrante del nostro percorso.
Attraverso le tecniche di teatro creativo, senza psicodrammi, stimoliamo questi ragazzi alla conoscenza di se stessi e delle proprie possibilità espressive, alla lettura critica del mondo circostante. Esercitano il loro diritto alla fantasia. Si divertono, consapevoli di non poter prescindere dalle regole del gruppo e del teatro.
Alcuni vivono situazioni di svantaggio, di demotivazione e di emarginazione, ma tutti insieme comprendono che non c’è una sola lingua per dire, raccontare e rappresentare i movimenti dell’anima; che i sentimenti sono gli stessi per tutti gli esseri umani e che la differenza sta solo nella forma che viene loro data. Condividono le loro risorse e realizzano un progetto comune.
Con loro tentiamo il recupero dell’arte e della cultura, della memoria storica che consenta il riconoscimento e l’assunzione di un proprio ruolo sociale.
Questo è il nostro modo di metterci in gioco, di fare teatro, di vivere.
Amiamo ridere, piangere, osservare, ragionare, reinventare, costruire ancora.
Guardiamo ai grandi, quelli che non ci sono più, e umilmente sogniamo.
E speriamo e voliamo e pensiamo “Noi siamo già stelle…quelle di CASSIÒPE (A)!”.